Buon viaggio con l'arte a prova di lockdown che non si ferma mai

Di Simona Marani
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Alicja Kwade, Reise ohne Ankunft (Raleigh), 2012_2013, 96 x 60 x 60 cm, verbogenes Fahrrad, Nunzia & Vittorio Gaddi Collection © Alicja Kwade
Photo credit: Alicja Kwade, Reise ohne Ankunft (Raleigh), 2012_2013, 96 x 60 x 60 cm, verbogenes Fahrrad, Nunzia & Vittorio Gaddi Collection © Alicja Kwade

From ELLE

La pandemia può fermare i viaggi, non certo i viaggiatori che seguono rotte dinamiche anche restando immobili, alternative per definizione, artistiche per vocazione. Tanto assurde da girare in tondo con biciclette rosa (shocking) piegate ad arte da Alicja Kwade, attraversare gli oceani blue(-jeans) dell’installazione migrante degli abiti usati di Kader Attia, o avventurarsi lungo la strada di segni e segnali Pop di Peter Brüning. L’arte di viaggiare che mette in discussione termini come ‘impossibile’, insieme alle nostre abitudini visive e le attitudini mentali, non può che augurarci un buon viaggio a prova di lockdown, aspettando di tornare negli spazi della cultura come il Forum Ludwig per l'arte internazionale di Aquisgrana, con la collettiva Bon Voyage! Travelling in Contemporary Art.

Il tour espositivo concepito per aprire la mente anche mentre il museo resta chiuso, non si pone limiti ma parecchie sfide imposte dai tempi, con artisti in movimento che hanno trasformato in viaggio, impulsi, bisogni e passioni, emergenze climatiche e relazioni borderline, compreso il passaggio nell’aldilà che non ha bisogno di bagagli. Un giro del mondo in oltre 50 anni e più di 60 artisti, dalle Piramidi di Duane Michals, messe in scena e in dubbio insieme alla realtà del visibile, alla Grande Muraglia cinese attraversata da The Lovers di Marina Abramovic & Ulay. Una camminata lungo 2.500 chilometri che, mettendo alla prova i limiti della resistenza fisica e psichica del corpo, dell’arte e delle relazioni, mette fine a dodici anni di dirompente sodalizio creativo e sentimentale.

Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020 VG Bild-Kunst, Bonn 2020
Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020 VG Bild-Kunst, Bonn 2020
Photo credit: Courtesy of the artist & Galerie Nagel Draxler, © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, Foto_ Franca Candrian
Photo credit: Courtesy of the artist & Galerie Nagel Draxler, © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, Foto_ Franca Candrian
Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, foto Dagmar Keller & Martin Wittwer
Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, foto Dagmar Keller & Martin Wittwer

Bon Voyage invita a percorrere sentieri poco battuti, ridefinendo anche le mappe dell'ideale caccia al tesoro, per avventurarsi nei labirinti di parole di antichi diari di viaggio trascritti nei microgrammi di Philipp Goldbac, o nei non-luoghi dei pendolari anonimi ritratti alla stazione ferroviaria di Mosca da Dagmar Keller e Martin Wittwer. Nelle disordinate geometrie interiori della fotografia di Francesca Woodman, o nelle onde dell'oceano del tempo che vibra nel bicchiere d'acqua del Passage video di Christoph Brech, perfetti per non perdersi in se stessi o annegare in un bicchiere mezzo pieno.

Un pappagallo, una lanterna della tempesta, cartoline e piante esotiche bastano a Talisa Lallai per evocare pellegrinaggi mentali nell’esotico, mentre sono le ostriche disegnate a matita e pastello da Nicole Schuck a manifestare i segni di evoluzione e alterazione del loro ecosistema marino.

