In che senso i buchi neri hanno i capelli?

Di Redazione
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Photo credit: Getty Images
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La premessa a questo discorso è racchiusa nel fatto che i buchi neri sono uno degli oggetti più misteriosi e difficili da comprendere che siano mai stati studiati. Devo dire che in più, a confondere le idee, ci si mettono gli astrofisici. Ed è qui che esce la storia dei capelli.

Fino ad oggi le leggi sulla Relatività generale di Einstein hanno caratterizzato questi oggetti con tre parametri classici: massa, rotazione (momento angolare) e carica elettrica. Esiste una teoria che ha spiegato molto bene questo concetto e si chiama Teorema no-hair e cioè letteralmente Teorema senza capelli. Ma perché?

Photo credit: Handout - Getty Images
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Significa che tutte le informazioni che proviamo a raccogliere dal buco nero ci sfuggono, sono inaccessibili e spariscono dietro l'orizzonte degli eventi e cioè la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno. Per farla breve i capelli sarebbero queste informazioni, e di conseguenza il buco nero è calvo. Che simpatici questi astrofisici! (In particolare John Archibald Wheeler che ha coniato questa immagine).

Oggi questo teorema però viene messo in dubbio e a farlo sono i buchi neri estremi, dotati della minima massa possibile. Delle simulazioni al computer suggeriscono che qualche ciuffo questi ragazzi potrebbero averlo. Queste nuove informazioni si manifestano come "una quantità che può essere costruita dalla curvatura spazio-temporale all'orizzonte del buco nero, che è conservata e misurabile da un osservatore distante" ha detto in una dichiarazione l'autore principale dello studio Lior Burko, di Theiss Research a La Jolla, in California. Per fare questa scoperta hanno usato delle unità di elaborazione grafica che eseguono fino a 7 trilioni di calcoli al secondo. Tuttavia questa osservazione è così complessa da dimostrare che potrebbe rimanere per sempre in forma teorica.