Borsa Milano: un novembre da record si chiude con il segno meno

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L’ultima seduta di un mese da record si chiude con il segno meno. In aumento del 23,7% da inizio mese, oggi il Ftse Mib ha chiuso la prima seduta della settimana a 22.060,98 punti, -1,3% rispetto al dato precedente.

L’extra-performance di Piazza Affari rispetto agli altri listini europei, l’Euro Stoxx 50 a novembre ha segnato un +18,8%, è legata agli annunci relativi i vaccini che, avendo fatto scattare al rialzo le azioni maggiormente legate al ciclo economico (come banche e industriali), hanno favorito quei listini maggiormente caratterizzati dalla presenza di questi due tipi di titoli.

A Milano spicca il -4,96% di UniCredit in scia alle incertezze legate alla posizione del Ceo Jean Pierre Mustier dopo il confronto informale sulla governance avvenuto in seno al Cda nel week end. Secondo i rumor circolati nelle ultime ore, potremmo anche assistere ad un avvicendamento al vertice di Piazza Gae Aulenti (il mandato di Mustier scade a marzo).

Già smentita, l’ipotesi di un avvicendamento con Matteo Del Fante di Poste Italiane ha fatto perdere al titolo PST il 2,91%. Tra i bancari, segni meno anche per Mediobanca e BPER, in calo rispettivamente del 3,31 e del 3,04 per cento.

La contrazione del greggio, il future sul Brent arretra dell’1,7% a 47,4 dollari il barile, ha innescato le prese di beneficio sui titoli del comparto oil: Tenaris ed Eni hanno entrambe chiuso con un -3,25% mentre Saipem ha lasciato sul parterre l’1,49%. Debolezza anche per le aziende di pubblica utilità (-3,65% di Hera, -2,81% di A2A e -1,55% di Enel).

Nel comparto industriale, balzo di Pirelli (+3,57%) in scia della valutazione positiva contenuta in un report in cui Banca IMI ha rimarcato come l’esposizione verso Stati Uniti e Cina offra “una maggiore visibilità sull'anno prossimo a livello di profitti/perdite e free cash flow". Poco mosso lo spread Btp-Bund, salito dell’1,2% a 116 punti base. (in collaborazione con money.it)