Caos al Parlamento Ue, bocciato il Mes e tutte le politiche anti-crisi

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·3 minuto per la lettura
BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 21: European Council President Charles Michel makes a speech as he reports on last week of the European summit during a plenary session at the European Parliament in Brussels, Belgium on October 21, 2020. (Photo by Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)
BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 21: European Council President Charles Michel makes a speech as he reports on last week of the European summit during a plenary session at the European Parliament in Brussels, Belgium on October 21, 2020. (Photo by Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images) (Photo: Anadolu Agency via Getty Images)

La seconda ondata di covid porta anche tanto caos nelle istituzioni europee. Oggi la plenaria dell’Europarlamento – riunita prevalentemente online – ha bocciato a sorpresa la relazione sulle politiche economiche per il 2020, che comprendeva un riferimento al Mes. Il Ppe, il maggior gruppo politico all’Eurocamera, ha deciso all’improvviso di votare contro (tranne 8 eurodeputati). Perchè? Chiedevano un riferimento alla riattivazione del Patto di stabilità e crescita. Tra i contrari anche Silvio Berlusconi e gli altri eletti di Forza Italia, che fa parte del Ppe.

La risoluzione non intacca le politiche che gli Stati membri potranno attuare per la crisi, ma l’andamento del voto la dice lunga sullo ‘sbandamento’ provocato da questa nuova emergenza. Ieri M5s e Pd si sono divisi nel voto sugli emendamenti alla risoluzione: i pentastellati hanno sostenuto una proposta dei leghisti contrari al Mes. Oggi il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo esulta per la bocciatura della risoluzione: “Il testo non prevedeva un vero e pieno superamento del quadro attuale basato sulle regole dell’austerity che si sono rivelate pro-cicliche, e inoltre propugnava il rispetto delle regole di bilancio che, alla luce della crisi del Coronavirus, sono ancor più anacronistiche. Sul Mes permangono ancora rilevanti condizionalità di rientro, così come il pericolosissimo effetto stigma sui mercati”.

Ma ognuno tira la coperta dalla sua parte. Il capo delegazione del Ppe in Commissione Problemi economici dell’Europarlamento, il tedesco Markus Ferber, pure esulta per la bocciatura della mozione ma per un motivo opposto a quello indicato da Castaldo. “Siamo riusciti a bloccare gli sforzi della sinistra di abbandonare le regole fiscali contenute nei Trattati e nel Patto di stabilità e crescita”, spiega. Il Ppe ha votato contro anche perché la risoluzione risultava ‘troppo green’: proponeva di introdurre un indicatore di eco-compatibilità delle politiche economiche. “In Parlamento si fa a gara a chi è più ‘green’ - dice Enikő Győri, ungherese del Ppe – ma per noi la questione climatica non è uno ‘giocattolo’ politico. Ecco perché abbiamo votato contro”.

Non sono bastati dunque i voti di Socialisti&Democratici e dei liberali di ‘Renew Europe’. Contrari anche i Verdi, la sinistra del Gue, i conservatori dell’Ecr (il gruppo di Fratelli d’Italia) e naturalmente i sovranisti di Identità e democrazia (il gruppo della Lega).

Caos e frammentazione politica si prendono la scena. Ed è zizzania anche tra i 14 eletti del M5s: si spaccano sulle politiche agricole. L’ala più vicina ad Alessandro Di Battista definisce la risoluzione di Ppe, Socialisti e Renew come “un compromesso al ribasso”, una “operazione di mero greenwashing capace solo di danneggiare i nostri piccoli produttori”, scrivono in una nota gli eurodeputati Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi, Rosa D’Amato e Laura Ferrara. “Ci siamo rifiutati di sostenere un testo debole e annacquato, che mantiene molte storture della Pac attuale, come le sovvenzioni erogate in base agli ettari di produzione, con la conseguenza di una distribuzione non equa degli aiuti, poiché il 20% dei produttori riceve l′80% delle sovvenzioni della Pac”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.