Biosimilari: Sondaggio, l’88% degli italiani non li conosce, ma potrebbero curare più persone

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Sono una risorsa per la cura di patologie croniche e per la sostenibilità del Sistema sanitario, ma per l’88% degli Italiani i farmaci biosimilari sono illustri sconosciuti, anche se potrebbero allargare l’accesso alle cure per pazienti attualmente non trattati. Sono i dati principali che emergono dal sondaggio “I farmaci biologici e biosimilari” di Emg Different realizzato tra il 12 e il 16 novembre 2021 su un campione di 800 interviste, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Proprio a questi temi è dedicato l’approfondimento“Biosimilare, un’opportunità per ampliare l’accesso alle cure”, evento promosso da Sandoz e trasmesso in diretta streaming lunedì 29 novembre alle 17:30 sui canali web di AdnKronos.

I biosimilari sono farmaci biologici altamente simili ad un biologico a base dello stesso principio attivo di cui è scaduto il brevetto. Sono terapie che, come dice il nome stesso, derivano da fonti biologiche e sono approvate per la cura o la prevenzione di molte patologie infiammatorie, autoimmuni o tumori. Sono quindi destinati anche a pazienti con malattie croniche, persone che devono convivere per lunghissimi periodi, se non per tutta la vita, con malattie reumatiche, diabete, psoriasi, patologie autoimmuni e infiammatorie dell’intestino.

Nel sondaggio appena pubblicato si rileva che poco più della metà del campione (64%) sa che i farmaci biologici sono prodotti da organismi viventi e il 75% è conoscenza dei costi elevati di queste terapie. A fronte di questi numeri, si comprende come l’88% del campione non abbia mai sentito parlare dei biosimilari. Sorprende invece positivamente il fatto che il 92% sappia che il biosimilare è meno costoso del farmaco di riferimento e che abbia le stesse caratteristiche ed efficacia del biologico di riferimento (83%). Del resto, la scarsa conoscenza di questi trattamenti si spiega notando che le persone li conoscono a fronte di un loro utilizzo o personale (45%) o nell’ambito familiare (circa 30%).

Sul fronte della prescrizione del biosimilare da parte dello specialista solo il 5% avrebbe delle resistenze, ma il 37% conferma la necessità di maggiori informazioni per capire come utilizzarlo.

Particolarmente interessante la questione che riguarda i costi e la possibile risorsa dei biosimilari per allargare la cura a più pazienti. Il 64% del campione è infatti d’accordo nel ritenere che, “di fronte a due farmaci che hanno stessa efficacia, sicurezza e qualità, il Sistema sanitario nazionale (Ssn) debba promuovere l’utilizzo del farmaco più economico”. Certo, resta da capire perché una fetta del 36% non ritenga utile questo aspetto, ma c’è un aspetto inaspettato che emerge sul come gli intervistati userebbero i soldi risparmiati da un maggiore uso dei biosimilari. Al primo posto, il 25% del campione impiegherebbe il budget non speso per “curare un numero più ampio di pazienti, a parità di spesa per il Ssn” e il 14% per garantire l’accesso a nuove terapie. Circa un intervistato su 5 propone di finanziare la ricerca su nuovi farmaci innovativi, mentre un 18% aiuterebbe le famiglie dei pazienti cornici.

All’88% di italiani che non sanno cosa siano i biosimilari e alla richiesta di maggiore informazione su queste terapie, emersa esplicitamente dal 72% del campione, è dedicato l’approfondimento “Biosimilare, un’opportunità per ampliare l’accesso alle cure”, evento promosso da Sandoz e trasmesso in diretta streaming lunedì 29 novembre 2021 dalle 17:30 alle 18:30 in diretta su adnkronos.com (https://www.adnkronos.com/scelte-di-salute-biosimilare-unopportunita-per-ampliare-laccesso-alle-cure_3Sgb0hCBcnmssXOBHYp94a) e nel profilo Facebook di AdnKronos.

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