Cose poco note sull’anguria

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Il modo migliore per gustare l'anguria è al naturale, ma può essere altrettanto buona se unita alla macedonia o usata come ingrediente per granite e gelati. A qualcuno piace anche in insalata, abbinata a cetrioli, cipolla, ricotta e olive. Se vi sembra un'associazione di gusti azzardata, sappiate che c'è chi si serve delle angurie per farne qualcosa di decisamente più bizzarro. Come John Allwood che al Chinchilla Melon Fest di Queensland, in Australia, ha conquistato il record del mondo dopo aver rotto a testate ben 47 angurie in un minuto.

Un altro utilizzo poco noto dell'anguria è il watermelon carving, ovvero l'intaglio dell'anguria celebrato dal 2006 a Praga, in Repubblica Ceca, durante il Melounovy Festival. Questo incontro è un'autentica galleria d'arte dove artisti di tutto il mondo lavorano le angurie intagliandole e ricavandone delle splendide sculture. Più in generale, l'arte dell'intaglio di frutta e verdura ha avuto origine nel XIV secolo durante la dinastia di Sukhothai e è considerata uno dei dieci antichi mestieri thailandesi. Per molti secoli la disciplina dell'intaglio fu praticata unicamente nella corte imperiale e solo nel 1939 venne introdotta nel programma scolastico permettendone la diffusione anche in altri Paesi, tanto da essere sempre più comunemente utlizzata nel campo della ristorazione e della decorazione.

Originaria dell'Africa tropicale, l'anguria è ancora oggi un'importante fonte di sostentamento per le popolazioni indigene di quelle zone durante i periodi di siccità. David Livingstone, un missionario scozzese vissuto nel XIX secolo, ne riportò memoria nei suoi taccuini di viaggio dopo averne osservato un'abbondante crescita durante le esplorazioni nel deserto del Kalahari. Le prime coltivazioni di anguria si ebbero in Egitto, dove il mito racconta che questo frutto abbia avuto origine dal seme del dio Seth. Gli egizi, oltre ad apprezzarlo come alimento, erano soliti deporlo nelle tombe dei faraoni quale mezzo di sostentamento per l'aldilà.

Introdotto in Europa a partire del XIII secolo con l'invasione dei Mori, le varietà oggi più diffuse in Italia sono la Crimson Sweet, originaria dell'America Settentrionale, la Charleston Gray, la famosa anguria dalla forma allungata che ha tempi di maturazione più lunga rispetto ad altre tipologie, le mignon, cioè i cocomeri che sembrano piccoli palloni da calcio e la Sugar Baby, la qualità più comune nel nostro Paese. In base alla varietà, cambia anche l'aspetto. L'anguria può infatti essere ovale, sferica, oblunga, con la scorza verde scuro o striato e con la polpa rossa, rosea o giallastra.

L'anguria più insolita viene però dal Giappone, in particolare dalla regione Zentsuji. Per risolvere il problema dello stoccaggio causato dalla sua forma ovale che sprecava spazi vuoti, i produttori facero crescere le angurie all'interno di contenitori quadrati ricavandone dei frutti cubici facili da impilare e trasportare. Seguendo questa tecnica di crescita vennero successivamente concepite angurie di altre forme. Nel 2008 un agricoltore di Tsukigata, cittadina dell'isola di Hokkaido, ha voluto sperimentare la coltivazione di angurie piramidali realizzandone sedici esemplari venduti al prezzo di 52 mila yen, l'equivalente di circa 400 euro.

In Russia, dove nelle regioni meridionali con l'anguria si produce una particolare birra attraverso la fermentazione del succo zuccherato e bollito, l'agricoltore di angurie russo Kuban Igor Lihosenko, dopo aver piantato alcuni semi di una varietà di anguria dalle grandi dimensioni, ha visto crescere nel suo campo un'anguria da 60 chili e 400 grammi per la quale ha ricevuto un'offerta di 5 mila rubli, circa 1.100 euro. Ma il primato mondiale spetta a una coppia di coniugi americani originari del Tennessee che nel 2010 ha raccolto nel loro giardino un'anguria dal peso di 132 kg. Ai due è stato attribuito il titolo mondiale durante un festival in North Carolina, dopo aver battuto il record precedente di 121,5 kg, detenuto da un agricoltore in Arkansas.

A differenza del termine cocomero, dal latino "cucumis" e usato dai botanici per indicare questo frutto (Cucumis citrullus), il nome anguria risale dal tardo greco "angurion", a indicare propriamente il cetriolo. Diffuso in tutta l'Italia settentrionale attraverso l'Esarcato di Ravenna, è un termine regionale ormai consueto tanto da essere a tutti gli effetti utilizzato come alternativa a "cocomero".

Mangiare grandi quantità di anguria produrebbe un effetto simile a quello del Viagra. A sostenere questa tesi è Bhimu Patil, un ricercatore della Università A&M del Texas, che spiega come la citrullina contenuta nell'anguria, reagendo agli enzimi del corpo umano, si trasforma in arginina, un aminoacido che dilata i vasi sanguigni facilitando non solo l'attività sessuale, ma rinforzando anche il cuore, il sistema circolatorio e il sistema immunologico. Va però sottolineato che la citrullina contenuta nell'anguria produce effetti limitati e, anche se accompagnata a un'adeguata alimentazione e a un sano esercizio fisico migliora l'attività sessuale, non può altresì risolvere serie disfunzioni sessuali e non può quindi essere un adeguato sostituto del Viagra. A rinforzare la tesi che l'anguria fa bene al cuore e alla circolazione è uno studio pubblicato dall'American Journal of Hypertension e condotto dai ricercatori della Florida State University Usa. La ricerca ha dimostrato che la citrullina contenuta nell'anguria è in grado di contrastare la preipertensione rilevando un miglioramento della funzionalità delle arterie e un abbassamento della pressione arteriosa nei nove soggetti a cui era stata precedentemente somministrata una dose di 6 grammi di L-citrullina.

L'anguria è ricca di licopene, 8-20 mg per una porzione di 180. Inizialmente scoperto nei pomodori, il licopene è il migliore antiossiodante che si conosca tra i carotenoidi ed è quindi utile nella prevenzione dei tumori e nella lotta contro i radicali liberi. Essendo una sostanza liposolubile è meglio assimilarlo in presenza di grassi piuttosto che consumato da solo. È consigliabile quindi abbinare l'anguria a insalate o a piatti grassi, a base di carni e di pesce. È inoltre un frutto dissettante e diuretico, costituito per il 90 per cento da acqua di vegetazione e ricco di sali minerali, di potassio e di vitamine tra cui quelle del gruppo B, necessarie per la produzione di energia. È inoltre povera di sodio e ha un basso contenuto calorico con 20 kcal per 100 grammi di polpa.

Alberto Picci