Chi è l'umarell e perché tutti ne parlano

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Courtesy photo, Instagram
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From ELLE Decor

Posa un po' curva, braccia consorte dietro la schiena e una certa età (ma non sempre): l'umarell è l'anziano che guarda i cantieri - e, talvolta, interviene anche per dare consigli. Se ne parla, oggi più che mai, perché lo Zanichelli ha definitivamente inserito la parola fra le pagine del suo dizionario - così, un termine cliccatissimo online (l'hashtag colleziona su Instagram circa 20mila post) oggi si ritaglia uno spazietto anche su carta, conquistando una dignità linguistica che cercava da anni. La definizione ufficiale? Eccola: “Pensionato che si aggira, per lo più con le mani dietro la schiena, presso i cantieri di lavoro, controllando, facendo domande, dando suggerimenti o criticando le attività che vi si svolgono”.

Chiamiamolo "movimento" e diciamo pure che sia nato a Bologna. Dal dialetto all'italiano, la traduzione letterale della parola umarell è "ometto" - in effetti, la postura un poco china abbassa la stazza da uomo grande a uomo piccolo. Così il termine si riempie di un senso anche visivo. Oggi nel mondo, persino a San Francisco come si vede da alcuni post sui Social Network, tutti sanno cosa sia l'umarell e tutti sanno che il suo affacciarsi con aria curiosa elevi in qualche modo la reputazione degli scavi edili.

Un Blog su Wordpress - dominio Splinder - fu il primo a parlarne nel 2005: "Armatevi di una macchina digitale, cercateli, scovateli ed inviate le vostre foto", si legge sulla pagina digitale. Così si scopre che dietro alle redini del movimento c'è sempre stato lui: Danilo Masotti, oggi noto per aver pubblicato un libro dal titolo - indovinate - Oltre il cantiere fenomenologia degli umarells (Pendragon, 2016). In soli 15 anni, alla filosofia sociologica è stata attribuita una dignità linguistica, grazie a Zanichelli, e musicale, grazie a una canzone di Fabio Concato uscita nel maggio 2020 che paragona gli sguardi solitari dietro alle finestre in lockdown a quelli bislacchi dietro le griglie dei cantieri. Non solo. A Bologna c'è addirittura un angolo della città intitolato Piazzetta degli Umarells - e si incastra fuori dalle mura, fra via Libia e via Scipioni Dal Ferro.

Photo credit: Superstuff.it
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Il brand Superstuff ha realizzato (ormai tre anni or sono) un soprammobile pensato per le scrivanie degli architetti: un anziano in miniatura che osserva cantieri digitali sui computer. In realtà, con un po' di immaginazione, un cantiere digitale è anche una tabella di Excel che prende forma o un testo di un autore che riempie una pagina Word, ma bisogna ammettere che lo sguardo della statuetta puntato su una tavola da disegno potrebbe stimolare (con piacere) la sua completa realizzazione. Ovviamente il fenomeno non è sfuggito neanche ai frinchising di successo, tanto che Burger King ha sfruttato l'immagine divertente degli umarell per parlare dei suoi fast food in divenire: "In centinaia ci chiedono di aprire nuovi ristoranti, abbiamo già iniziato e presto ne apriremo tanti altri. Per farlo bene ci volevano persone precise, con anni di esperienza, spirito di osservazione e pazienza" recita lo spot e mostra i cinque vincitori della campagna #kingofumarells scelti per chiacchierare davanti ai cantieri della catena internazionale del food veloce.

Nel 2015, l'Associazione Succede solo a Bologna, fiera della storia degli umarell, ha creato la "Umarells Card" - per supervisionare da molto vicino i lavori della Basilica di San Petronio. Con un'offerta minima di 5 euro o più si otteneva il certificato "Official Umarèl" e l'ingresso gratuito alla terrazza panoramica del luogo sacro, così si contribuiva anche alla raccolta fondi per finanziare il restauro. Da Bologna across the universe, gli umarell hanno dato ai cantieri un'aria decisamente interessante. Architetti, ingegneri, costruttori non fanno più orecchie da mercante perché gli umarell - con l'acume che si ritrovano - ne sanno tantissimo. E oltre il cantiere c'è di più.