Che ci crediate o no, anche l'adolescenza di Charlotte Casiraghi non è stata così semplice

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Photo credit: Axelle/Bauer-Griffin - Getty Images
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Con Coco Chanel condivide le stesse iniziali intrecciate della maison, di cui peraltro è il volto della campagna Primavera Estate 2021, ma per Charlotte Casiraghi quella con la moda non è mai stata una relazione scontata o, per dirla alla maniera della principessa monegasca appassionata di filosofa, necessaria e sufficiente. Ad avvicinarla a Karl Lagerfeld non furono i défilé, ma la letteratura. "La mia passione per i libri ha creato una vicinanza molto forte tra di noi — ammette la figlia di Carolina di Monaco, che in una recente intervista rilasciata a Madame Figaro ha raccontato di avere avuto un'adolescenza molto diversa da quella dei suoi compagni di scuola —. Era una condivisione intima, quasi segreta. Non aveva alcun desiderio di fare moda con me. Mi ha incoraggiato enormemente nei miei studi. All'età di 16-17 anni ho trascorso due estati nella sua casa di Biarritz. Mi ha fatto conoscere Lou Andreas-Salomé, la poesia di Emily Dickinson e Rainer Maria Rilke. Poi mi ha mandato libri super complicati di letteratura tedesca, traduzioni di opere irrintracciabili".

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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A questo legame speciale tra il compianto direttore creativo e la nipote di Grace Kelly si ispirano i Rendez-vous littéraires rue Cambon che, giunti alla terza edizione, si sono tenuti quest'anno a Les Baux-de-Provence nel sud della Francia in occasione della sfilata Chanel Cruise 2021/22. "Questo progetto riflette il mio rapporto con Karl sul piacere della lettura. Quando ho ideato i Rendez-vous littéraires non ho pensato ai salotti letterari dei secoli passati. Non c'è nessun tipo di nostalgia. Detto questo, i salotti — luoghi semi-privati e semi-pubblici — hanno permesso alle donne di emanciparsi e di affermare i loro gusti, i loro pensieri, le loro parole". E non è un caso che il tema di questa terza edizione sia proprio la jeune fille ossia la ragazza. "Volevamo parlare di questo momento di metamorfosi, di diventare donna. Ci sono molte fantasie intorno al mito della giovane donna. Ci siamo concentrati sulla ragazza che scrive". Una passione, quella per la scrittura, che accompagna Charlotte fin dalla tenera età — "fin da bambina ho sempre scritto su pile di carte, quaderni" — e che da adolescente l'ha spinta a iscriversi, dopo gli studi liceali, ai cosiddetti "ipokhâgne e khâgne", due anni di studi di materie umanistiche in preparazione delle écoles normales supérieures ossia i corsi universitari di filosofia.

Photo credit: Toni Anne Barson Archive - Getty Images
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"All'epoca non ero iper funky — ammette —, specialmente durante le lezioni preparatorie, ero molto ansiosa e perfezionista. Non ho avuto l'euforia dei 18-20enni: tutti i miei amici uscivano ed erano molto più liberi". Lei invece trovava un'incredibile libertà proprio nella scrittura tanto da farle dire, citando Simone de Beauvoir: "Posso subire la peggiore delle prigionie se mi si lascia un foglio bianco e una penna con cui scrivere". Mentre i suoi amici pensavano a divertirsi e immaginavano una carriera nel mondo dello spettacolo, lei sognava "di essere amica e confidente di Baudelaire" e guardava con ammirazione alla vita della scrittrice e psicoanalista russa Lou von Salomé. "Per molto tempo Lou Andreas-Salomé è stata la mia eroina perché ha reso la sua
vita un'opera romantica, con il suo spirito di avventura permanente, incrociando tutti coloro che hanno fatto l'avanguardia: Freud, Nietzsche, Rilke".

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Rimasta orfana di padre a quattro anni, Charlotte Casiraghi ha sempre trovato nei classici il senso più profondo della sua vita privata prima, professionale poi. "Quando ero una teenager e una giovane donna ero una lettrice avida. Leggevo moltissimo e per questo mi è capitato di sentirmi stigmatizzata dalle altre ragazze della mia età. Per il semplice fatto di leggere poesia non necessariamente per la mia età e mi sentivo un po' diversa" — aveva confidato qualche settimana fa in un video. Con gli anni la nipote di Alberto II di Monaco è riuscita a fare di questa diversità la sua forza e oggi non ha alcuna difficoltà nell'ammettere che la sera, prima di addormentarsi, è solita legge qualche pagina di Diario di una scrittrice
di Virginia Woolf o, in alternativa, qualche poesia di René Char tratta da La Parole en archipel. Ma giura che se se potesse porterebbe con sé su un'isola deserta Les Fleurs du mal di Baudelaire, Les Essais di Montaigne e Les Pensées di Pascal.