Bertolaso: "Dopo l'ultimo vaccino torno a fare il nonno". Lo sfogo

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
the new special commissioner for vaccination Guido Bertolaso speaks during the presentation of the new special commissioner for anti Covid-19 vaccination of the Lombardy region in Palazzo Lombardia, Milan, Italy, 2 February 2020 (Photo by Andrea Diodato/NurPhoto via Getty Images)
the new special commissioner for vaccination Guido Bertolaso speaks during the presentation of the new special commissioner for anti Covid-19 vaccination of the Lombardy region in Palazzo Lombardia, Milan, Italy, 2 February 2020 (Photo by Andrea Diodato/NurPhoto via Getty Images)

Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile e consulente del presidente della Lombardia Attilio Fontana per i vaccini, si è lasciato andare a un duro sfogo sulle pagine del Corriere della Sera. In merito ai problemi del sistema "Aria", Bertolaso ha detto: “Mi ero accorto che qualcosa non funzionava il giorno che abbandonarono 300 anziani convocati per errore... Era un sistema che funzionava male e andava cambiato: siamo atterrati su Marte, non possiamo non gestire delle prenotazioni via sms”.

GUARDA ANCHE - Chi è Guido Bertolaso

“L’emergenza sanitaria non può avere bandiere - ha poi aggiunto l'ex numero uno della Protezione Civile -. Nessuno crede che in questo Paese si possa seguire un ideale comune. Fra poche settimane dovremo far convivere tre diversi vaccini. Una grande risorsa, ma anche un rischio di ingolfamento pratico. Posso promettere che entro l′11 aprile tutti gli over 80 saranno vaccinati. Il piede è sull’acceleratore. Ma già ora in Lombardia sono stati vaccinati un quinto del totale italiano: stiamo rispettando le proporzioni. I numeri non si possono manipolare”.

Poi, sulla promessa di vaccinare tutti i lombardi entro giugno, Bertolaso ha dichiarato: "Ci metto la faccia".

In merito ai presunti super-poteri che secondo alcuni gli sarebbero stati affidati, ha polemizzato: “Qui non sono nessuno: non posso firmare un pezzo di carta, non posso stanziare un euro. Dovrei stare all’ultimo piano di Palazzo Lombardia a dire cosa mi sembra giusto o sbagliato. Invece sono qui a incastrare numeri. A rispondere ai cittadini. Con un po’ di autorevolezza, ma senza autorità”.

Lo sfogo vero e proprio, però, arriva alla fine: "Sono vecchio ed esausto per questo sforzo. Finito di vaccinare l’ultimo lombardo torno negli spogliatoi e ricomincio a fare il nonno”.

GUARDA ANCHE - Caos vaccini in Lombardia, la decisione di Fontana