"Borsa, le aziende familiari hanno resistito meglio al Covid"

Virgilio Chelli
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Pictet Asset Management sottolinea la resilienza e le miglior performance messe a segno nelle crisi del passato delle imprese a conduzione familiare quotate, che rappresentano il 20% dell’indice MSCI ACWI

Le imprese in cui la famiglia rappresenta una parte importante dell’azionariato sono il 90% di tutte quelle attive nel mondo e compongono il 20% dell’indice MSCI ACWI, ma sono sottorappresentate in termini di strumenti di investimento, nonostante siano più resilienti di quelle che non hanno una famiglia come founder e tra gli azionisti. Inoltre, una vasta letteratura accademica ha misurato le maggiori performance realizzate nelle crisi del passato e secondo uno studio comparato sui mercati di Usa, Uk, Germania e Italia, le aziende familiari quotate hanno reso fino al 18% in più in termini di return on asset. Così è stato anche nei primi sei mesi del 2020, l’anno della pandemia da Covid e della peggior crisi economica dal Dopoguerra, quando hanno fatto meglio delle altre, un dato confermato da uno studio della Bocconi che per l’Italia registra ritorni superiori del 10% tra gennaio e giugno 2020.

UN CIRCOLO ESCLUSIVO

Lo sottolinea Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management, aggiungendo che anche se a volte presentano dimensioni piccole e problemi di governance, in questa categoria rientrano anche storie di grande successo e gruppi che sono diventati veri e propri colossi, leader dei loro mercati di riferimento, come Amplifon, Hermès o la cinese NetEase. Molte vantano storie secolari, raccolte dall’associazione internazionale Henokiens e raccontate nei libri di management delle Università di tutto il mondo. La stessa Pictet rientra in tale circolo esclusivo, essendo una società familiare fondata più di 200 anni fa.

IN MOLTI PAESI SONO L’OSSATURA DELL’ECONOMIA

Le aziende gestite dal fondatore o da una famiglia rappresentano una parte importante dei listini globali, oltre che l’ossatura dell’economia in molti Paesi: in Francia sono l’80% del totale, in Germania il 90%, in Spagna l’83% e in UK l’80%. L’esperto di Pictet cita anche l’ultimo aggiornamento del Global Family Business Index, realizzato dall’Università Svizzera di San Gallo insieme a EY, che raccoglie le maggiori 500 società a controllo familiare in tutto il mondo, secondo cui i paesi più rappresentati in assoluto sono Stati Uniti con 122 società, Germania con 79, Francia con 28, Hong Kong con 21, Svizzera con 19 e India con 17. L’Italia è al settimo posto anch’essa con 17 imprese familiari, anche se nel nostro Paese rappresentano l’85% delle imprese e il 60% di quelle quotate in Borsa.

UNA GOVERNANCE MIGLIORE

L’esperto di Pictet osserva che anche sul fronte della governance le aziende familiari italiane migliorano, perché è cresciuto il modello collegiale e sono sempre più numerosi anche i manager professionisti. Ma il dato più interessante è quello della maggior redditività, perché le imprese familiari sono riuscite a recuperare il terreno perso nel corso della crisi del 2008, facendo meglio delle altre tipologie. Un recente paper della Bocconi segnala inoltre che anche durante l’esplosione del Covid, nei primi sei mesi del 2020, in media hanno mostrato ritorni superiori del 10% rispetto alle altre, grazie a due elementi fondamentali, resilienza e adattamento, il che vuol dire visione a lungo termine, prudenza finanziaria, profonda connessione tra proprietari e aziende, valori radicati e lealtà verso i dipendenti, rinnovamento imprenditoriale, filantropia e Corporate Social Responsibility.

GLI ESEMPI DI AMPLIFON E HERMES

L’analisi di Pictet mette in evidenza anche fattori come il “rinnovamento imprenditoriale”, cioè il modo in cui la nuova generazione porta idee e metodi innovativi in una specie di processo naturale di rivitalizzazione, e l’attenzione alla responsabilità sociale. L’esperto di Pictet fa l’esempio di Amplifon, fondata nel 1950 a Milano da un veterano di guerra britannico motivato dal desiderio di aiutare chi aveva subito danni all’udito in guerra. Oggi la famiglia detiene il 44,9% di un'azienda caratterizzata sin dalle origini da crescita organica, M&A e ingenti investimenti nella formazione del personale. Altro esempio è Hermès, il colosso delle borse artigianali francesi, fondata a Parigi nel 1837, che ha costruito il suo successo sulla cultura dell’eccellenza di prodotto e sul radicamento nel territorio, che ancora oggi lavora al motto di "una borsa, un artigiano".

LA STORIA DI SUCCESSO DI NETEASE

Pictet cita anche NetEase, leader dei giochi online cinese che ha diversificato nell’allevamento dei maiali NetEase, tipico esempio di azienda familiare capace di adattarsi ai cambiamenti: partita come un motore di ricerca sul modello di Yahoo, si è quotata al NASDAQ nel 2000 e ha avuto la capacità di virare sul gaming durante la bolla delle dotcom, poi ha continuato a mutare e nel 2020 si sta espandendo in nuove aree di business come l’e-learning e lo streaming musicale. Anche NetEase cerca di imprimere un impatto sociale e per farlo sta investendo nell'allevamento di suini nelle comunità rurali.

UN FONDO DEDICATO

Forte di tutte queste considerazioni, Pictet Asset Management negli scorsi mesi ha lanciato il fondo Pictet-Family, con un paniere composto esclusivamente da business familiari di tutto il mondo, tra cui le tre aziende citate, con un’accurata selezione e un’approfondita ricerca diretta a individuare opportunità di investimento uniche. Pictet definisce la tipologia come società quotata in cui il singolo fondatore o una famiglia detenga almeno il 30% dei diritti di voto. A livello globale l’universo di investimento è composto da circa 500 imprese e Pictet-Family è una selezione di aziende che tendono a sovraperformare l’azionario globale con particolari stili di gestione attrattivi in un’ottica di lungo periodo. Per approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.