Carbone vegetale: utilizzi e controindicazioni

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carbone vegetale
carbone vegetale

Il carbone vegetale è una polvere nera attuale ottenuta dalla combustione di legname. Esso aiuta a combattere disturbi digestivi come diarrea, dolori addominali, reflusso ed è molto apprezzato anche nella cosmesi. Scopriamone insieme le proprietà.

Carbone vegetale: benefici e utilizzi

Il carbone vegetale è ottenuto dalla combustione di legname di tre alberi differenti: pioppo, betulla e salice. Esso viene bruciato in ambiente privo di ossigeno e poi attivato, per conferirgli la tipica porosità e quindi la capacità di assorbire.

In sostanza, il carbone vegetale ha la capacità di inglobare ciò che incontra mentre si sposta nel tubo digerente, ovvero batteri e virus presenti nello stomaco e nell’intestino. Non a caso, ha l’aspetto di una spugna rigida, leggera, porosa e fragile.

Proprietà

Il carbone vegetale è particolarmente indicato per i disturbi legati all’apparato digerente, come diarrea, problemi di digestione, aerofagia, meteorismo, reflusso e acidità di stomaco. Non solo, è utile anche in caso di gastrite, dolori addominali e altri disturbi derivanti da patologie come la sindrome del colon irritabile.

Il carbone vegetale, quando transita nell’apparato digerente, ha la capacità di assorbire tutto ciò che incontra, come virus e batteri, risolvendo il problema in poco tempo. Proprio grazie alle sue capacità assorbenti sia di gas che di sostanze solide, il carbone vegetale è adatto anche a contrastare l’alitosi.

Il carbone vegetale è di aiuto anche nel caso di ipocolesterolemia, dato che contrasta il colesterolo cattivo a vantaggio del colesterolo buono.

Il carbone vegetale è molto apprezzato anche nel settore della cosmesi: infatti, viene ampiamente utilizzato per effettuare uno sbiancamento dentale fai da te e prevenire gengiviti e alitosi. Inoltre, è ottimo anche per preparare delle maschere di bellezza purificanti che aiutano ad eliminare sebo in eccesso e punti neri.

Controindicazioni

Il carbone vegetale deve essere assunto per massimo 7 giorni lontano dai pasti e non in concomitanza con l’ingestione di altri farmaci, soprattutto antibiotici, per non contrastarne l’assorbimento. È assolutamente sconsigliato in gravidanza, allattamento e in caso di lesioni al tubo digerente, ostruzioni intestinali e appendicite.

In caso di dubbi su dosi e assunzione, è meglio consultare un medico.