Caffè: sfatati cinque miti

Che tu preferisca un espresso o un latte macchiato, molti di noi non possono affrontare la giornata senza caffeina.

Tuttavia anche se il consumo moderato è classificato come sicuro, il caffè resta un argomento dibattuto in relazione a problemi intestinali o digestivi.

Alla luce dello studio che evidenzia alcuni effetti utili per la salute determinati dall’assunzione di caffè, incluso il miglioramento della microflora nell’intestino, la dott.ssa Astrid Nehlig dell'Institute for Scientific Information on Coffee ha sfatato alcuni miti comuni sulla popolare bevanda.

Mito: il caffè influisce sulla digestione

Bere caffè con moderazione (da tre a cinque tazze al giorno) aiuta a stimolare il processo digestivo, in particolare l'ormone digestivo gastrina e l’acido cloridrico presenti nel succo gastrico, che possono entrambi aiutare la scomposizione del cibo nello stomaco.

«Inoltre, il caffè stimola la secrezione di colecistochinina (CCK), un ormone che aumenta la produzione di bile, un fluido che scompone i grassi assorbiti dall'apparato digerente», afferma Astrid Nehlig.

Mito: il caffè aumenta i movimenti intestinali

La maggior parte dei cibi e delle bevande stimola il movimento nell'intestino crasso, come parte del processo digestivo.

«Il caffè può stimolare la motilità del colon tanto quanto i cereali, il 23 per cento in più rispetto al caffè decaffeinato o il 60 per cento in più rispetto a un bicchiere d'acqua e può essere collegato a un ridotto rischio di costipazione cronica», osserva la dott.ssa Nehlig.

Mito: evitare il caffè a stomaco vuoto

Non esiste una ricerca conclusiva che suggerisca che bere caffè a stomaco vuoto possa causare effetti negativi sul processo di digestione.

«Tuttavia, ci sono prove crescenti che riportano che la bevanda può offrire un effetto protettivo contro alcuni disturbi digestivi, inclusa un'associazione con un rischio potenzialmente ridotto di calcoli biliari e pancreatite, sebbene siano ancora necessarie ulteriori ricerche», spiega l’esperta.

Mito: il caffè colpisce i batteri intestinali

Precedenti studi hanno dimostrato che i polifenoli presenti nel caffè possono indurre cambiamenti positivi nella composizione del microbiota intestinale.

«Questo si determina principalmente a livello di popolazione dei Bifidobatteri, considerati “batteri buoni”. Una microflora sana può aiutare a proteggere dalle infezioni, sostenere il sistema immunitario e contribuire a una sana digestione», ha condiviso la dott.ssa Nehlig.

Mito: bere caffè ti disidrata

Il componente principale del caffè è l'acqua.

«Il caffè nero, infatti, contiene più del 95 per cento di acqua - spiega -. Sebbene vi sia un notevole interesse sul fatto che bere caffè sia associato alla disidratazione, la ricerca rileva che bere caffè con moderazione contribuisce effettivamente all'assunzione complessiva di liquidi e non porta a disidratazione o perdita significativa di liquidi corporei».

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