A Budapest sono state sequestrate le bandiere arcobaleno durante una partita degli Europei e sa di surreale

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Photo credit: NIKOLAY DOYCHINOV - Getty Images
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Diritti LGBT+: 2 , Ungheria: 1. Se non ve ne foste accorte questa partita si sta giocando parallelamente agli Europei e sta diventando una faccenda decisamente seria. Non c'è da stupirsi più di tanto se si pensa che l'Ungheria al momento ha un governo autoritario, conservatore e apertamente omofobo, ma quello che lascia perplessi è come la UEFA sta gestendo questi attacchi ai diritti. Si creano situazioni surreali come lo stadio di Monaco che non ha potuto esibire i colori del Pride perché troppo politici oppure le bandiere arcobaleno sequestrate ai tifosi a Budapest. Che sta succedendo? Si parla di "mantenere la neutralità" perché gli Europei non sono una manifestazione politica, ma a quanto pare di "neutrale" c'è ben poco.

Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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L'Ungheria sta mettendo in atto un vero e proprio braccio di ferro con la UEFA che sembra a tratti impreparata a gestire la situazione. L'unione delle federazioni si è infatti attirata notevoli polemiche dopo aver vietato all'Allianz Stadium di Monaco di esibire i colori del Pride perché considerati "troppo politici". Il sindaco della città allora ha ribattuto dicendosi pronto a riempire strade e palazzi di bandiere arcobaleno e il premier ungherese Viktor Orbán non si è presentato alla partita. Non solo: durante Germania-Ungheria, mentre i giocatori cantavano l'inno ungherese un attivista è sceso in campo con una bandiera del Pride in segno di protesta. Ma le schermaglie continuano: a Budapest durante l'ottavo tra Olanda e Repubblica Ceca sono state ritirate le bandiere arcobaleno portate dai tifosi per protestare contro l'ultima legge omofoba approvata da Orbán. L'ha reso noto un portavoce della federazione olandese, ma stavolta la UEFA si è opposta (e per fortuna).

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La UEFA in questo caso ha deciso di schierarsi per i diritti e ha informato la federazione dell'Ungheria che i simboli con i colori arcobaleno non sono politici. Dunque "in linea con la campagna Equal Game contro ogni discriminazione, incluse quelle verso la comunità Lgbtqi, bandiere di quel tipo saranno consentite dentro lo stadio", ha stabilito. L'Unione ha fatto inoltre sapere che "al contrario di quanto riportato da media olandesi, non è stato vietato alcun simbolo coi colori arcobaleno nella fan zone di Budapest e che la fan zone è sotto la responsabilità delle autorità locali. La Uefa al contrario accoglierebbe molto volentieri ogni simbolo di quel tipo nella fan zone". A questo punto non resta che vedere se il governo ungherese continuerà a far valere le sue posizioni omofobe nel corso degli europei e come risponderà la UEFA. Al momento sembra che l'unione delle federazioni abbia capito che, di fronte a odio e discriminazione, rimanere "neutrali" è già di per sé un gesto politico. “L’ho già detto altre volte e voglio ripeterlo anche qui, io credo fortemente in una Ue in cui si è liberi di amare chi si vuole" - ha dichiarato la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen riferendosi alle posizioni di Orbán - "Credo in una Ue che abbracci la diversità che è al fondamento dei nostri valori e userò tutti i poteri della Commissione per fare in modo che i diritti di tutti i cittadini europei siano garantiti per chiunque e ovunque". Gli Europei di calcio dovrebbero seguire la stessa linea, o no?

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