C'è una storia bruttissima di antisemitismo contro la miss francese April Benayoum (ed è inaccettabile)

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: LOIC VENANCE - Getty Images
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Nel 1996, quando ancora Miss Italia era uno degli show più seguiti, con numeri e share se non pari a quelli di Sanremo quasi, successe una cosa che nessuno avrebbe mai immaginato: a trionfare fu Denny Mendez, ragazza di colore, nata a Santo Domingo ed emigrata a 11 anni a Montecatini, che con la sua vittoria compì una rivoluzione copernicana, in un concorso che ha sempre certificato la bellezza italica per eccellenza, secondo canoni tradizionali. Ovviamente si scatenò l'inferno, soprattutto nei salotti tv (che allora mica c'erano i social e forse una buona fetta di odio fu risparmiata) al punto che, pensate, anche una che si dichiara più o meno progressista come Alba Parietti, allora si schierò contro Mendez. Ecco, più di vent'anni dopo tocca constatare che no, non è cambiato quasi nulla: in Francia, infatti, la 21enne April Benayoum, concorrente e superfavorita del concorso di bellezza, dopo aver raccontato di essere serbo-croata da parte di madre e con papà israeliano-italiano, è stata travolta da una valanga di odio antisemita. Poco dopo, dunque, la promulgazione della legge Macron sul separatismo religioso, proprio la religione è tornata, in modo orribile, ad essere al centro del dibattito francese. È bastato nominare Israele, e si fatica a crederlo, per scatenare i peggiori sentimenti antisemiti, proprio come da noi è successo orribilmente contro la grande Liliana Segre. A Benayoum sono arrivate citazioni naziste, esaltazione di Hitler, una spaventosa violenza verbale e addirittura minacce di violenza fisica.


“È triste assistere a un simile comportamento nel 2020 – ha detto la Miss al quotidiano Var-MatinMa non ha alcuna influenza su di me”. Gli organizzatori del concorso hanno condannato i commenti antisemiti dicendo che erano “totalmente contrari ai valori del canale, della produzione e dello spettacolo”. L’Unione degli studenti ebrei in Francia ha affermato che “Miss France 2021, non è più un concorso di bellezza, è un concorso di antisemitismo”. La vincitrice di Miss Francia, Amandine Petit, in un’intervista a Bfm Tv, ha definito i commenti “gravi” ed “estremamente deludenti”. La vicenda, commenti d'obbligo a parte, è tutt'altro che chiusa: la procura di Parigi ha infatti aperto, lunedì 21 dicembre, un'indagine per "insulti razzisti e istigazione all'odio razziale". Mentre diversi personaggi politici si sono indignati sui social network, il ministro per la cittadinanza, Marlène Schiappa ha fatto quel che le riesce meglio, e cioè ha agito, prendendo in mano la situazione Sul set di BFM-TV, ha esortato Twitter ad "assumersi la responsabilità dell'odio fuori controllo", aggiungendo che "non è accettabile che alcuni di questi Tweet siano ancora online". Il membro del governo ha quindi chiesto che fosse aperta un'indagine, affidata alla Brigata per la repressione della delinquenza contro la persona (BRDP), di modo che arrivi chiaro e sonoro "il messaggio che non è affatto innocuo pronunciare questo tipo di insulti antisemiti, e che gli autori di essi saranno perseguiti".

E mentre gli investigatori si stanno scontrano con l'anonimato degli autori sul social network, il Custode dei Sigilli, il Ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti, ha assicurato che proprio il disegno di legge per combattere il separatismo di cui dicevamo prima, dovrebbe permettere di reprimere meglio l'odio in rete. Con questo disegno di legge, ha detto a Le Monde Dupond-Moretti "è esattamente questo tipo di odio che ho intenzione di fermare, andando a cercare e punire immediatamente chi crede di potersi nascondere dietro ad una tastiera. I loro commenti mostruosi, digitati magari dal divano di casa, dovrebbero essere portati il giorno dopo davanti ad un giudice". L'apertura di un'indagine fa eco anche alla promessa fatta su Twitter dalla Lega internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo (Licra), che ha dato "appuntamento in tribunale per i tweet che hanno trasformato Twitter in un pozzo nero antisemita contro Miss Provence ”. Ecco, si dovesse arrivare ad una sentenza, sarebbe un ottimo, potente, e, questo sì, incancellabile precedente, che, si spera, possa essere un deterrente efficace contro questi, che davvero non sapremmo come chiamare senza risultare fin troppo gentili.