Bona di Pisa, la viaggiatrice che percorse per 9 volte il Cammino di Santiago (e la decima in volo)

Di Sara Mostaccio
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Photo credit: Georges MARTIN - Getty Images
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Viaggiatrice e santa, nonché riconosciuta patrona delle assistenti di volo da papa Roncalli nel 1962, Bona da Pisa ha avuto una vita dedita alla spiritualità ma niente affatto chiusa in un convento. Il che ha dell’eccezionale considerando che nel Medioevo non erano tante le donne che viaggiavano. Figurarsi che viaggiavano sole.

Una pisana in Terra Santa

Nata intorno al 1556 nel popoloso quartiere pisano di Guazzolongo, oggi San Martino, è figlia di una giovane donna còrsa di nome Berta che ha sposato il mercante pisano Bernardo. Il padre le abbandona quando Bona ha solo 3 anni e prende il mare verso Oriente per non tornare più. Madre e figlia devono arrangiarsi e presto Bona sceglie la sua strada: a 7 anni già sa di voler entrare in convento e a 10 anni, per intercessione di padre Giovanni che l’aveva presa sotto la sua ala, diventa oblata agostiniana. Sceglie di dormire su un letto di paglia, pratica il digiuno e indossa il cilicio. Per mantenersi fila la lana e riceve cibo in cambio del suo lavoro che spesso usa per aiutare i più bisognosi anziché per nutrire se stessa.

Quando ha 14 anni inizia a viaggiare. Pare sia stata una visione, o un sogno, a dirle di recarsi in Terra Santa per ritrovare suo padre che lì aveva un’altra famiglia e tre figli. Una delle sue biografie racconta che il padre, venuto a conoscenza dell’arrivo della figlia di un’unione precedente, e non volendo che si sapesse, abbia tentato di impedirle di sbarcare. Ma Bona riesce a eludere la sorveglianza e a nascondersi con due compagne di viaggio. Si ferma per quasi un anno, visitando tutti i luoghi santi e seguendo gli insegnamenti dell’eremita Ubaldo conosciuto sul posto.

A Santiago di Compostela

Il ritorno a Pisa è travagliato. Catturata dai saraceni e ferita a un fianco, riesce a salvarsi dalla prigionia in un porto africano quando alcuni compatrioti le pagano il riscatto. Al ritorno a Pisa diventa celebre nei dintorni della chiesa in cui vive in un stanzetta spoglia. La considerano capace di guarire i malati e salvare i naviganti dal naufragio. È il 1174 quando Bona ha un’altra visione: la sua missione sarà dedicarsi ai pellegrini. Perciò intraprende un altro lungo viaggio, non meno pericoloso: il Cammino di Santiago.

Quello che oggi è un percorso che milioni di pellegrini contemporanei percorrono in qualche settimana, con tutti i comfort delle accoglienze lungo la via e attrezzatura tecnica, era allora un cammino molto pericoloso che molti penitenti affrontavano, consapevoli dei rischi, per ottenere il perdono. L’intero percorso richiedeva circa 9 mesi di durissimo viaggio. Bona non si fa domande: parte.

Pur sottoponendo se stessa a numerose prove corporali e soffrendo per i postumi della ferita al fianco, presta assistenza a chiunque ne abbia bisogno e spesso trasporta il fardello di chi non ha più le forze per farlo. Offre anche sostegno morale, soccorre chi è malato e a lungo andare conosce abbastanza bene il cammino e i suoi pericoli visto che lo percorre per ben 9 volte. È la guida ideale.

Non paga di assistere i pellegrini in viaggio verso Santiago, in qualche occasione accompagna i viaggiatori anche a Roma o al santuario di San Michele sul Gargano. In più di una occasione mette a rischio la sua vita pur di aiutare chi ne ha bisogno. Solo a 50 anni – età piuttosto avanzata per l’epoca, e per una donna che non si era mai risparmiata fisicamente – decide che non ha più le forze per aiutare gli altri a camminare. E torna a Pisa. Lì si ritira a San Martino ma non smette di aiutare gli altri. Due anni dopo intende tornare a Santiago un’ultima volta ma non ha più le forze fisiche per farcela. Così, secondo la leggenda, San Giacomo in persona l’accompagna in volo. Come prova del prodigio Bona da Pisa riposta una manciata di conchiglie.