Chi era Suzy Solidor, la donna più dipinta al mondo dopo la Madonna

Di Marco Arrigoni
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Photo credit: Albin Guillot - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Al secolo Suzanne Louise Marie Marion, Suzy Solidor nacque in Britannia (Francia) nel 1900, figlia di Louise Marie Adeline Marion, una giovane che allora lavorava come donna delle pulizie dell’avvocato padre di Suzy, che mai la riconobbe come figlia, anche se la cercò una volte che lei divenne la nota cantante della scena francese. Il nome Suzy Solidor è ispirato a un quartiere del villaggio francese di Saint-Servan in cui lei abitò. Arrivò a Parigi negli anni Venti, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, durante la quale guidò come volontaria le ambulanze.

Nel 1930 divenne una cantante molto conosciuta e nel 1932 aprì un nightclub chiamato La Vie Parisienne, che anno dopo anno divenne sempre più esclusivo ed elitario, frequentato da aristocratici, uomini d’affari, artisti, donne lesbiche, e nel quale si esibirono anche nomi altisonanti come Edith Piaf e Marlene Dietrich. Era apertamente lesbica e le sue canzoni parlavano di amore e sesso omosessuale senza alcun pudore, fatto sicuramente non comune per l’epoca, soprattutto presso un pubblico tanto ampio quale quello che ascoltava le sue canzoni. È tuttora la donna più dipinta della storia, dopo ovviamente la Madonna, catturata dalle mani sapienti e geniali di circa 225 artisti, tra i quali Pablo Picasso, Georges Braque, Raoul Dufy, Tamara de Lempicka, Marie Laurencin, Francis Picabia, Kees van Dongen, Jean Cocteau, Francia Bacon, fotografata da Man Ray.

Photo credit: Getty Images
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La sua condizione per posare era che le sarebbero stati dati i dipinti da appendere nel suo club. Quindi il locale da lei fondato era completamente cosparso di suoi ritratti, in un caleidoscopio gioco di rimandi a se stessa, in continua espansione. Era insomma puro marketing: vedete che tutti gli artisti di punta mi ritraggono? Quindi venite da me. Allo stesso tempo i pittori potevano sicuramente trarre beneficio dall’essere esposti in quel locale. Insomma do ut des. Durante l’occupazione della Germania, La Vie Parisienne venne frequentato da officiali tedeschi, tanto da arrivare lei stessa a incidere una versione di Lilli Marleen, la canzone d’amore tedesca molto celebre e diffusa durante la Seconda Guerra Mondiale, cantata in francese da Henri Lemarchand. Il fatto di aver aperto il proprio locale ai tedeschi la portò ad essere processata come collaboratrice ed esiliata dalla Francia fino al 1960. Nel periodo di lontananza dal suo paese natale viaggiò molto per gli Stati Uniti, esibendosi come cantante, finché fece ritorno in Francia in Costa Azzurra, ad Haut de Cagnes, dove aprì un nuovo nighclub e si esibì vestita da uomo, facendosi chiamare l’Ammiraglio.

Photo credit: Getty Images
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Suzy Solidor morì a Cagnes-sur-Mer nel 1983, portando via con sé il suo fascino unico e ammaliante, la sua verve da palcoscenico, la sua sensualità innata e racchiusa in un corpo longilineo, androgino e dalle ampie spalle. Ma la sua morte ha anche in qualche modo cancellato la grande fama che costruì a Parigi tra le due guerre, che vale sicuramente la pena di riscoprire e apprezzare.