Cara Ivanka, no chiamare "patrioti" quegli estremisti non è stata proprio una gran bella idea

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Chip Somodevilla - Getty Images
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From Cosmopolitan

"E Invanka?", non dite che non vi siete fatte questa domanda almeno una volta dopo la vittoria dei Democratici e dopo che Donald Trump ha reso chiaro a tutti di non voler assolutamente riconoscere la sua sconfitta. Se infatti dall'attuale presidente un poco ce lo aspettavamo (visti i precedenti) che puntasse i piedi e urlasse alla congiura, ci siamo abituate a credere che la first daughter avesse un briciolo in più di equilibrio. Insomma, in questi anni Ivanka Trump ha sempre fatto la parte della (pseudo) moderata, dalla parte delle donne (sì, ma solo di alcune) e della figlia prediletta in grado di calmare gli eccessi di papà sussurrandogli i suoi consigli da giovane repubblicana. Così, quando Trump se ne stava imbronciato rifiutandosi categoricamente di riconoscere la vittoria di Joe Biden come richiedeva il protocollo, c'era chi credeva che sarebbe stata proprio Ivanka a farlo scendere a più miti consigli, ma così non è stato. Anzi, secondo la CNN ci hanno provato sia il genero del presidente Jared Kushner, sia la stessa first lady senza successo. E Ivanka? Ivanka a quanto pare non ha nessuna intenzione di andare contro suo padre e la sua reazione di ieri, quando i sostenitori di Trump sono entrati armati nel Congresso, ne è la conferma definitiva.

Forse Ivanka ha scelto la via dell'autodistruzione e del suicidio sociale perché il suo tweet di ieri, pubblicato mentre la sede del Congresso veniva invasa da manifestanti estremisti, non verrà dimenticato tanto presto (o forse mai). "Patrioti americani", ha infatti esordito su Twitter la first daughter, "qualsiasi violazione della sicurezza o mancanza di rispetto per le nostre forze dell'ordine è inaccettabile. La violenza deve cessare immediatamente. Per favore siate pacifici". Quello che la famiglia Trump sembra ignorare è che le parole hanno un peso e quel "patrioti" messo lì in pole position per rivolgersi a dei rivoltosi con tanto di bandiere secessioniste e felpe pro Auschwitz non è certo sfuggito al popolo del web che ha prontamente fatto notare a Ivanka Trump l'enormità del suo statement.

Photo credit: ROBERTO SCHMIDT - Getty Images
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"Patrioti americani?", ha risposto sempre su Twitter il giornalista Jake Sherman direttamente dall'interno del Campidoglio sotto assedio, "Sono seduto qui in isolamento. Il Campidoglio è stato violato e le persone hanno le pistole in pugno. Di cosa stai parlando?". Vista la mal parata, la first daughter ha cancellato il tweet dopo poco e ritrattato dicendo "No. La protesta pacifica è patriottica. La violenza è inaccettabile e deve essere condannata con la massima fermezza". Il danno, però, ormai era fatto. A quanto pare Ivanka Trump, pur di assecondare i deliri del padre, è pronta a mettersi dalla parte di estremisti invasati e sovversivi con i quali siamo abbastanza certe non scambierebbe due parole nemmeno per sbaglio. Sta perdendo la sua fredda razionalità (ma c'è mai stata?) e facendo uno scivolone dietro l'altro, basti pensare che solo qualche ora prima, presa dalla foga di condividere la sua fiducia nelle elezioni per il Senato ha postato sui social una foto di lei e Trump a bordo dell’Air Force One verso la Georgia. Peccato che, invece di taggare il presidente abbia taggato per errore il rapper Meat Loaf scatenando l'ilarità del web.

Photo credit: Win McNamee - Getty Images
Photo credit: Win McNamee - Getty Images

Ormai la credibilità della first daughter sembra ai minimi storici, seconda solo a quella di suo padre stesso. Quando la situazione prende una piega critica come quella di ieri sera - con le istituzioni democratiche messe seriamente a rischio - chiamare i rivoltosi "patriottici" o ringraziarli come ha fatto Trump nel video in cui chiede (senza crederci molto) di cessare le ostilità sono dichiarazioni estremamente gravi che rendono chi le fa complici della violenza. Ivanka Trump ha scelto da che parte stare, e difficilmente stavolta potrò tornare indietro.