Bimbi hanno giocato per 28 giorni in cortili rinaturalizzati. Cosa si è scoperto (di M. Angelillo)

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·3 minuto per la lettura
A little boy in the garden, playying with soil. (Photo: Halfpoint Images via Getty Images)
A little boy in the garden, playying with soil. (Photo: Halfpoint Images via Getty Images)

(di Marco Angelillo)

Prendete un cortile in ghiaia di un asilo in una città nordeuropea di medie dimensioni – diciamo 100 mila abitanti – e trasformatelo in un pezzo di bosco: portate suolo di una foresta, zolle erbose, graminacee. Aggiungete fioriere per piante annuali, erica nana, mirtilli, moretta comune e muschi. E ancora: blocchi di torba per consentire ai bambini di arrampicarsi e scavare.

È quello che ha fatto un gruppo di ricercatori finlandesi delle università di Helsinki, Tampere e della Finlandia orientale, coadiuvati da colleghi della Charles University di Praga e di altri centri di ricerca. L’esperimento ha coinvolto, per 28 giorni, 75 bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni in tre diversi ambienti: cortili standard con poco o nessuno spazio verde; cortili trasformati con l’aggiunta degli elementi di biodiversità descritti; asili nido orientati alla natura dai quali i bambini entravano ogni giorno nei boschi vicini. I dieci asili sono stati scelti in due città della Finlandia, Lahti e Tampere.

Obiettivo dello studio scientifico: verificare il comportamento del sistema immunitario in ambienti così diversi. Si tratta della prima ricerca in cui la biodiversità urbana è stata manipolata per esaminarne gli effetti sui microrganismi che convivono con il nostro corpo e sull’immunoregolazione. “Abbiamo analizzato i cambiamenti nella pelle, nel microbiota intestinale e nei marcatori immunitari del sangue dei bambini”, scrive il team di esperti in medicina, ecologia e pianificazione urbana nell’articolo che illustra la ricerca, pubblicato dalla rivista Science Advances con il titolo “Biodiversity intervention enhances immune regulation and health-associated commensal microbiota among daycare children”. Marja Roslund, ricercatrice della facoltà di scienze biologiche e ambientali di Helsinki, è la prima dei 18 scienziati che hanno firmato l’articolo.

I risultati, a distanza di appena un mese, sono chiarissimi: si è evidenziato un considerevole miglioramento del sistema immunitario nei bambini che giocavano nelle mini foreste artificiali rispetto a quelli che potevano scorrazzare solo nei normali cortili in ghiaia. L’esposizione alla diversità microbica ambientale, dunque, può modificare in pochi giorni il microbioma e migliorare la funzione del sistema immunitario nei bambini.

La ricerca apre a futuri approcci profilattici, per ridurre il rischio delle malattie immunomediate nelle società urbane dove la perdita di biodiversità limita l’esposizione ai microbioti e aumenta spesso quella ai batteri patogeni. Un ritorno alla natura è auspicabile quindi anche nelle nostre città: un livello di igiene eccessivo, il consumo di alimenti trasformati, l’uso di antibiotici e gli inquinanti alterano le comunità microbiche che difendono la salute umana.

“È un lavoro meraviglioso che guarda al futuro”, ha dichiarato al Guardian il professor Graham Rook, dell’University College di Londra. “Molti dei disturbi che stanno aumentando nelle popolazioni urbanizzate occidentali sono dovuti al fallimento dei meccanismi che sovrintendono al sistema immunitario. Questo studio mostra che l’esposizione dei bambini a un ambiente naturale ricco di biodiversità aumenta diversi biomarcatori dei meccanismi di controllo essenziali”.

In questo tempo in cui combattiamo una vera e propria guerra a esseri viventi microscopici, gli scienziati finlandesi ci ricordano che non tutti i microorganismi vengono per nuocere.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.