I capi e gli accessori che gli uomini hanno comprato di più nel 2020

Di Manuele Menconi
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Photo credit: Klaus Vedfelt - Getty Images
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From Esquire

Era lo scorso 18 maggio, il video del brano Watermelon Sugar di Harry Styles veniva trasmesso per la prima volta e, un po’ per effetto del lockdown che ci sembrava infinito, un po’ perché quella spiaggia californiana saturata dall’effetto 8mm della pellicola, con quelle ragazze in estasi di gioia, era il posto dove avremmo voluto essere, è successo che in poche settimane, le ricerche di articoli fatti a maglia su internet sono salite del 166%.

Di nuovo Harry Styles, di nuovo una tendenza che schizza: il 23 ottobre usciva Golden, nelle 24 ore seguenti, “blazer blu”, “blazer turchese” e “cappello pescatora giallo”, capo e accessorio indossati dal cantante-trendsetter, hanno registrato rispettivamente un incremento di click del 52 e del 92%. Ce lo dice la piattaforma di moda Lyst che, come ogni anno a novembre, pubblica il dettagliatissimo bollettino Year in fashion. Un lavoro di statistica applicata in modo certosino, condotto sugli oltre cento milioni di utenti che la frequentano.

Tra i fattori presi in considerazione ci sono quelli legati alle iniziative globali, i momenti che hanno lasciato il segno anche solo per un giorno, il modo in cui abbiamo fatto acquisti, i brand rivelazione, le collaborazioni più attese, con i loro esiti, fino addirittura ai meme e al loro impatto sulla cultura di massa, solo per citarne alcuni. Così sappiamo che, inevitabilmente, causa Covid-19, il 502% di interesse in più per le mascherine, dato su base annua, ha spinto aziende, maison e rivenditori di ogni tipo a orientare le proprie strategie di mercato verso quello che è diventato un dovere civile.

Tra i più sensibili e sensibilizzanti dallo show business, una Lady Gaga trasformista, che ai VMA di agosto ne ha indossate di ogni tipo, chiedendo commossa ai fan di utilizzarla: i produttori ringraziano ancora per quel +43% rispetto alla settimana precedente. Allo stesso modo, restando a casa, che spesso è diventata anche la nostra palestra, abbiamo scelto un abbigliamento più comodo facendo crescere già da marzo il segmento del leisurewear e delle tute, che ad aprile hanno registrato un 104% in più, in particolare il 123% per i soli pantaloni.

Photo credit: Yevgeniia Vradii - Getty Images
Photo credit: Yevgeniia Vradii - Getty Images

Dal soffitto alle stelle, il salto lo ha fatto l’immaginazione, accelerata dalla promozione dei progetti di SpaceX, Blue Origin e Virgin Galactic, che di giorno in giorno ci accompagnano più vicini all’idea di un possibile turismo spaziale. Effetto speculare, l’activewear tecnico riflette e rifletterà la propria ombra proprio sullo sport. Con l’ufficio spostato in camera da letto, o in sala da pranzo, i “non-luoghi” dove commentare i grandi “non-eventi” che venivano annullati, invece, sono diventati Instagram e TikTok: lì, star e influencer hanno massificato la loro presenza, dandosi senza riserve ai fan.

Ispirati dalle stravaganze delle varie #pillowchallenge, abbiamo cercato ossessivamente cinture di Gucci, Off-White, Versace e Saint Laurent, con la fibbia di chiusura logata da mettere in mostra. Per converso, grazie alla ritrovata dimensione domestica, ci siamo guardati un po’ più dentro, ispezionando il nostro lato scaramantico-mistico e rispolverando una curiosità giocosa verso gli oroscopi e gli amuleti per la protezione da chissà quali energie e influssi, magari abbinandoli ai pigiama (+22% a luglio) e ai cardigan - titolo, tra l’altro, di un brano contenuto nell’album estivo Folklore di Taylor Swift: 48 ore dopo il suo primo ascolto Lyst segnava +10%.

Photo credit: Klaus Vedfelt - Getty Images
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Stanchi anche del divano, e una volta riposati (e snervati) a sufficienza, abbiamo sentito l’esigenza di vestirci come se dovessimo scendere in guerra. Le voci “combat boots”, “anfibi”, capispalla oversize in pelle hanno superato, rispettivamente, la soglia del 49 e del 32% su base annua. Unendosi al desiderio di esibire i nostri look migliori, hanno alimentato la tendenza alla creazione di un’immagine più sfrontata per le pochissime occasioni di socialità pubblica, premiando così abbinamenti improbabili dove alle stampe animalier prese in prestito da Tiger King, abbiamo aggiunto semplicissime collane d’argento come quella indossata dal protagonista della serie Normal People, accenti di colore acido e decorazioni di ogni tipo. Torneranno i ruggenti Anni Venti in chiave 2000? Probabile.

Posti d’onore per sneakers, BTS, designer emergenti e tutto ciò che è gender fluid. Le prime, lo rileva anche StockX che collabora alla raccolta di dati con Lyst, hanno tenuto banco per tutto il 2020: da Nike x Travis Scott o Dior x Nike, vera bomba per gli appassionati, che sono arrivati a spendere più di 2mila dollari per accaparrarsi un modello (e rivenderlo a 10mila), passando per l’hype vissuto dalle Air Jordan a seguito della docu-serie sul più grande cestista di tutti i tempi, fino alle oltre 15mila paia di adidas Yeezy Boost 350 v2 rivendute dal portale in sole due settimane dal lancio, nessuno è riuscito a fare a meno di metterne almeno un paio nel proprio carrello virtuale.

Da parte sua, la boy(toy)band coreana BTS, che sembra forgiata per infrangere ogni record, con il video Dynamite ha superato i 101 milioni di visualizzazioni su Youtube in un giorno. I cappellini Kangol anni Novanta che vediamo a più riprese, sono diventati quasi introvabili. Vale lo stesso per le cravatte e i completi a tre pezzi di Gucci (o simili) con cui si sono esibiti sul palco dei VMA. Annullamento di genere e emergenti vanno a braccetto, guidati dalla carica di una Rihanna che con la sua Fenty celebra la diversità. Già sotto osservazione, per Telfar, Fear of God, 1017 ALYX 9SM di Matthew Williams, nominato poi direttore creativo di Givenchy, Brain Dead e Sunnei, si prospetta un 2021 con il segno +. Per fortuna, per restare con i piedi per terra in tutta questa coolness, ogni mese cerchiamo almeno 135mila volte le classiche Clogs di Crocs.