Best of Una pezza di Lundini

Di Ivan Carozzi
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Rai 2 / Stand by me
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Per fare spazio a Voice Anatomy, nuovo show dell’attore e doppiatore Pino Insegno, martedì scorso RAI Due ha pensato di non mandare in onda Una pezza di Lundini, in modo da favorire la partenza di Insegno col traino del programma Il Collegio.

Lo spunto comico alla base del programma di Valerio Lundini, come noto, è quello di sostituirsi a eventuali buchi di palinsesto. Salta un programma, Lundini ci mette «una pezza». A questo punto sembra che la RAI abbia preso il format alla lettera e perciò ne fa un po’ l’uso che preferisce. Qualcuno ha temuto che a Lundini toccasse lo stesso destino di Stracult di Marco Giusti, in palinsesto lunedì prossimo per la sua ultima puntata, ma secondo Tv Blog RAI Due starebbe pensando a una serata unica e più lunga. Nel frattempo tra Una pezza di Lundini e una fetta di pubblico è nato un grande amore.

A ogni messa in onda il programma si apre con una pre-sigla dell’attrice Emanuela Fanelli. Nelle prime puntate la Fanelli si limitava ad annunciare l’avvenuta cancellazione di un certo programma e la pronta sostituzione con Una pezza di Lundini. Poi, di puntata in puntata, il pre-sigla è cambiato ed è diventato uno dei momenti più iconici della trasmissione. L’attrice e spalla di Lundini inizia con la lettura dell’annuncio, ma poi lo lascia a metà e parte con un monologo apparentemente senza senso.

È una sorta di corrispettivo televisivo di ciò che in rete viene definito «caccapostaggio» e «shitposting»: un parlare completamente d’altro rispetto a ciò che ci si aspetta. Ma è corretto, mi chiedo, scrivere «la Fanelli», con l’articolo davanti, oppure è più opportuno togliere l’articolo perché in quella abitudine sintattica sono cristallizzati secoli di maschilismo?

Ecco, nel momento in cui mi pongo questa domanda, sono pienamente nell’epoca storica e nel genere di dibattiti che ispirano alcuni degli sketch e delle trovate di Lundini. Il linguaggio obsoleto e convenzionale di certa tv, la sua polvere, la sua lentezza e le sue ingenuità boomer rispetto alla velocità e alla furbizia dei social, così come la grammatica e gli stili antiquati di certa conduzione televisiva, vengono guardati con affetto e indulgenza e usati come fonte d’ispirazione per la filosofia del programma, così come molto materiale comico è catturato dai dibattiti on line di questi anni, a partire da quelli sollevati con il #metoo e la quarta ondata del femminismo.

È nel folklore di internet che Lundini e il suo gruppo di autori, tra cui il coideatore Giovanni Benincasa, trovano molti degli spunti per le battute e le domande nonsense delle interviste. Con l’eccezione di qualche mascherina che ogni tanto spunta da una giacca, il Covid di fatto non esiste, è ignorato, mentre il conduttore in uno sketch con Gianni Minoli indossa la T-Shirt di un oggetto leggendario come Pet Sounds, il disco con il quale i Beach Boys nel 1966 portarono il sublime nella musica pop. Una pezza di Lundini è fatto con tocchi di scrittura scintillanti come illuminazioni. E poi è fatto di vuoti. Applausi nel vuoto, stacchetti che cadono nel vuoto. Non ha orrore del vuoto, anzi lo convoca di continuo.

Il programma di Lundini forse non è il Pet sounds della televisione, non avendo alle spalle un investimento produttivo comparabile, ma resta il prodotto culturale più contemporaneo oggi sulla piazza. Il più liberatorio e il più innovativo. Ecco un elenco, personale e in ordine sparso, di alcuni dei suoi momenti migliori:

Mediaset

Il caccapostaggio di Emanuela Fanelli a tema Mediaset. Un elenco puro e semplice di nomi: Gerri Scotti, Marco Balestri, Alessia Marcuzzi, Ezio Greggio, Rita Dalla Chiesa etc. Sembra non finire mai. Minuto 0,0-00

Prima puntata

Prima puntata, 7 settembre 2020. La domanda «Il posto più strano dove hai ucciso?», rivolta all’attore Cristiano Caccamo. Segue la teca con la sigla di Luna park, varietà del 1979. Minuto 8,10

Drake

Il signor Torpedine riesegue col corpo il famoso meme di Drake. Minuto 5,20

Uma Thurman

Una stunt woman ricorda la scena del quadratino in Pulp Fiction. Minuto 10,55

La scheda

La scheda di Federico Cesari a cura di Alessandro Gori. Minuto 5,15

Un bicchiere per Nicole Rossi

Il bicchiere di cartoncino e il patriarcato. Minuto 10,20

Pylar

L’ospite Pilar Fogliati invitata a lasciare lo studio, perché il suo nome non corrisponde a quello sul copione, dove Pilar è scritto con la «y». Minuto 12,45

Tosse

Il violento colpo di tosse alla fine della scheda di Alessandro Gori su Piergiorgio Oddifreddi. Minuto 5,45

Batteria

Lundini alla batteria. Minuto 10,14

Armi

Lundini tratta per l’acquisto di una pistola durante una pausa. Minuto 4,13

Er secco

La camminata del nipote del secco della Banda della Magliana. Minuto 11,38

Dio esiste

L’applauso al creato. Minuto 5,30