Britney Spears: il padre resta il suo tutore legale

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Il tentativo di Britney Spears di sollevare il padre dall’incarico di suo tutore legale non è andato a buon fine.

Un giudice ha infatti respinto la mozione presentata dalla popstar, le cui scelte personali e professionali vengono monitorate da Jamie Spears dal 2008, anno successivo all’esaurimento nervoso che colpì la cantante.

L’uomo lasciò temporaneamente l’incarico nel 2019 per motivi di salute e il compito venne affidato all'amministratrice Jodi Montgomery, sebbene l’ultima parola sugli affari di Britney spetti ancora a Spears.

Lo scorso anno, il legale di Britney, Sam Ingham, aveva chiesto formalmente l’annullamento della “conservatorship” (strumento legale americano che si applica a persone incapaci di intendere e volere e che permette al tutore di controllare il patrimonio e la vita personale della persona assistita).

Purtroppo per la principessa del pop e per i manifestanti del #FreeBritney, il giudice Brenda Penny della Corte Superiore della Contea di Los Angeles ha respinto la mozione. «La richiesta del soggetto tutelato di sospendere James P. Spears, è negato senza alcun pregiudizio», ha detto.

Britney si è duramente scagliata contro il padre nel corso di un’udienza della scorsa settimana.

Intervenuta in videoconferenza, la cantante ha dichiarato: «Rivoglio indietro la mia vita. Sono passati 13 anni. E ne ho abbastanza. È passato tanto tempo da quando non ho più il controllo dei miei soldi. Desidero e sogno che tutto ciò finisca».

Fan sotto shock quando la cantante ha persino raccontato che il padre la costringa da anni a indossare una spirale, che non le consente di avere altri figli.

Jamie ha chiesto una revisione del caso, in seguito alle dichiarazioni della figlia.

«Il Sig. Spears ritiene che sia importante per l'integrità dei procedimenti di tutela e nel migliore interesse della Sig.ra Spears che la Corte ordini un'indagine sulle questioni e le richieste sollevate da (Britney) nell’udienza del 23 giugno 2021», ha riferito il suo avvocato.

«O le accuse si dimostreranno vere, e in tal caso devono essere prese misure correttive, o si dimostreranno false, e in quel caso il tutore oitrà tornare a svolgere il suo lavoro».

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