Becky Hammon potrebbe essere la prima allenatrice donna dell'NBA (ed è una grande notizia)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Edward A. Ornelas - Getty Images
Photo credit: Edward A. Ornelas - Getty Images

Quando arriverà il momento, Becky Hammon sarà pronta. Tutti pensano che sarà lei, infatti, la prima allenatrice capo dell'NBA destinata a segnare la storia - per ora tutta al maschile - della lega di basket più famosa al mondo. La vera domanda, però, è un'altra: "Quando succederà?". Su questo non ci sono risposte certe, ma la sensazione che si respira è che sarà presto, molto presto. E sarebbe anche ora, aggiungiamo noi. "In un certo senso, sento che potrebbe essere tra un anno", ha dichiarato Hammon a Today, "Da altri punti di vista, però, potrebbero anche essere tra 10 anni. Non posso saperlo con certezza. Quello di cui sono sicura è che io sarò pronta".

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Hammon, in qualche modo, è già entrata di diritto nella storia al femminile del basket. Oltre ad essere la prima assistente allenatrice full time in uno dei quattro principali sport professionistici nordamericani, infatti, lo scorso gennaio è stata la prima donna ad allenare una squadra dell'NBA durante una partita della stagione ufficiale. L'episodio è avvenuto un po' per caso, ma ha fatto il giro del mondo e ha aperto il dibattito sul ruolo delle donne ai piani alti della pallacanestro. Rebecca Linn Hammon, detta Becky, ha 44 anni, è un'ex cestista e fa parte dello staff di allenatori della lega ormai da più di sette anni. Nel corso di una partita tra i San Antonio Spurs e i Los Angeles Lakers il coach della squadra, Gregg Popovich, è stato espulso per proteste e proprio prima di abbandonare il campo, si è rivolto a Hammon, sua assistente allenatrice: "Pensaci tu", le ha detto. Così, per la restante durata della partita Hammon è stata ufficialmente l'allenatrice capo della squadra segnando un primo passo avanti.

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Ora, però - nel 2021 - è arrivato il momento di fare di più. "Alla gente non piace fare qualcosa di nuovo e diverso", spiega Hammon, "È scomodo. Ci vuole un'enorme quantità di rischio. Ma qualcuno dovrà correrlo". Certo, che mettere una professionista a capo di una squadra possa ancora oggi essere considerato "rischioso" sembra assurdo, eppure è un dato di fatto che nel mondo dello sport le donne faticano ad arrivare ai vertici. "Che lei possa allenare per me non è una sorpresa, anche se ho visto che per molti lo è stata", aveva commentato Popovich dopo la partita contro i Lakers a Sky Sport, "È bravissima, molto qualificata, ha senza dubbio tutto ciò che serve per allenare nella NBA". Cosa manca, quindi? Forse solo la voglia reale di cambiare le cose, forse l'occasione giusta al momento giusto. "È difficile per le ragazze fare grandi cose se non vedono altre donne che riescono a farle", ha scritto tempo fa Hammon su Instagram, "Signore, qui dobbiamo fare grandi cose e lasciare la porta aperta a quelle che verranno dopo di noi (...) Non solo le bambine hanno bisogno di vedere donne che fanno grandi cose, ma anche i ragazzini ne hanno bisogno!!". Insomma, cara NBA, il tempo di agire è arrivato: Becky Hammon è lì che vi aspetta e noi tifiamo per lei.