Che cinema farà al Lido #9 - Damiano e Fabio D'Innocenzo portano (l')America Latina a Venezia 2021

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Photo credit: Gianmarco Chieregato
Photo credit: Gianmarco Chieregato

Misteriosi gemelli D’Innocenzo, fino a ieri han lavorato sui dettagli del loro film America Latina per arrivare perfetti al Concorso. Volevano Venezia con tutte le loro forze (e cuore) e l’hanno avuta. Il silenzio stampa è stato totale, (almeno sino al momento in cui scrivo). Per la stampa nessuna proiezione di cortesia, ma neppure “di scortesia” a dire il vero, no trailer, no interviews, un post su Instagram. Punto.

Poi, in ordine sparso, la foto nel buio di Elio Germano con il cranio rasato. Brivido. E poi il poster, quella stessa faccia immersa nell’acqua scura, altro frisson. Forse è palude, visto che tutto si svolge a Latina, tra bonifiche e tanta umidità. Il titolo è gioco di parole e una sinossi c’è, a volerci credere: “Massimo Sisti fa il dentista, ha tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama, la ricompensa a un’esistenza improntata alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita”.

Sembra di riconoscere i tratti principali dell’imprescindibile Favolacce, scopriremo se è così. Intanto la protagonista Astrid Casali qualcosa rivela a Elle Daily mentre i registi ci avvertono, nota breve, in contrappunto, che “anche i nostri due film precedenti raccontavano storie di famiglie, di senso di appartenenza, di sangue, ma non ci eravamo mai addentrati così a fondo nel tema e abbiamo scelto la via per noi più rischiosa: la dolcezza. La dolcezza e tutte le sue estreme conseguenze”.

Fantasiosi, contemporanei (o forse futuristi), un brin tormentati, i D’Innocenzo dominano la nostra copertina. Per scrivere qualcosa di sensato m’hanno costretta al copia-incolla, la nemesi del giornalismo, ma li perdono. La strategia del silenzio in fondo non ci spiace, è divertente, dirompente, da rispettare. Più liberi tutti, soprattutto di scoprire d’un colpo solo il film, su grande schermo in sala Grande, con l’emozione che ti colpisce (o meno) dritta al cuore. Useremo tutta la dolcezza.

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