Chi è Madame Claude e perché è stata una delle donne più potenti di Francia negli Anni 60 e 70?

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Netflix
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Fernande Grudet è una donna di mezza età determinata e ambiziosa. Conosciuta a Parigi come Madame Claude, gestisce un bordello di lusso reclutando affascinanti giovani donne per accompagnare uomini facoltosi non sempre innocui. Il film diretto da Sylvie Verheyde, disponibile su Netflix, che prende il titolo dal nome della protagonista, è ambientato nel tormentato 1968, anno di disordini sociali e politici in Francia e nel mondo.

Madame Claude è una proletaria nata in campagna che ama far parte della borghesia parigina più di ogni altra cosa. Sembra interessata solo ai soldi che l’hanno allontanata dalla sua famiglia e da sua figlia, affidata alla nonna per non intralciare quella vita di vizio e ricchezza. Madame Claude usa ragazze spaesate e sfortunate per i suoi affari con la promessa di fargli cambiare vita per sempre.

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Anche quando alcune di loro tornano dagli incontri con i clienti piene di lividi e in lacrime, Madame Claude le consola per pochi minuti minimizzando l’accaduto e ordina loro di tornare a lavoro come se niente fosse. Come è facile intuire anche la sua vita privata risente della sua discutibile scelta professionale: l’amore per lei è solo una palla al piede, ma quando si avvicina nuovamente a un uomo, le cose non vanno come dovrebbero e il rancore torna a divorarla. La sua passione per il denaro può convivere solo con una spietata solitudine.

Altri film francesi hanno provato a raccontare questa controversa figura femminile realmente esistita, come Just Jaeckin del 1977. Non è stata solo una “pappona” della V Repubblica, ma ha anche collaborato con le forze dell’ordine per alcune indagini sul crimine organizzato e personaggi di spicco di quel difficile momento storico. La sua vita è stata avventurosa e si presta perfettamente a un adattamento per il grande e piccolo schermo. Infatti il film di Verheyde si può considerare un biopic che da una parte presenta la realtà sensuale e promiscua degli affari di Madame Claude, e dall’altra descrive un’epoca di benessere economico, criminali eleganti e perversi, sesso e scorciatoie pericolose.

Nata nel 1923 da una famiglia povera, la vera Fernande Grudet sognava una vita migliore di quella dei suoi genitori che vendevano panini in un chiosco davanti alla stazione. Da giovanissima si inventò un passato borghese presentandosi agli altri come una ragazza benestante con una famiglia importante alle spalle. E una volta arrivata a Parigi ha sfruttato il suo talento di affabulatrice per costruire il suo piccolo grande impero basato sulla prostituzione e la mercificazione del corpo femminile. La sua idea può riassumersi in poche battute che recita Karole Rocher all'inizio del film: "Noi donne dobbiamo fare del nostro corpo un'arma e un'armatura per non dover subire mai più".