Chi era Giorgio Gucci, il nipote del fondatore della maison fiorentina scomparso ieri

Di Federica Caiazzo
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Bravo - Getty Images
Photo credit: Bravo - Getty Images

From ELLE

Giorgio Gucci è morto ieri all’età di 92 anni: a comunicare la triste notizia sono il necrologio dei parenti e una nota stampa della maison fiorentina fondata nel 1921 da Guccio Gucci. Di quest’ultimo, Giorgio è stato uno dei cinque nipoti appartenente alla terza generazione della celebre famiglia. Giorgio Gucci nacque nel 1928: sua madre Olwen Price è stata l’ex cameriera personale di Lady Francis Hope; suo padre invece altri non fu che Aldo Gucci (1905-1990), primogenito del fondatore del leggendario marchio e Presidente di Gucci Shops dal 1953 al 1986.

Radici familiari a parte, chi era Giorgio Gucci? “Uno dei fautori della memorabile espansione della casa di moda fiorentina – sottolinea la nota stampa riportata da corriere.it, - amato da tutti come un uomo integerrimo e dallo spirito creativo, sostenitore di una casata che ha portato il vessillo della moda e dello stile italiano all’estero”. Sulla scia del successo di cui il nonno Guccio era stato precursore, Giorgio ha testimoniato e vissuto in prima persona la costruzione dell’impero Gucci sotto la leadership del padre Aldo che – insieme ai fratelli Ugo, Vasco e Rodolfo – ha guidato l’azienda a seguito della morte del padre. Dallo spirito imprenditoriale di una famiglia devota all’intuizione del suo capostipite, fu avviata così una serie di aperture di negozi monomarca in tutto il mondo. Fu a Roma, capitale italiana, che Giorgio Gucci iniziò però la sua attività all’interno del marchio. Nel frattempo, il brand si avviava alla costruzione di un impero che avrebbe portato alto – nel corso degli anni - il nome del Made in Italy con negozi a Milano, New York, Londra, Parigi, Palm Beach, Chicago, Beverly Hills e in Asia.

Photo credit: D Dipasupil - Getty Images
Photo credit: D Dipasupil - Getty Images

A Giorgio Gucci inoltre è andato l’onore di testimoniare in prima persona il debutto dell’iconico logo con doppia G negli ormai lontani Anni 60: quello stesso logo è ancora oggi un tratto distintivo richiestissimo, che l’attuale Direttore Creativo Alessandro Michele ha rispolverato più volte dall’archivio della maison riproponendolo stampato sulla canvas di borse e accessori. Ancora, Giorgio Gucci ha vissuto e respirato in prima persona la nascita del prêt-à-porter negli Anni 70, con la prima sfilata Gucci mai organizzata fino a quel momento, tenutasi nel 1981 a Firenze. Roma, dicevamo però, era stata la piazza iniziale di Giorgio Gucci: è nella capitale italiana infatti che il padre Aldo lo introdusse al marchio, in qualità di dipendente nel negozio in via dei Condotti. Poi, dopo la prima necessaria fase di rodaggio, il passaggio alle strategie imprenditoriali.

Photo credit: Laurent MAOUS - Getty Images
Photo credit: Laurent MAOUS - Getty Images

Non mancano infine, nella nota stampa condivisa dalla famiglia di Giorgio Gucci, i riferimenti alle grandi passioni che hanno nutrito e ispirato la sua creatività nel corso della sua vita. “Da buon collezionista d’arte, aveva una sensibilità verso l’effimero che riversava nel gusto artistico delle collezioni Gucci durante gli anni in cui era ai vertici dell’azienda”, precisa la nota. Al buon gusto per l’arte, Giorgio Gucci è stato inoltre un grande amatore del mondo equestre: possedeva una scuderia nei pressi del Monte Argentario (Grosseto), dove si recava ogni estate per prendersi cura dei suoi cavalli. I funerali si terranno in Italia al rientro del feretro: Giorgio Gucci si era trasferito a Barcellona, in cui ha vissuto fino al momento della sua morte.