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Limiti e confini non sono previsti o facilmente superati, da Jon Rafman senza mai lasciare la scrivania, girando tutto il mondo con le immagini scattate dai veicoli di Google Street View, mentre Francis Alÿs lo attraversa con la lunga rotta scelta per spostarsi da Tijuana a San Diego, aggirando e denunciando l’assurdità delle restrizioni e recinzioni di confine tra Messico e Stati Uniti d’America. Dani Ploeger fa qualcosa di analogo al confine ungherese-serbo, amplificandone gli interessi economici di chi edifica recinzioni, con un altoparlante avvolto nel filo spinato. Frontières Fluides, fluid boundaries di Katrin Ströbel e Mohammed Laouli rende i confini parte integrante degli effetti culturali, sociali ed economici del flusso migratorio tra l' Europa e il Nord Africa.

Ogni artista in mostra ci mette in cammino, anche con percorsi emotivi e personali, come quelli ricamati a mano da Vera Sous con i fili degli abiti indossati dai rifugiati durante la fuga, direttamente su quadri, libri e oggetti, come l’enorme rotolo di filo spinato del recente Europa tessuto da fili di jeans. Viaggi forzati, senza fine e casa, come quello caricato in macchina da Manaf Halbouni. Destinazione Everywhere and nowhere, insieme a una valigia, una bicicletta, una scatola di birra e molti dei cliché che guidano i movimenti xenofobi come quello tedesco PEGIDA dei cosiddetti Patrioti europei contro l'islamizzazione dell’occidente.

Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, Courtesy Manaf Halbouni & Zilberman, Istanbul / Berlino, Foto Manaf Halbouni
Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, Courtesy Manaf Halbouni & Zilberman, Istanbul / Berlino, Foto Manaf Halbouni
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Scattando una foto ogni 20 secondi durante un volo intorno al mondo, Hiroyuki Masuyama documenta l’intervallo speciale tra cielo e terra in un panorama infinito, interrogandosi sulla percezione influenzata da evoluzioni tecniche e cambi di prospettiva. Le fotografie dell’Avana, elaborate in Germania e stampate su seta francese a Kyoto da Anne Pöhlmann, trasformano in viaggio anche il processo di creazione artistica.

Il giovane malato Fred, in un sanatorio di Berlino sputa in un bicchiere che Fabian Knecht porta con se per sedici giorni e otto fusi orari, dalla Russia al Giappone, per permettere a Fred di sputare nell'Oceano Pacifico, per attraversare anche i limiti del corpo con viaggi inconsueti. Quell’ultimo viaggio che Timm Ulrichs, continuando a sperimentare su di se il legame indissolubile tra vita e arte, ha anticipato e prefigurato all'inizio degli anni ’80, tatuando THE END sulla palpebra destra. La conclusione ideale del viaggio della sua opera, quando chiuderà gli occhi per sempre.

Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, foto Foto-Hoerner, Hannover
Photo credit: © VG Bild-Kunst, Bonn 2020, foto Foto-Hoerner, Hannover

Il museo temporaneamente chiuso dall’emergenza sanitaria per contenere la pandemia, riaprirà il 14 febbraio ma i viaggi dell’arte non si fermano mai e questa collettiva curata da Alexandra Kolossa, rischia di stimolarne anche qualcuno non previsto, anche con gli approfondimento del loro blog di viaggio.

Buon viaggio! Bon voyage! Gute Reise! Have a nice trip! Tenha uma boa viagem. Приятной поездки! ¡Qué tengas un buen viaje! 旅途愉快! すばらしい旅行をなさって下さい。Przyjemnej podróży! Jó utat! Goede reis! Drum bun! Yolun açık olsun! Ha en trevlig resa! Buon viaggio! Hyvää matkaa! תיהנה בטיול! Ha en god tur! šťastnú cestu Sretan put! اتمنى لك رحلة سعيدة! Καλό ταξίδι! God tur!Bonan vojaĝon! Que tinguis bon viatge! Srećan put! Приятно пътуване! Boa viagem! Bonum cursum! Góða ferð! Góðan túr! سفر خوبی داشته باشی! Sretan put! Jauku ceļojumu! Щасливої подорожі! harap anda selamat di jalan! Goeie reis!

How to: Bon Voyage! Travelling in Contemporary Art, Ludwig Forum für Internationale Kunst di Aquisgrana (13 novembre 2020 - 11 aprile 2021).

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