Cacciata dalla partita del cuore perché donna: la denuncia (che fa male) di Aurora dei The Jackal

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Photo credit:  Markus Spiske on Unsplash
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Il mondo dello sport è una roccaforte della discriminazione di genere, uno dei settori più machisti e fortemente segnati da una disparità di accessibilità, salario e trattamento. Qualcosa si sta muovendo, anche se in slow motion (il 5 ottobre dello scorso anno si è tenuta la prima partita femminile di Serie A allo stadio San Siro di Milano) anche perché, come ricorda Valentina Vezzali, c'è ancora bisogno di "tanta cultura sportiva". Lascia di stucco sentire che il problema della gender equality nel calcio trovi spazio persino in una partita di beneficenza. Almeno questo è quello che ha denunciato Aurora del gruppo comico partenopeo The Jackal, che dal suo Instagram ha accusato la Nazionale Cantanti di averla allontanata dall'evento "perché donna". “Da quando in qua le donne giocano a calcio?”, le avrebbe detto Gianluca Pecchini, dg della Nazionale, che con un comunicato ufficiale rimanda le accuse al mittente.

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La denuncia di Aurora Leone è dettagliata: l'attrice comica racconta di essere stata convocata insieme al collega Ciro Priello di The Jackal per partecipare alla Partita del cuore prevista per martedì 25 maggio (in onda per la prima volta su Canale 5) all’Allianz Stadium di Torino in cui si sfideranno la Nazionale Italiana Cantanti capitanata da Enrico Ruggeri e i Campioni per la Ricerca guidati da Andrea Agnelli per sostenere l’Istituto di Candiolo - Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro. Secondo il suo racconto, confermato in toto da Ciro, alla cena prima del match sarebbe stata invitata ad andarsene da Gianluca Pecchini, dg della Nazionale, perché donna.

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"Io e Ciro ci siamo seduti al tavolo con la Nazionale Cantanti ma il direttore generale Gianluca Pecchini ha detto non potevamo stare seduti lì", raccontano, "abbiamo pensato: ce lo sta dicendo perché siamo della squadra avversaria [Aurora e Ciro erano stati chiamati per partecipare con i Campioni per la ricerca, ndr]. Facciamo per alzarci ma ci sentiamo dire che Ciro poteva stare e io no, perché ero una donna". Il dibattito si scalda e volano parole grosse. "Guardate che non sono accompagnatrice di Ciro, io sono stata convocata come lui", le parole di Aurora, "non mi far spiegare perché non puoi stare seduta qua, alzati e basta". Secondo la giovane, Pecchini le avrebbe imposto di alzarsi ricordandole che al massimo avrebbe visto il match dalla tribuna. "Da quando in qua le donne giocano?", le parole del dg denunciate dalla Leone, che specifica di aver ricevuto delle scuse dai cantanti presenti "tra cui Eros Ramazzotti e Andro dei Negramaro". Solidarietà sui social, come dalla Vezzali, neo sottosegretario allo Sport, ma anche da parte di Fedez, che su Instagram ha scritto "Sconcertante che un evento benefico si trasformi nella saga del machismo. Onestamente fa specie il silenzio dei partecipanti all’iniziativa che hanno assistito alla scena. @ciropriello organizziamoci noi una partitella di basket benefica, quando volete".

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Eros Ramazzotti chiamato in causa, invece, ha provato a ricucire lo strappo tra la Nazionale cantanti e The Jackal parlando di comportamento incauto di due persone dello staff. "Ciao a tutti. Noi della NIC ( Nazionale italiana cantanti) non siamo stati coinvolti direttamente nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stesse succedendo. Io ho provato a recuperare la situazione che era oramai precipitata. Domani mattina (oggi, ndr) avremo un incontro con Aurora e Ciro per spiegare meglio la dinamica dell’avvenimento e scusarci pubblicamente dell’accaduto", ha scritto il cantante in un post su Instagram pubblicato nella notte. "Noi non siamo sessisti e tantomeno razzisti o omofobi, anzi, ognuno fa qualcosa per chi ha bisogno (da anni e in tempi non sospetti) sinceramente per un comportamento incauto di due persone dello staff, non possiamo passare per quello che non siamo. W sempre la solidarietà. W le donne che sono parte fondamentale della nostra vita".

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Inevitabile anche la replica della Nazionale cantanti che ricorda come "Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Berté, Rita Levi di Montalcini" abbiano partecipato e sostenuto i progetti dell'associazione e sottolineando come lo staff sia "quasi interamente composto da donne". E poi "La Nazionale Italiana Cantanti non ha mai fatto discriminazioni di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle, tipo di successo e follower. C’è solo una cosa nella quale la Nazionale Italiana Cantanti non è mai scesa a compromessi: noi non possiamo accettare arroganza, minacce, maleducazione e violenza verbale dai nostri ospiti", per concludere con una stoccata a Aurora e Ciro. "Non è la prima volta - conclude la Nazionale Cantanti - che qualcuno cerca pubblicità ( e followers....) distorcendo, sfruttando e manipolando 40 anni di storia".

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Si farà chiarezza su questa storia, è un dovere degli organizzatori. Il dato di fatto, è che in entrambe le formazioni, sia nella Nazionale Cantanti sia nei Campioni della Ricerca non c'è nessuna donna, e solo questo sarebbe un buon motivo per alzare un polverone, giusto?