Carlo d’Inghilterra lancia la sua Terra Carta, il manifesto green di un principe ambientalista

Di Daniela Passeri
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Photo credit: Christopher Furlong / Getty
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From ELLE

Deve essere stata una gran bella soddisfazione quella che si è presa il principe Carlo parlando al One Summit Planet a Parigi lunedì scorso quando, dopo aver chiesto agli amministratori delegati di tutto il mondo un impegno più ambizioso nel guidare la transizione green, ha chiosato con una nota personale: "tutti mi consideravano pazzo cinquant’anni fa quando parlavo di questioni ambientali". Oggi, a 72 anni, si è preso la sua rivincita.

Per l’occasione, il principe ambientalista ha lanciato un’iniziativa davvero degna di un re sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici che ha chiamato Terra Carta, in chiaro riferimento alla Magna Carta Libertatum, la “costituzione” della monarchia britannica, che già nel 1215 garantiva alcuni diritti essenziali.

Nella prefazione a Terra Carta, il principe scrive: "Se consideriamo l’eredità della nostra generazione, più di 800 anni fa, la Magna Carta ispirava la fede nei diritti e nelle libertà fondamentali delle persone. Mentre ci sforziamo di immaginare i prossimi 800 anni di progresso umano, i diritti fondamentali e il valore della natura devono rappresentare un cambiamento radicale nel nostro approccio futuro dell’industria e al futuro dell’economia, In quest’ottica, la natura, di cui siamo parte integrante, è al centro della Terra Carta. Chiedo agli amministratori delegati di tutto il mondo di impegnarsi e fare la loro parte nel guidare la transizione globale... poiché solo loro sono in grado di mobilitare l'innovazione e le risorse necessarie per trasformare la nostra economia globale".

Terra Carta, un manifesto ambientalista in 10 punti, mira a raccogliere risorse finanziarie da investire in “capitale naturale” al fine di ridurre le emissioni che alterano il clima, stimolare la crescita economica sostenibile, ripristinare la biodiversità, combattere la desertificazione: la Natural Capital Investiment Alliance si propone di raccogliere 10 miliardi di dollari entro il 2022.

L’iniziativa del principe verde ha già raccolto il sostegno di alcuni big player dell’economia mondiale, come Black Rock, il maggiore fondo di investimento del mondo, la Bank of America, il gruppo bancario HSBC e di aziende come Astra Zeneca, Unilever, Ey, l’aeroporto londinese di Heathrow e Fidelity International.