Cambiamenti climatici: 10 buoni motivi per essere ottimisti nel 2021

Di Daniela Passeri
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Photo credit: Artur Debat / Getty
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From ELLE

Questo 2021 sarà un anno cruciale per il futuro del clima. Ѐ l’anno in cui bisogna fare l’inventario dei tagli delle emissioni di gas ad effetto serra promessi da tutti gli stati del mondo, in cui riprende il dialogo della diplomazia climatica dopo la paralisi Covid, in cui si annunciano non solo buoni propositi – quelli ne abbiamo sentiti molti – ma anche massicci investimenti per la transizione alle energie rinnovabili. Ecco dunque 10 buoni motivi per essere ottimisti sul fronte del cambiamento climatico, senza per questo abbassare la guardia.

1. Due triliardi di dollari in arrivo dagli USA di Biden

Chiusa la parentesi Trump, gli USA del neo-presidente Biden sono determinati a impegnarsi di nuovo sul fronte climatico e a riallinearsi all’Accordo di Parigi siglato da Obama nel 2015. A Washigton intendono stanziare la cifra astronomica di 2 triliardi di dollari per il passaggio alle rinnovabili. Un buon inizio.

2. Riprendono i negoziati climatici

L’anno del Covid ha messo in lockdown anche diplomazia climatica. La comunità internazionale si sarebbe dovuta riunire per la 26° Conferenza delle parti (COP26) sul clima a Glasgow nel novembre scorso, ma tutto è stato rinviato al prossimo novembre, dal 1 al 12. Ora i negoziatori si sono rimessi al lavoro. Una pre-COP26 preparatoria con i ministri di una quarantina di paesi si terrà a Milano dal 30 settembre al 1 ottobre, e due giorni prima, dal 28 al 30 settembre, sempre a Milano, arriveranno 400 giovani in rappresentanza di 197 paesi per lo Youth Event.

3. Il Next Generation UE è green

Il 37% del Next Generation EU, altrimenti detto Recovery Fund, per precisa indicazione della presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen, deve essere destinato a iniziative per la protezione dell’ambiente. Il motore della ripartenza post-Covid vira decisamente sul verde.

4. Superbonus e auto-consumo, ripartono le rinnovabili

Con gli incentivi del Superbonus e per le comunità dell’energia, sono in ripresa gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, e quindi nei prossimi anni è previsto un aumento consistente della quota di energia prodotta con fonti non fossili, che non inquinano l’aria e non alterano il clima.

5. Il costo del fotovoltaico è in picchiata

Se aumentano gli investimenti nelle rinnovabili calano i costi. Dal 2010 al 2018 l’indice LCOE (Levelised Cost of Electricity) per l’energia solare si è abbassato dell’80%. Dunque, mai più pensare che l’energia solare non sia un buon affare. Oggi un impianto per un appartamento di medie dimensioni costa circa 6-9mila euro. Farsi fare un preventivo e valutarne l’economicità non costa nulla.

6. Milioni e milioni di alberi

1 milione a Taranto, 3 milioni a Milano, 4,5 milioni in Emilia Romagna... I piani per piantumare nuovi alberi sono sempre più numerosi e urgenti come misura per mitigare i cambiamenti climatici, nelle città come altrove Sono tanti, pochi? Tutto è relativo: l’Italia è seconda in Europa per copertura forestale, dopo la Spagna: secondo una ricerca di Symbola/Coldiretti, in Italia bisognerebbe piantarne almeno 200 milioni in 10 anni come misura per salvaguardare la biodiversità (alberi sì, ma non monoculture!) e creare 29mila nuovi occupati nel settore del florovivaismo.

7. La Cina di Xi carbon neutral nel 2060

Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato l’intenzione della Cina di raggiunge la neutralità del carbonio prima del 2060. Si tratta di un’autentica inversione a U nella sua politica energetica e ambientale, altrettanto necessaria quanto quella degli Stati Uniti per mettere al sicuro il pianeta. E non è la sola: sono circa 120 gli stati che hanno dichiarato la medesima ambizione. Vigiliamo.

8. La carne artificiale arriva sul menù

Più volte annunciata, la carne artificiale, prodotta in laboratorio per moltiplicazione cellulare, è stata approvata per la vendita a Singapore. Sarà l’inizio di una svolta per la riduzione del consumo di carne proveniente da allevamenti intensivi? Comunque la vediate, nei paesi ricchi ne mangiamo più di quanto sia indicato in una dieta equilibrata e sana. E gli scienziati ci dicono da tempo che ridurre il consumo di carne è una mossa essenziale per mettere al sicuro il clima.

9. Energia pulita, più lavori green

«La transizione verso l'energia pulita creerà 18 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030. Ma ci sarà anche un'inevitabile perdita di occupazione». Lo ha scritto in un tweet il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, mettendo in evidenza le opportunità per molti e la necessità di sostegni e protezione sociale per una transizione che sia anche giusta.

10. I negazionisti sono out

Ormai negare un fenomeno così evidente come il cambiamento climatico è semplicemente ridicolo. I negazionisti sono out, semmai sono mai stati degni di nota. E l’unico rimarchevole lascito dell’anno del Covid è la rinnovata fiducia nella comunità scientifica e nelle sue evidenze.