Che cosa sono i meme stock che stravolgono la finanza, e perché non spariranno tanto presto

Di Andrea Signorelli
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Photo credit: Anadolu Agency - Getty Images
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From Esquire

Vuole la leggenda che John D. Rockfeller, capostipite della dinastia di finanzieri, abbia salvato la sua fortuna grazie a un lustrascarpe. Alla vigilia del venerdì nero del 1929, Rockfeller si stava infatti facendo lustrare le scarpe quando il ragazzo, mentre puliva, si mise a raccontare al fondatore della Standard Oil di come avesse appena ottenuto buoni guadagni comprando qualche azione in borsa. Per Rockfeller fu un’illuminazione: se anche un lustrascarpe sta facendo i soldi a Wall Street significa che la bolla sta per scoppiare. Decise di vendere tutte le sue azioni e salvò così il patrimonio mentre la borsa crollava dando il via alla Grande Depressione.

La storia si è ripetuta, molto più in piccolo, anche ieri: nello stesso momento in cui tutto il mondo ha iniziato a parlare della battaglia Davide contro Golia degli investitori amatoriali di Reddit che hanno fatto schizzare verso l’alto le azioni della moribonda Gamestop (mandando in crisi gli hedge fund che avevano scommesso sul suo fallimento), i più avveduti hanno intuito che la bolla stesse per scoppiare e hanno iniziato a vendere. Risultato? Dopo essere passate in una settimana da 42 dollari a un massimo di 470, le azioni sono precipitate a 193 dollari nel giro di 24 ore. Ovviamente, in tutto questo hanno influito anche le mosse dei grandi fondi d’investimento, che si sospetta abbiano agito per far sospendere le quotazioni e bloccare la possibilità di acquistare azioni di Gamestop su una popolarissima app per il trading su smartphone come Robinhood.

Più in generale, si è comunque ripetuto quanto avvenuto anche durante la bolla dei Bitcoin del 2017 e che, rispetto all’aneddoto di Rockfeller, potremmo aggiornare così: quando tutti i vostri amici su Facebook stanno parlando dei clamorosi guadagni che qualcuno ha messo a segno scommettendo su una particolare azione o asset, significa che è il momento di vendere e che chi sale tardi sul treno rischia di restare con il cerino in mano.

Non solo Gamestop: tutti i cosiddetti meme stock – azioni di società dalle prospettive economiche funeree che iniziano improvvisamente a salire contro ogni logica, grazie soprattutto all’azione coordinata di gruppi di trader online – hanno subito perdite violentissime: BlackBerry è crollata di oltre il 50% in poco più di 24 ore, AMC (catena di cinema statunitensi) del 56%, Blockbuster (che è fallita ma le cui azioni sono ancora in circolazione) ha seguito un andamento simile.

Photo credit: CHRIS DELMAS - Getty Images
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È la fine dei meme stock? La vendetta di Wall Street e degli hedge fund multimiliardari si è consumata nei confronti dei due milioni di trader amatoriali che popolano il subreddit WallStreetBets? La romantica favola dei ragazzini online che fanno tremare i colossi della finanza rischiando di far fallire un fondo come Melvin (che scommetteva sul continuo calo di Gamestop e ha accumulato quindi chissà quante perdite) è giunta al termine?

Di sicuro, le cose non saranno più facili come prima. Ormai l’attenzione sul fenomeno si è alzata a dismisura e pare che la SEC statunitense (l’organo di controllo della borsa, l’equivalente della nostra Consob) stia iniziando a studiare provvedimenti per evitare che il caos di questi giorni si ripeta in futuro (secondo i malpensanti la SEC sta quindi studando come fare in modo che soltanto i grandi fondi possano continuare a manipolare i mercati).

Qualche segnale che il “far west” potrebbe essere finito sta in effetti giungendo: il fondatore di Robinhood (13 milioni di utenti nel mondo) ha affermato su Twitter che “a partire dal 29 gennaio, pianifichiamo di consentire solo acquisti limitati di queste azioni. Continueremo a monitorare la situazione e fare gli aggiustamenti necessari”. Ormai, però, il mondo è cambiato: le app che rendono possibile il trading a chiunque possegga una carta di credito e uno smartphone si stanno moltiplicando e sicuramente non spariranno, democratizzando inevitabilmente l’accesso alla compravendita finanziari e sottraendo di conseguenza una parte del potere agli investitori tradizionali.

Allo stesso tempo, è impossibile impedire a realtà come WallStreetBets – che ha due milioni di membri – o qualunque altro gruppo online abbastanza numeroso di provare a mettersi d’accordo per operare azioni coordinate con lo scopo di far salire all’improvviso le azioni delle aziende più improbabili. Si tratta di fenomeni che chiunque abbia osservato per qualche tempo il mondo delle criptovalute conosce già bene; con una grossa differenza: il mondo di Bitcoin, Ethereum e compagnia non è ancora regolato (ed è in parte non regolabile), mentre gli investitori tradizionali hanno appena iniziato ad affluire. Per il momento, quindi, non hanno il potere per mandare all’aria i sogni di gloria degli investitori di Reddit (fermo restando che la bolla sarebbe dovuta comunque scoppiare). Sarà forse anche per questo che oggi i bitcoin stanno registrando un’impennata del 20%?