Billie Eilish, il rapporto conflittuale con il corpo e le pillole dimagranti a 12 anni

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Photo credit: Tim Mosenfelder - Getty Images
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From ELLE

A 19 anni in copertina sul giornale Vanity Fair, edizione americana. Normale amministrazione per la talentuosa cantautrice Billie Eilish, occhioni color cielo malinconici e contemplativi, indosso maxi abiti sempre e comunque. Ora sappiamo il perché di quegli indumenti XXL, a coprire il suo corpo: come ha raccontato al magazine che l'ha scelta come storia del mese, l'artista californiana ha da molto tempo un rapporto conflittuale con il suo corpo.

La toccante intervista-lettera aperta di Billie Eilish

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"Ricordo, quando avevo 12 anni, di aver provato a prendere delle pillole per perdere peso, con il solo risultato che mi facevano fare la pipì a letto. Mi capitava anche di ammazzarmi di danza senza toccare cibo: ero perennemente affamata", racconta la cantante, sapendo di toccare una problematica importante e, sfortunatamente, condivisa da moltissimi giovani (e non). "Ho iniziato a scegliere abiti larghi per celare il mio corpo. Che era anche la ragione per cui mi tagliavo di nascosto. Odiavo la mia immagine", ha proseguito Billie, la quale ha un passato di autolesionismo.

La non accettazione del proprio corpo, pericolosa anticamera dei disturbi alimentari

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Un'intervista destinata ad avere una eco importante. Ne è convinta la psicologa Elena Benvenuti, consapevole del boom di disturbi alimentari degli ultimi anni, la cui miccia scatenante è sempre più spesso il body shaming che corre crudelmente via social (di cui la stessa Billie è stata vittima). Come sottolinea l'esperta, "Oggi i disturbi alimentari sono molto diffusi e colpiscono una fetta di popolazione molto più ampia, con casistiche in aumento anche fra uomini, adolescenti e adulti. Nelle donne, invece, si nota un'inquietante l’insorgenza di disturbi alimentari precoci: sono tantissime le bambine che a 7/8 anni iniziano a volere dimagrire, rifiutandosi di mangiare". Come aiutare chi è già stato coinvolto nell'incubo del disturbo alimentare e, più in generale, chi detesta l'immagine di sé allo specchio? "Penso che la vicinanza, l'affetto e la comprensione senza giudizio siano gli elementi fondamentali per relazionarsi con una persona che soffre di questo tipo di patologia psicologica. Poi, ovvio, la figura di un esperto qualificato farà la differenza nel processo di guarigione a lungo termine, ma far sentire accettati, voluti bene è una portentosa medicina".

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