Charlotte Casiraghi racconta come si è appassionata alla filosofia (e fa appassionare anche noi)

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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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Charlotte Casiraghi sempre più una di noi. Oltre alla moda e al cavallo la secondogenita di Carolina di Monaco e Stefano Casiraghi ha una grande passione per la filosofia tanto da averne fatto una professione, perlomeno da quando nel 2015 ha co-fondato insieme ad altri studiosi "Rencontres philosophiques de Monaco", un'associazione no profit nata con lo scopo di celebrare e promuovere la filosofia attraverso eventi dedicati alla riflessione, al confronto e alla trasmissione di idee. Una principessa filosofa non si era mai sentita e certamente la notizia non è il classico scoop da copertina di gossip, ma la 34enne monegasca ha un profondo interesse per i massimi sistemi, oltre che per la letteratura e la poesia. Un amore che pare nato già tra i banchi del liceo François-Couperin de Fontainebleau, dove incontrò il suo grande maestro, il critico di Libération Robert Maggiori. Per l'adolescente Charlotte fu amore a prima vista con il professore, che strinse con lei un sodalizio che dura tuttora.

Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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"Come molti bambini mi sono posta molto presto tante domande esistenziali — ha spiegato alle telecamere di Monaco Now la nipote di Grace Kelly —. E ho sentito il bisogno, la voglia, il desiderio di riflettere. Avevo veramente il desiderio di scoprire un altro modo di guardare il mondo, un altro approccio. E questa è stata davvero una grande rivelazione". Per la principessa Charlotte, che ha più volte ammesso come la lettura degli autori classici le abbia cambiato totalmente la vita, la riflessione filosofica è stata alla base di tutte le scelte umane e professionali intraprese e proprio per questo ha deciso di dare a tutti la possibilità di prendere parte ogni mese a una serie di incontri e workshop, organizzati sia a Monaco che a Parigi, in collaborazione con illustri filosofi e pensatori. Tavole rotonde che offrono a titolo gratuito una grande occasione di scambio, affrontando di volta in volta molteplici temi: dall'amore al corpo, dalla violenza all'essere umano.

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Nel 2019 il progetto "Rencontres philosophiques de Monaco", nato da un'idea di Charlotte, Robert e i filosofi Joseph Cohen e Raphael Zagury-Orly, è stato esteso alle scuole attraverso The Youth Philosophizes, una serie di giornate dedicate ad aspiranti filosofi durante le quali si susseguono incontri e laboratori per i più giovani. "Con i bambini più piccoli non c'è bisogno di fare un corso su Spinoza o Kant. Partiamo piuttosto da una narrazione o da un concetto: partiamo da un racconto, una favola, una parabola che solleva un certo numero di interrogativi, partendo dai quali i bambini possono approcciare un tema filosofico". Un metodo semplice e didascalico che introduce i più ragazzi alla complessità del mondo e alle sue molteplici sfaccettature, aiutandoli a diventare cittadini consapevoli e responsabili.

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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"Il fatto di iniziare i bambini alla filosofia o, in ogni caso, di aprirli alla filosofia quando sono giovani contribuisce a creare uno spazio per il pensiero — prosegue Charlotte Casiraghi, che pochi giorni fa ha presieduto la terza edizione del Rendez-vous littéraires rue Cambon a Les Baux-de-Provence, nel sud della Francia, in occasione della sfilata Chanel Cruise 2021/22, dedicato alle giovani donne in poesia —. Si dice che il modo in cui vediamo il mondo, in cui percepiamo le cose, la nostra visione del mondo, tutto questo conta e trova spazio nel dialogo. Ho questa volontà, questo desiderio di comunicare e trasmettere questa passione per la filosofia e l'importanza che ha avuto nella mia vita non solo nella mia sfera intima e personale, ma anche nel modo in cui faccio tutto quello che faccio. Ho avuto la fortuna di fare degli incontri straordinari con dei filosofi e pensatori e volevo che anche altri facessero questi incontri" — conclude Charlotte, che con la sua innata grazia e il suo stile principesco è capace di ammantare di fascino anche i pensatori più ostici della storia del pensiero perché "chiunque può provare piacere dalla riflessione filosofica. Non è una questione di studio o erudizione". E se lo dice lei, le crediamo.