Caro Keanu Reeves, sei tu l'uomo più gentile del mondo (e mai come quest'anno te lo meriti)

Di Monica Monnis
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Getty Images
Photo credit: Getty Images

From Cosmopolitan

Sei mai stato deluso da un suo film?/Riesci a citare anche solo un film che non è stato migliorato dalla sua presenza? Queste alcune delle domande che il New York Times si è fatto per stilare la classifica dei più grandi attori del XXI secolo. Al primo posto Denzel Washington seguito sul podio da Isabelle Huppert e Daniel Day-Lewis (settima posizione per il "nostro" Toni Servillo, mentre la divina Sophia Loren e Luca Marinelli le quote tricolore della lista delle venti migliori star del 2020). Al quarto posto, meritatissimo, Keanu Reeves, al suo ennesimo attestato di stima che nel suo caso specifico va al di là di una carriera encomiabile a cui non manca nemmeno una spunta ma si intreccia inevitabilmente con il suo animo gentile. Sintetizzando, Keanu ha il cuore d'oro, a Hollywood è cosa risaputa ed è praticamente impossibile non amarlo to the moon and back.

Keanu, 56 anni, Neo e/o John Wick dei nostri cuori è uno dei protagonisti di Cyberpunk 2077, uno dei videogiochi più attesi della stagione presentato nei giorni scorsi. E la storia si ripete anche nel mondo parallelo del gamimg, con Keanu adorabile tra i personaggi non giocabili ma in veste di consigliere nel viaggio a Night City. Occhiali a specchio, giubbotto antiproiettile, texani, una pistola in una mano e una chitarra nell'altra è il BFF del giocatore e il suo compito è di elargire consigli, battute e supporto morale durante il gioco. Dunque, anche la versione digitalizzata di KR è da incorniciare (un po' come i suoi meme leggendari). Più Keanu per tutti.

Photo credit: Frazer Harrison - Getty Images
Photo credit: Frazer Harrison - Getty Images

Intervistato da Vanity US sul suo alter ego digitale, Keanu non si è potuto esimere dal rispondere a una domanda sulla sua reputazione da good guy e il suo essere a più riprese incoronato "persona più gentile del pianeta" (Keanu Reeves is too good for this world il titolo di un articolo pubblicato dal New Yorker lo scorso anno in cui venivano elencate con fare certosino tutte le sue buone azioni). Nessuna diceria o leggenda metropolitana, sono i fatti a parlare: dalle donazioni charity (dei 114 milioni guadagnati con Matrix, 80 sono finiti in beneficenza, parliamone) al suo sostegno alla comunità LGBTQI, dal suo savoir faire da gentleman d'altri tempi "immortalato" da più di un video finito in rete alla gentilezza espressa con ogni gesto rivolto alla fidanzata Alexandra Grant o a mamma Patricia.

Photo credit: Jeff Kravitz - Getty Images
Photo credit: Jeff Kravitz - Getty Images

"Non penso a me stesso come a un modello o qualcosa del genere", ha detto Reeves, non nascondendo l'imbarazzo (via Zoom) come tutte le volte che si trova a incassare complimenti ed elogi, "se le persone interagendo con me, sia che si tratti di intrattenimento, nella vita reale o sui social media, hanno avuto un'impressione, spero solo che sia stata positiva". Keanu Reeves persona dell'anno? Per noi non c'è dubbio alcuno.