Capiamo meglio questa storia per cui le foto ritoccate sui social media ora sono illegali (in Norvegia)

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Photo credit: Klaus Vedfelt - Getty Images
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Parliamo parecchio, forse anche troppo, delle fake news, le notizie false che circolano in rete. Quando poi alcune delle cose più sfacciatamente fasulle che vediamo sui social sono le nostre foto, i nostri selfie, come la mettiamo? Non ci riferiamo certo a un innocuo filtro con cui puoi modificare colori o contrasti, ma ad app ben più incisive che con un clic sono in grado di creare ritocchi simili a veri e propri interventi di chirurgia estetica: schiarire la pelle, cancellare gli effetti della cellulite, sbiancare i denti e levare qualche centimetro di pancia o cosce. Il risultato? Corpi e volti irreali, e soprattutto standard di bellezza irraggiungibili. Ma la Norvegia non ci sta e per tale motivo ha vietato le foto ritoccate sui social media, rendendole illegali. Capiamo meglio in che modo e in che termini e quali quesiti ulteriori pone una questione come questa.

Photo credit: Luis Alvarez - Getty Images
Photo credit: Luis Alvarez - Getty Images

Nel tentativo di frenare la dismorfia corporea nel paese, le nuove normative in Norvegia stanno respingendo gli standard di bellezza irrealistici sulle piattaforme dei social media. Gli emendamenti al Marketing Act del 2009 rendono illegale per gli influencer condividere foto ritoccate del proprio corpo in post promozionali sui social media, senza comunicare che l'immagine è stata modificata. Per molti, la legge è un gradito passo nella giusta direzione, ma poiché piattaforme come Instagram e TikTok continuano a crescere e diventano sempre più commercializzate ci si chiede se tutto ciò sia sufficiente a contrastare la promozione di certi standard estetici. Secondo gli emendamenti apportati dal Ministero norvegese per l'infanzia e la famiglia (e approvati con un numero considerevole di voti da 72 a 15 al governo) gli annunci con alterazioni delle dimensioni, della pelle o della forma di un corpo dovranno essere contrassegnati con un'etichetta ben visibile che avvertirà del fotoritocco. Ogni foto ritoccata potrà dunque essere pubblicata, venduta, usata come messaggio pubblicitario o altro, solo se dotata di tale "labeling", l'etichettatura che confessa il trucco ottico. Queste modifiche non riguarderanno solo le immagini in cui labbra, girovita e muscoli sono postprodotti dopo lo scatto della foto, ma anche quelle create con un filtro in posizione. Le violazioni della legge saranno punite con multe crescenti, fino a casi estremi che potrebbero rischiare la reclusione.

Photo credit: Carol Yepes - Getty Images
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La speranza è che l'applicazione di un'etichetta creerà più chiarezza là dove l'immagine del corpo presentata è falsa, e forse dissuaderà in primo luogo gli inserzionisti e i creatori dal produrre e ritoccare le loro foto. Tuttavia, il Ministero riconosce che la legge può essere difficile da applicare poiché non è sempre facile capire quando un'immagine è stata modificata. Un altro problema sollevato dalla legge è che non è chiaro se le regolazioni dell'illuminazione o della saturazione nelle foto saranno considerate una violazione. Sebbene entrambe siano tecniche comuni utilizzate nella fotografia, a volte possono essere utilizzate per schiarire i toni della pelle dei modelli e alimentare idee di bianchezza. Tuttavia, il disegno di legge ha ricevuto un ampio sostegno dalla comunità di influencer norvegesi secondo il quotidiano locale Verdens Gang, con diversi che affermano che conferisce un senso di realtà all'idea di corpi irraggiungibili, evitando allo stesso tempo che i filtri diventino problematici. "I filtri [sono] qualcosa che dovrebbe essere divertente, qualcosa di cui puoi ridere o avere il permesso di assumere le sembianze di Baby Yoda. Non per creare un falso ideale di bellezza", ha affermato l'influencer Annijor Jørgensen nell'articolo.

Photo credit: Tony Anderson - Getty Images
Photo credit: Tony Anderson - Getty Images

Alcuni influencer hanno chiesto che la legge vada oltre estendendo i regolamenti a tutti i contenuti, ma ancora una volta, non è chiaro come questo sarebbe controllato. E poiché finora queste regole si applicano solo a quelli in Norvegia, gli utenti norvegesi continueranno a imbattersi in post modificati di influencer e celebrità all'estero. Le leggi proposte arrivano nel mezzo di una conversazione culturale in Norvegia che circonda il concetto di kroppspress, che letteralmente si traduce in "pressione corporea", e il suo effetto sulla salute mentale dei giovani nel paese. "La pressione del corpo è sempre presente, spesso impercettibile, ed è difficile da combattere", ha affermato il ministero in una nota. "Si spera che il provvedimento dia un contributo utile e significativo per arginare l'impatto negativo che tale pubblicità ha, soprattutto sui bambini e sui giovani".

Photo credit: Yadira G. Morel - Getty Images
Photo credit: Yadira G. Morel - Getty Images

Il rischio da cui i legislatori di governo e opposizioni hanno voluto difendere infanzia e adolescenza è quello di divenire inconsapevolmente schiavi di un'identificazione automatica con un modello di bellezza, uno stile di vita, lo stile di un prodotto. Anche il Consiglio dei media del regno ha accolto con particolare soddisfazione il voto dello Storting. "Almeno la metà dei bimbi e dei giovani, secondo nostre statistiche", ha detto alla Faz una sua fonte, "è bersagliata da immagini e messaggi pubblicitari che influenzano il tipo di idea e culto del corpo, è giusto difenderli". Naturalmente c'è sempre un rovescio della medaglia: le nuove leggi norvegesi pongono limiti severi al lavoro e al ruolo sociale degli influencer di ogni tipo. Meglio, in nome della libertà di crescere in modo davvero il più equilibrato possibile. C'è da scommettere che la rivoluzione anti-ritocco lanciata dallo Storting andrà avanti ben oltre i confini norvegesi.

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