A Bologna nasce l'educatore alla lettura ed è un lavoro bellissimo

Di Elena Fausta Gadeschi
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Jose Luis Pelaez Inc - Getty Images
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Leggere, capire, interpretare, ma anche osservare, immaginare, figurare. Tante sono le azioni che entrano in gioco quando ci accostiamo a un testo scritto, sia esso un racconto, un saggio, un articolo di giornale o una poesia. L'atto della lettura – biologicamente il meno naturale che conosciamo, ma intellettualmente il più rivoluzionario di cui l'uomo sia capace – può essere intimo e personale, ma può divenire anche occasione pubblica di incontro se compiuto ad alta voce, di fronte a una comunità riunita. Qualsiasi sia la destinazione di un testo, leggere resta una delle più alte conquiste dell'umanità ecco perché non pare affatto oziosa la proposta dell'associazione culturale Hamelin di formare una nuova categoria di professionisti, i cosiddetti "educatori alla lettura", che con il progetto 'Leggere per leggere Bologna' apprenderanno gli strumenti più adeguati per introdurre i bambini al gusto e al piacere dei libri, ma anche per operare nell'ambito del volontariato all'interno di associazioni, biblioteche e poli culturali.

Photo credit: Jim Craigmyle - Getty Images
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Il percorso di formazione, presentato nell'ambito del progetto Pon Città Metropolitane 2014-2020 e del Patto per la lettura di Bologna, prevede un corso biennale rivolto a quindici ragazzi, di età compresa tra i 22 e i 35 anni, già selezionati in una rosa di 106 candidati, che grazie ai 300.000 euro di fondi stanziati apprenderanno le tecniche e gli strumenti di una nuova professione, che oggi non esiste in Italia, ma di cui ci potrebbe essere forte bisogno in futuro. Soprattutto quando, a crisi sanitaria finita, si dovrà fare i conti con un'altra emergenza, silente ma altrettanto drammatica come quella culturale, aggravata da un sistema scolastico che, in alcuni casi complice la Dad, ha mancato il suo obiettivo di appassionare i ragazzi alla lettura e alla letteratura.

Photo credit: Catherine Falls Commercial - Getty Images
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I nuovi educatori alla lettura opereranno anche nel tessuto cittadino dell'associazionismo, creando opportunità per una collettività inclusiva, basata sulla convivenza delle differenze e sull'incoraggiamento di tutte le forme di narrazione da intendersi come atto di partecipazione e incontro. Come spiegato da Emilio Varrà di Hamelin a Repubblica, il percorso di formazione è iniziato da un mese e per ora le lezioni sono teoriche: "È fondamentale dichiarare la figura professionale dell'educatore alla lettura perché è molto importante questo ruolo, troppe volte lasciato all'improvvisazione". È vero che "tutte le pratiche che possono diffondere la lettura sono valide in quanto tali, ma come tutti i mestieri anche questa va distinta e su questo insistiamo affermando la necessità di abituarci a considerare la diffusione della lettura come un vero e proprio lavoro".