Chi è Eduardo Leite, il giovane candidato brasiliano che sfida Bolsonaro (anche) con la sua omosessualità

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Soffia un vento di burrasca dalle sponde del Brasile. Mentre l'attuale presidente in carica Jair Bolsonaro affila le armi per le prossime elezioni del 2022, risuona sempre più chiaro il nome di Eduardo Leite, un giovane candidato del Partito della Social Democrazia Brasiliana, che potrebbe essere uno degli sfidanti di punta del generalissimo Jair. A dividerli non sono solo 30 anni di differenza – Bolsonaro ha 66 anni, Leite appena 36 –, ma anche agenda politica e valori molto distanti, insieme a un non irrilevante numero di follower, che nell'era digital ha un'importanza sempre più strategica.

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Con oltre mezzo milione di seguaci su Instagram, contro gli appena 18mila del presidente, questo ragazzo, attualmente governatore del ricco stato meridionale di Rio Grande do Sul, potrebbe fare la differenza nella storia del proprio Paese, segnato da una serie di scandali giudiziari che stanno coinvolgendo l'entourage del presidente, una pessima gestione della pandemia, un quasi totale disinteresse per le questioni ambientali (vedi alla voce Foresta Amazzonica) e un completo disprezzo per i diritti civili, compresi quelli degli omosessuali. Proprio su questo terreno Leite ha deciso di muovere le sue prime mosse, giocando la carta dell'omosessualità e costringendo il presidente a uscire allo scoperto e dire la propria sulla comunità Lgbtq+, lui che tempo fa aveva già dichiarato "preferirei avere un figlio morto che gay".

A distanza di mesi, quasi a voler rispondere a tono a un'esternazione francamente indegna di un Paese che voglia dirsi civile, Leite ha risposto: "Non ho nulla da nascondere: sono gay". Per poi aggiungere al giornalista Pedro Bial di Tv Globo: "Non ho mai parlato di un argomento legato alla mia vita privata, ma in questo momento di bassa integrità in Brasile, ribadisco che non ho nulla da nascondere. Sono un governatore che è gay, non un gay governatore. Così come Obama era un presidente nero non un nero presidente. E ne sono orgoglioso". Non si è fatto attendere il commento di Bolsonaro, che ha accusato pubblicamente il rivale Leite di sfruttare il coming out a fini elettorali: "Non ho nulla contro la sua vita privata, ma non può imporre il suo stile di vita agli altri".

Photo credit: Andressa Anholete - Getty Images
Photo credit: Andressa Anholete - Getty Images

Un coming out in piena regola quello di Eduardo, i cui effetti politici potranno essere valutabili solo fra qualche mese, quando e se riuscirà ad aggiudicarsi le primarie del PSDB, in programma a novembre, dove sfiderà politici di lungo corso quali il governatore di San Paolo, João Doria (63 anni), il senatore Tasso Jereissati (72) e l’ex senatore Arthur Virgílio (75). Una sfida di certo tutta in salita per Leite, che però mastica la politica fin dall'età di 19 anni, quando per la prima volta corse per il consiglio comunale di Pelotas nel 2004. Quella volta non vinse, ma fu solo l'inizio di una serie di collaborazioni con diverse personalità del mondo della politica locale, che nel 2009 gli valsero l'elezione presso il consiglio comunale di Pelotas. Divenuto presidente del medesimo consiglio nel 2011, nel 2013 è diventato sindaco della città che ha amministrato fino al 2016, portando avanti importanti opere pubbliche, rimodulando la mobilità urbana e migliorando i servizi scolastici e sanitari, terminando il suo mandato con un punteggio di approvazione dell'87%.

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Definito dalla rivista nordamericana Americas Quarterly come uno dei cinque politici più promettenti under 40 in America Latina, dopo il suo mandato come sindaco, Leite si è iscritto a un corso di studi in Public Management alla Fundação Getúlio Vargas, nel 2019 ha prestato giuramento come governatore del Rio Grande do Sul e oggi si prepara a sfidare i colleghi di partito per ambire alla massima carica dello Stato. Se vincesse sarebbe il primo presidente gay del Brasile.

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