Caitlyn Jenner abbatte un altro tabù e si candida come governatrice della California

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Axelle/Bauer-Griffin - Getty Images
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"I'm in". Semplice, chiara, diretta. Caitlyn Jenner annuncia così la sua discesa in campo come governatrice della California. Una decisione che arriva dopo il successo della petizione per la rimozione di Gavin Newsom, attuale governatore democratico dello Stato, in carica da più di due anni. Quel "disastroso Newsom, che ha ordinato ai californiani di stare a casa mentre andava a cena fuori" in piena pandemia. A essergli contestata dai suoi avversari è proprio la gestione dell'emergenza, di cui la repubblicana Jenner è certa di potersi occupare in maniera più incisiva.

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"Vale la pena lottare per la California", ha continuato nel suo tweet la sempre più probabile candidata ufficiale del partito, che se vincesse sarebbe la prima governatrice transgender dello Stato. La Jenner in effetti ha molte carte a proprio favore che potrebbero garantirle un lasciapassare nella roccaforte democratica del Golden State. "Conservatrice dal punto di vista economico e progressista sul sociale", Caitylin è un'icona per i diritti trans. Nata William Bruce Jenner, prima della sua transizione è stata oro olimpico di decathlon ai Giochi olimpici di Montréal 1976, nonché detentrice del record mondiale maschile della specialità dall'agosto 1975 al maggio 1980. Dopo due matrimoni, il 21 aprile 1991 ha sposato Kris Jenner, unione che ha segnato il suo ingresso nel clan Kardashian e, diversi anni più tardi, nel piccolo schermo come star nella popolarissima serie Keeping up with the Kardashian. Genitore di Kendall Jenner e Kylie Jenner, nel 2014 ha annunciato la separazione da Kris e nell'aprile 2015, in un noto programma statunitense, ha dichiarato di essere una donna transgender e di volere perciò iniziare la transizione affinché il suo corpo corrispondesse alla sua identità di genere. Pochi mesi dopo si è presentata al mondo intero con il nuovo nome di Caitlyn.

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"La California è stata la mia casa per quasi 50 anni" – ha detto la Jenner, oggi 71enne e di posizioni repubblicane –. Sono venuta qui perché sapevo che tutti, indipendentemente dal loro background o dalla loro situazione, potevano realizzare il loro sogno. Ma nell'ultimo decennio, abbiamo visto il Golden State perdere la sua luca per colpa di un partito che pone la politica al di sopra del progresso e i propri interessi al di sopra della gente. Sacramento ha bisogno di un leader onesto e di una visione chiara". La candidata, che in un comunicato ha invitato i suoi oltre 3,5 milioni di follower a donare per finanziare la sua campagna, non potrà contare sul sostegno di Equality California, un movimento a favore dei diritti Lgbtq+, che a proposito della discesa in campo della Jenner ha già commentato: "Sarà senza di noi". Questo non sembra intimorire però la Jenner, che potrà avvantaggiarsi di un eventuale endorsement da parte delle sue due figlie Kendall e Kylie Jenner. Le influencer per il momento non hanno ancora reagito alla notizia, ma il loro tesoretto di 70 milioni di follower su Twitter potrebbe rivelarsi utile in caso di ritorno alle urne. L'unico neo è il suo rapporto di alti e bassi con Donald Trump. Caitlyn lo ha inizialmente appoggiato, poi gli ha voltato le spalle ma, secondo indiscrezioni, di recente i due si sarebbero ravvicinati e questo potrebbe non aiutarla nella Silicon Valley, tradizionalmente democratica.

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Con la vittoria di Caitylin Jenner, a dieci anni dalla fine del mandato di Arnold Schwarzenegger, star del cinema prestato (con successo) al mondo della politica, la California tornerebbe a essere governata da una "non addetta ai lavori" che potrebbe giocare a proprio favore la carta dell'inesperienza. Proprio come fece Ronald Reagan, le cui doti oratorie e visione politica gli permisero non solo di guidare la California per due mandati consecutivi, ma di arrivare anche alla Casa Bianca.