Caravan society: ecco come avere il look giramondo e boho chic di Carlotta Oddi

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In Nomadland, film pluripremiato che cattura lo spirito errante come metafora della vita, le persone non si dicono mai addio, dicono solamente: "Ci vediamo lungo la strada". Ed è proprio questo lungo cammino, dove prende forma l’esistenza, il leitmotiv di Carlotta Oddi, co-founder del brand Alanui (che in lingua hawaiana significa proprio "lungo percorso"). Ogni capo, a partire dal cardigan di cashmere icona del brand, ha il potere di un ricordo, una specie di teletrasporto capace di traslarti in un’altra dimensione e latitudine, dall’on the road nel deserto fino alle Ande. «Sono legata al concetto di escapismo e affascinata da tutto quello che ha una storia: autentica, preziosa, atemporale», racconta la designer. Proprio come la Maison Chanel, con cui ha un rapporto speciale, come ci confida.

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Com'è nato questo legame affettivo con il marchio?

Mia mamma è sempre stata una grande estimatrice di Chanel, ricordo ancora quando da bambina la accompagnavo nel negozio di allora, in via della Spiga a Milano. Poi, da grandicella, tutto è ripartito da un cappotto bouclé di fine anni '80, sempre di mia madre: gli ho fatto il filo così tanto che me lo ha regalato.

La prima borsa invece?

C’è sempre lo zampino di mamma. Mi regalò una borsa vintage: era una maxi busta matelassé che usavo tipo 24 ore su 24, anche con il computer dentro. La prima acquistata da me, invece, è stata l’iconica 2.55, in uno squillante blu elettrico.

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Cosa la affascina di più di Mademoiselle Coco?

L’eleganza, l'uso del colore, l’azzardo dei dettagli. Ne ho sempre ammirato il ruolo pionieristico nella moda: da come ha vestito le donne fino al trucco di inserire la catena nell’orlo della giacca, perché cadesse perfettamente a piombo.

Visto che la borsa è un passepartout, se dovesse paragonare i modelli cult di Chanel a una città, quali sarebbero?

La 11.12 sicuramente a Parigi, per la sua allure francese; la 19, che uso tanto perché adoro il suo mix di metallerie, a Milano, mentre la Gabrielle de Chanel a Venezia.

Quali sono i suoi trucchi per aggiungere un guizzo boho?

Mi piace personalizzare le borse usando charms che ho comprato in giro per il mondo: dal portachiavi a forma di edamame preso a Tokyo a oggetti funny e feticci, come i ninnoli con conchiglie e pietre, le nappe del Marocco, i braccialetti con turchesi o l’escapolario a crochet. Si muovono e creano un effetto acchiappasogni…

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Quali sono i suoi outfit preferiti a seconda della destinazione?

In città, look basico: jeans Amo o Khaite, T-shirt (sono fissata con quelle bianche vintage, tipo Fruit of the Loom) giacca e borsa Chanel. Per le fughe in campagna, scarpe da passeggiata o scarponcini, abito lungo floreale e cardigan Alanui. La divisa per il mare prevede mix di colori, pantaloncini e sandali Suicoke per Alanui.

Cambia la borsa a seconda delle occasioni della giornata?

Durante il giorno, uso la combo: tote bag e Chanel 11.12, mentre per la sera la 2.55 o borse mini. Nessun matchy-matchy di colore.

È una grande amante dei viaggi zaino in spalla come ispirazione per le sue collezioni, ma anche come modo per perdersi e ritrovarsi. Quali sono i luoghi che le danno più emozione in Italia?

Pantelleria, per l’energia del posto. È come il Kenya: nessun compromesso, o la ami o no. Favignana, per le sfumature del mare incredibili; Capri e Positano per i colori, l’atmosfera e i profumi.

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Quali sono i suoi essenziali per il viaggio?

Due burrocacao da farmacia nutrienti. Forcine per capelli di osso, AirPods case, portafoglio, Amuchina, fazzoletti e l'immancabile agendina. Annoto tutto: dalle idee per le collezioni ai posti carini.

Un posto dove vorrebbe tornare e uno in cui si sente a casa?

Tornerei a Pantelleria. Casa invece è Modena perché ci vado spesso per lavoro, e ci vive la mia migliore amica.

Il miglior viaggio on the road che ha fatto?

L’anno scorso ho girato tutta la Costiera amalfitana, e senza la folla degli stranieri sono riuscita a godermela al meglio.

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Cosa mettere in valigia e portare ovunque?

Oltre al cardigan, braccialetti, amuleti, collanine e un libro. Sto per cominciare Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés.

La colonna sonora ideale?

Quelle dei Dire Straits, come So Far Away o Romeo And Juliet. Ogni volta che le sento mi ricordano un viaggio in macchina che ho fatto da bambina con i miei genitori. E mi portano via...

Lei è anche una trend hunter che fa scouting a ogni latitudine. Quali sono i souvenir scovati in giro per il mondo a cui tiene di più?

Il mio flea market del cuore è il Rose Bowl di Pasadena. Adoro tutto ciò che è vintage e artigianale, in particolare collane, cavigliere e medicine pouch, i sacchettini degli indiani dove custodire pietre o erbe mediche. Amo gli amuleti, in Costiera ho fatto incetta di cornetti.

Il suo motto da viaggio?

"Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto". Senza farlo apposta è una frase di Gabrielle Chanel; cerco di non perdere mai l'occasione di una nuova avventura.

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