Capiamo meglio la modifica del Ddl Zan richiesta dal Vaticano sulla base del Concordato Stato-Chiesa

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Photo credit: Nicolò Campo - Getty Images
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La lunga marcia del Ddl Zan per diventare a tutti gli effetti legge sta incontrando sempre nuove difficoltà, ma soprattutto nuovi nemici, alcuni dei quali abbastanza inaspettati nella loro inamovibilità, come le femministe transescludenti - le cosiddette Terf, e altri che stavamo solo aspettando al varco, come le frange del cattolicesimo più conservatore. Quest'ultimo, tuttavia, ha movimentato non poco lo scenario, tirando in ballo, pur di arginare un provvedimento che, ricordiamo, si pone contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo, il Concordato, cioè il documento ufficiale che regola il rapporto fra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, aggiornato per l’ultima volta nel 1984.

Ma che cos'è esattamente e che cosa stabilisce questo accordo? Ebbene, il Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica era già presente nei Patti Lateranensi, sottoscritti l’11 febbraio del 1929 dal regime fascista di Benito Mussolini e dal Cardinale Pietro Gasparri, e regolava i rapporti tra Stato e religione cattolica, assegnando a quest’ultima una serie di vantaggi, tra cui quello di essere riconosciuta come “religione di stato”. Riconosceva la sovranità della Santa Sede e il nuovo stato del Vaticano, regolava l’esercizio del culto e lo statuto di sacerdoti e vescovi e, tra le altre cose, riconosceva gli effetti civili del matrimonio cattolico. Nell’ordinamento del nuovo stato repubblicano, i patti furono riconosciuti all’articolo 7 della Costituzione.

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Dopo lunghi e difficili negoziati, il governo guidato da Bettino Craxi si accordò con la Chiesa per una serie di modifiche. Il Concordato attualmente in vigore è dunque quello che venne sottoscritto il 18 febbraio 1984, che è una versione snellita rispetto all'originaria, e che tra le sue modifiche ha visto diventare l'ora di religione non più obbligatoria, ma facoltativa (e non necessariamente di religione cattolica, ma più in generale di storia delle religioni). Il secondo articolo del testo, dunque, è quello esplicitamente citato dalla nota che, secondo il Corriere della Sera, il Vaticano avrebbe inviato al governo italiano contro il ddl Zan, probabilmente il più calendarizzato senza essere approvato della storia del nostro paese, e cioè dove si assicura alla Chiesa piena libertà "di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione.

In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica". Ecco, sulla base di questo patto d'acciaio, che palesa come l'Italia siaun paese teoricamente laico ma nella pratica ancora profondamente vincolato alla "politica" della Santa Sede, lo scorso 17 giugno, è stata consegnata all'ambasciata italiana in Vaticano una nota verbale a firma del Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallagher con l'obiettivo "non di bloccare" il ddl Zan ma di "rimodularlo in modo che la Chiesa possa continuare a svolgere la sua azione pastorale, educativa e sociale liberamente", è la spiegazione che hanno dato alcune fonti vaticane.

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Una mossa così esplicita da parte del Vaticano in ambito politico è qualcosa di inedito, e la spiegazione più avvalorata rispetto a questa entrata a gamba tesa è che la Chiesa tema che le posizioni esplicitamente omofobe di alcuni sacerdoti o membri della Chiesa, se espresse in pubblico, possano essere perseguite come reato in seguito all’entrata in vigore del ddl Zan. Questo al netto del fatto che promotori e le promotrici della legge abbiano ribadito più volte che la libertà di espressione non viene messa in discussione dal ddl Zan. Contrariamente a quanto temono molti degli oppositori, infatti, un’associazione potrà continuare a fare una campagna contro l’equiparazione dei diritti delle coppie dello stesso sesso rispetto ai diritti della cosiddetta famiglia tradizionale. Ci sarebbero, invece, delle conseguenze nel caso in cui un’associazione o un gruppo istigasse i suoi seguaci a molestare o linciare una coppia non eterosessuale in quanto non eterosessuale. "Problematici", poi, sarebbero alcuni passaggi come l’articolo 7 del disegno di legge, che chiede di istituire la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia: le scuole private, quindi anche quelle cattoliche, sarebbero così obbligate a organizzare attività che la Chiesa percepisce come contrarie alla propria dottrina.

Ma che cosa dice il governo Draghi, ora che la notizia di questo tentativo di ingerenza del Vaticano in tema di diritti civili è stato reso pubblico? La risposta del presidente della Camera, Roberto Fico, intervenuto ad Agorà su Rai 3 "è semplice: il Parlamento è sovrano, i parlamentari decidono in modo indipendente. Il ddl Zan è già passato alla Camera, ora è al Senato, sta facendo" il suo iter "e noi non accettiamo ingerenze. Il Parlamento è sovrano e tale rimane". Anche la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, ospite a "Radio anch'io" su Rai Radio1 ha detto che "la mediazione possibile sugli articoli riguardanti l'autonomia scolastica è già stata fatta in Parlamento. Andiamo in Aula. L'Aula è sovrana, è il luogo della battaglia politica".

Dello stesso parere, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: "il ddl Zan è una legge in discussione in Parlamento, che è sovrano, ma è necessario ascoltare le voci e la Santa Santa Sede. È una riflessione in mano al Parlamento. È bene che possa esprimersi come ritiene". E anche dal fronte della Lega arrivano parole nella direzione di una apertura al confronto, senza il muro contro muro: "Sul ddl Zan io sono pronto a incontrare Letta, anche domani", dice Matteo Salvini. Una convergenza che fa scrivere ad Avvenire, il quotidiano dei vescovi: "Dal dibattito sul Concordato lo spunto per il dialogo". Quello che aveva chiesto il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, anche sfidando l'anima più conservatrice della Chiesa italiana che ha fatto del ddl Zan un totem da abbattere. Sta di fatto, comunque, che è la prima volta che il Vaticano sfodera l''arma' del Concordato per chiedere la revisione di una legge italiana. Ora, a parlare, tocca a Mario Draghi, l'uomo dell'Europa della Presidente Ue Ursula von der Leyen che proprio in queste ore ha detto: "I Trattati europei proteggono la dignità di ogni singolo essere umano e proteggono la libertà di parola, tra altri valori. E portare questi valori in equilibrio è un lavoro quotidiano nella nostra Ue"

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