Cannabis light come terapia: quali effetti sulla salute umana?

cannabis light come terapia
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Quando si parla di marijuana, si fa riferimento a un prodotto ancora controverso, malgrado le disposizioni del legislatore italiano abbiano ormai decretato che la cosiddetta cannabis light possa essere considerata, appunto, legale, e dunque impiegata in diversi contesti. Il punto attorno a cui ruota la definizione di cannabis light è puramente chimico, poiché la distinzione tra marijuana standard e marijuana leggera si basa tutta sulla concentrazione di due principi, il tetraidrocannabinolo THC e il cannabidiolo CBD.

Sintetizzando, secondo la legge 241/2016, a una concentrazione molto bassa di THC, che non deve mai superare il limite dello 0,2% e con un range di tolleranza fino allo 0,5%, deve dall’altra parte corrispondere una percentuale più alta di CBD: nello specifico, quest’ultimo è diventato oggetto di particolare attenzione, nonché di diversi studi, tutti volti a ricavare le possibili applicazioni mediche del cannabinoide; il dibattito sugli impieghi della cannabis light e, in particolare, del CBD è dunque tutto meno che chiuso.

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Gli effetti positivi collegati al CBD

La definizione di cannabis light si basa sulla scarsa concentrazione di THC, una sostanza psicotropa capace di alterare le percezioni del consumatore, bilanciata a sua volta da una percentuale decisamente più elevata di cannabidiolo CBD, che, al contrario, non si comporta come una sostanza psicoattiva e che non sarebbe in grado di innescare dipendenza. In questo senso, la cannabis light ad alto CBD non si configura come sostanza stupefacente, a differenza della marijuana tradizionale. La questione va comunque approfondita poiché, a fronte degli effetti negativi del THC, ridotti al minimo vista la sua scarsa concentrazione percentuale nella marijuana light, gli effetti del CBD, secondo alcuni studi, sarebbero addirittura desiderabili in vari ambiti della medicina.

Le numerose proprietà terapeutiche del CBD renderebbero questa sostanza preziosa in vari ambiti, alcuni dei quali anche piuttosto comuni: in tal senso, ad esempio, il lenimento di dolori mestruali o dell’emicrania troverebbe un valido supporto in un’alternativa naturale come l’olio di CBD, a patto ovviamente che l’acquisto venga effettuato presso aziende che garantiscano una filiera tracciabile, corta e possibilmente etica.

La scoperta delle proprietà benefiche del CBD ha inoltre aperto la strada a studi di vario genere, che oggi confermerebbero, a titolo d’esempio, la capacità della cannabis light di ridurre e uccidere le cellule tumorali: questo, ovviamente, avrebbe delle conseguenze di prim’ordine in ambito oncologico. In questo stesso campo, inoltre, il dolore cronico dei pazienti terminali potrebbe trovare un sollievo sempre grazie all’assunzione di cannabis leggera, proprio in virtù delle proprietà del cannabidiolo.

Studi di natura diversa, invece, si sono concentrati sulle proprietà antinfiammatorie e analgesiche del CBD contenuto nella marijuana leggera. Unitamente ad altre proprietà, quali il possibile potenziamento del sistema immunitario del consumatore, queste caratteristiche del CBD aprirebbero le porte all’utilizzo della cannabis anche in ambito sportivo, per la ripresa e la protezione degli atleti nei confronti di strappi muscolari, infiammazioni o altre conseguenze di allenamenti e competizioni agonistiche.

Non da ultime, andrebbero poi considerate le applicazioni della cannabis light che avrebbero a che fare con la sfera psichica ed emotiva: detta diversamente, si fa qui riferimento a quelle proprietà, apparentemente tipiche del CBD, di placare stati di ansia e panico, nonché di ridurre l’insonnia o alcuni sintomi tipici della depressione. La riduzione di agitazione e stress, nonché quella di pensieri negativi e depressivi, aprirebbe le porte a un’ulteriore area di applicazione della cannabis light, anch’essa legata al quotidiano o al trattamento di determinate patologie psichiatriche.

Un bilancio sul consumo di cannabis

Vale infine la pena evidenziare che, nonostante le proprietà positive che sarebbe teoricamente possibile associare al CBD e dunque al consumo di cannabis light, la situazione è più complessa. Infatti, le proprietà positive evidenziate si riferiscono alla sola cannabis CBD, così come può essere immessa sul mercato da rivenditori affidabili sotto il punto di vista etico e professionale: in ogni caso, non bisogna dimenticare che, sia essa usata come prodotto o derivato a scopo potenzialmente terapeutico o, al contrario, per intrattenimento personale, il consumo deve essere controllato e non eccessivo.