Sullo scostamento di bilancio il sì sofferto di tutto il centrodestra

Federica Fantozzi
·Giornalista
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(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
(Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Dopo il là di Berlusconi, tutto il centrodestra ha votato con il governo sullo scostamento del bilancio. Via libera praticamente unanime
dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza. I voti a favore sono stati 552, nessun contrario, sei gli astenuti.

In base alla Costituzione era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.

Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi ieri sera, con l’ennesimo cambio di marcia: “Il governo ha accolto le nostre richieste sul sostegno economico agli autonomi e sul rinvio delle scadenze fiscali. Mi sono esposto in questa trattativa e non posso perdere la faccia. Noi sullo scostamento di bilancio voteremo sì”. Sono passate poche ore dal vertice con gli alleati che ha sancito la posizione unitaria del centrodestra, la compattezza ritrovata dopo i dissidi, e l’incarico agli sherpa economici di mettere a punto una mozione comune da sottoporre al governo con le richieste dei tre leader per il sì allo scostamento di bilancio. Meloni e Salvini non si fanno aspettare: “Siamo pronti a votare Sì, come correttamente spiegato da Berlusconi sulla base di un documento informale del governo che accoglieva le nostre proposte, ma attendiamo che l’esecutivo presenti il testo definitivo”. E così, infine, hanno fatto.

Il ministro Gualtieri – facendo sponda con il premierr Conte – ha aperto pubblicamente alle esigenze che consentono a Berlusconi di intestarsi un importante punto politico: la battaglia in favore dei “non garantiti”, imprese e commercianti, “trascurati” durante la prima fase della pandemia. E una ritrovata centralità politica, che gli permette di tornare protagonista. Ma a convincere il Cavaliere sono state anche le pressioni fortissime dell’ala “governista” dentro Forza Italia, da Gianni Letta a Renato Brunetta – che già al...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.