Chi c’è dietro al movimento delle Sardine? E chi è Mattia Santori?

Il leader delle Sardine

Mattia Santori è divenuto famoso dopo aver organizzato il flash mob antipopulista in piazza Maggiore, lo scorso 14 novembre a Bologna . Ma chi è il leader delle 6000 sardine Mattia Santori? Open l’ha intervistato.

Chi sono le sardine? E chi è Mattia Santori?

Sono 25 le persone che lavorano alla regia del movimento, tutti “volontari” confermano gli stessi: “Anzi ci perdiamo soldi e impieghiamo gran parte del nostro tempo perché crediamo nelle sardine”. Mattia Santori è nato e cresciuto a Bologna il 10 luglio del 1987, si è diplomato all’istituto alberghiero Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme ha studiato Scienze politiche e Economia e diritto dove si è laureato con 110 e lode.

Il 14 dicembre sarà una giornata importante per il gruppo: flash mob romano e prima riunione con i 150 organizzatori delle piazze provenienti da tutta Italia. “A Roma si chiude una prima fase, con il flash mob più grande di tutti – racconta Santori -. Dobbiamo convogliare l’energia delle piazze nello stesso luogo, alla stessa ora”. Le voci corrono e c’è chi pensa già a un possibile partito delle sardine, ma è proprio il leader a frenare “Lo escludo. Ma questa riunione ha due scopi. Il primo è quello di far emergere un documento programmatico, tre o cinque linee guida che rappresentano il nostro movimento. Il secondo scopo è fare in modo che gli organizzatori, tornando nei territori, liberino quelle energie e facciano in modo che un’area politica faccia proprie le nostre istanze.” Sono gli stessi partiti a farsi avanti però ma Santori rifiuta rispedendo l’invito al mittente: “Confermo. Mi hanno contattato, erano interessati a una collaborazione possibile. Non è il momento per parlarne ed è solo uno dei possibili scenari futuri: le sardine restano fuori dai partiti, questa è la prima regola per permettere al movimento di andare avanti. Ma il dialogo con la politica tradizionale, e quindi i partiti di centrosinistra, arriverà. Prima, però, dobbiamo elaborare le nostre proposte per una politica diversa da quella del centrodestra”.

C’è stato un avvicinamento di Mattia al Partito Democratico ma è durato solo una settimana. Oggi il giovane ha un contratto part-time con una società di ricerca nei mercati energetici ed è presidente dell’associazione La Ricotta. I comandamenti del movimento? “No bandiere, no insulti, no violenza”.