Chi è Regé-Jean Page, nuovo sex symbol grazie a Bridgerton

Di Redazione Gente
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Photo credit: Regé-Jean Page, il Duca di Bridgerton
Photo credit: Regé-Jean Page, il Duca di Bridgerton

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Fisico scolpito, labbra carnose e occhi di velluto, Regé-Jean Page sprizza fascino esotico fin dal nome, complicato, che si pronuncia “Regghe”, poi Jean, alla francese, e infine Page all’inglese. L’attore - che a 31 anni non è certo un esordiente - ha visto la sua popolarità schizzare alle stelle grazie alla serie di Netflix Bridgerton, successo clamoroso che nel giro di qualche settimana ha reso Regé-Jean una star planetaria da quasi cinque milioni di follower. La serie, la più vista di sempre sulla piattaforma, a detta dello stesso attore britannico è un mix tra Orgoglio e pregiudizio (l’ambientazione è quella ottocentesca dei romanzi di Jane Austen), Gossip Girl (c’è una voce femminile pettegola e sconosciuta che svela i segreti di tutti i personaggi) e Cinquanta sfumature di grigio (le scene di sesso s’intensificano con il passare delle puntate). Bridgerton rappresenta insomma quello che viene definito un guilty pleasure, un piacere inconfessabile che però mette d’accordo tutti. In pratica: molti dicono che sia una baggianata, non certo un prodotto intellettuale e nemmeno storicamente accurato, ma poi lo guardano rapiti grazie al mix perfetto di costumi splendidi - 104 solo quelli indossati dalla protagonista Daphne - set favolosi, romanticismo ed erotismo soft. In tempi di Covid e isolamento forzato non c’è niente di meglio che un po’ di leggerezza per tirarsi su. Ed è inutile negare che parte di questo successo sia dovuto al fascino (e alle nudità) dell’ombroso duca di Hastings, seducente ma allergico al matrimonio, interpretato proprio da Regé-Jean. La scena nella quale lecca voluttuosamente un cucchiaino di gelato, per esempio, è diventata virale. Quei pochi secondi sono diventati un meme online e hanno conquistato un loro profilo di Instagram. Vedere per credere.

Ma allora chi è questo bel ragazzo, finora solo un promettente attore inglese che nel giro di un mese è diventato un sex symbol al pari dei grandi divi di Hollywood? La rivista americana Variety lo mette addirittura tra i papabili alla successione di Daniel Craig nel ruolo di 007. Lui si schermisce - «Se sei inglese e famoso finisci subito nella categoria dei candidati per interpretare James Bond», ha ironizzato - ma intanto ha ampiamente dimostrato di possedere il carisma e l’autoironia necessari per passare dalla marsina del duca di Hastings allo smoking della spia più famosa del mondo. Se qualcuno obiettasse che è troppo giovane, basterebbe ricordare che Sean Connery debuttò in Agente 007 - Licenza di uccidere a 32 anni.

Figlio di un predicatore inglese e di un’infermiera dello Zimbabwe, Regé-Jean è nato a Londra, poi è cresciuto nella capitale Harare fino all’età di 14 anni ed è poi tornato in Inghilterra per studiare recitazione. Ha iniziato in teatro e ha debuttato in Tv con la fiction Waterloo Road della Bbc. Si è fatto conoscere con il remake di Radici nel 2016 e due anni più tardi è entrato nel favoloso mondo della produttrice Shonda Rhimes (la stessa di Grey’s Anatomy, Scandal e Le regole del delitto perfetto) con la serie legale For the people, che in Italia non è ancora uscita. È stata proprio Shonda Rhimes, colei che trasforma in oro ogni cosa che tocca, a suggerire il nome di Regé-Jean per il provino di Bridgerton. Il resto è storia.

L’attenzione ossessiva del pubblico per questo attore, che vive tra Londra e Los Angeles, è tale che un’ammiratrice sfegatata ha scovato una immagine del nostro eroe in Harry Potter e i doni della morte parte 1, del 2010, nel quale compariva in un cameo accanto a Emma Watson. Un’altra ha notato che appare in un piccolo ruolo nella commedia romantica Silvie’s Love, disponibile su Amazon. Al quotidiano britannico The Guardian, l’attore ha confessato di essere orgoglioso di mettere anche il suo lavoro al servizio dell’impegno sociale, vedi per esempio il suo ruolo di discendente dello schiavo Kunta Kinte nella riedizione di Radici. «Me l’avevano fatto vedere da bambino in Zimbabwe, perché è una storia universale, anche se gli inglesi non amano tanto riflettere sul loro passato coloniale e schiavista», ha dichiarato.

Photo credit: Regé-Jean Page sul set di Radici
Photo credit: Regé-Jean Page sul set di Radici

Il passo da schiavo a duca ribelle in Bridgerton non è tanto breve, ma è un segno dei tempi. «Se Netflix si rivolge a un pubblico mondiale perché non dovrebbe far lavorare gli attori di colore anche nelle serie in costume? Il casting si basa unicamente sul merito e non sulla tonalità della pelle», ha detto lui che si dichiara contro ogni etichetta: bianco, nero, etero, gay. «La storia d’amore tra il duca e Daphne rappresenta il mondo in cui viviamo oggi, letta attraverso una lente femminista: il mio personaggio è ombroso e tormentato, ma grazie all’amore imparerà a cambiare e ad aprirsi ai sentimenti». Insomma, tutto in questo attore fa sospirare d’entusiasmo. Come quando si spoglia nelle numerose scene intime della serie. «Con la co-protagonista Phoebe Dynevor, che interpreta Daphne, sul set avevamo un coordinatore per l’intimità con il quale confrontarci per decidere come muoverci e cosa fare. Lei è un personaggio moderno: all’inizio non sa nulla di sesso perché nessuno gliene aveva mai parlato, poi diventa totalmente consapevole di quello che vuole e lo domanda». Lui la accontenta sempre. E ci chiediamo il perché del suo successo?

Testo di Sara Recordati

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente