Chi tra i membri della Royal Family è andato in terapia?

Di Francesca D'Angelo
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Photo credit: Getty Images
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From ELLE

Questo articolo vi sarà utile per almeno due buone ragioni. La prima (che è quella più importante): se persino la royal family ricorre alla terapia, vuol dire che questa non è, come purtroppo ancora si pensa, "da looser" o peggio ancora da matti. La terapia è una risorsa preziosissima e sceglierla è il primo segno di sanità mentale: chi inizia un percorso psicologico ha deciso che vuole stare bene e sceglie di prendersi in mano, a costo di guardare, negli occhi, i propri demoni. Il fatto che metà della royal family sia stata, o sia ancora, in analisi è insomma la migliore campagna di sensibilizzazione che si possa avere. Al grido di "it's ok not to be ok" la royal family ci aiuta a guardare a un problema mentale esattamente come a un problema fisico: senza vergogna, sensi di colpa o recriminazioni. Il principe William e Kate Middleton hanno addirittura fondato la charity Heads Together.

L'altra ragione (decisamente più faceta) è che dopo aver letto questo articolo smetterete di invidiare chi porta la corona. Hanno un sacco di rogne e tutto quello che sta succedendo a seguito dell'intervista di Meghan e Harry a Oprah è solo un piccolo esempio.

Ora, però, arriviamo al punto e rispondiamo alla domandona del titolo ossia Chi della royal family è andato in terapia?

Il primo nome che viene in mente a tutti è Lady D non fosse altro per il fatto che è stata la prima a parlare apertamente del tema. Era il 1995 e la nostra, coraggiosamente, ha svuotato il suo personalissimo vaso di Pandora, che è poi è simile a quello di molte di noi. Ha raccontato alla Bbc dei suoi problemi di depressione, dei disturbi alimentari e di come l'aiuto di un esperto fosse stato decisivo per lei (anche se il fratello sostiene che l'intervista fosse stata manipolata...). "Forse sono stata la prima persona di tutta la storia di questa famiglia a cadere in depressione o a ritrovarsi in un mare di lacrime", dichiarò Lady D, "e questo naturalmente è scoraggiante perché, se nessuno ha mai visto una cosa del genere, chi potrà esserti d'aiuto?".

Photo credit: Tim Graham - Getty Images
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Chi ha visto la quarta stagione di The Crown sa che anche la Principessa Margaret, ossia la sorella minore della regina, non se l'è passata proprio benissimo: complesso di inferiorità a parte (provate voi ad avere come sorella maggiore la Queen...), è incappata in diversi amori sbagliati e negli anni 70 ha pure divorziato con il marito Antony Armstrong-Jones. Lei non ha mai confermato pubblicamente di essere stata in analisi, ma le biografie non ufficiali lo danno per certo. Si parla addirittura di esaurimento nervoso.

Inoltre lo scorso Natale la stessa Regina Elisabetta voleva mandare tutti in terapia. Secondo i ben informati, sarebbe stato quello il suo regalo di Natale: una bella seduta familiare perché, stando a una fonte vicina alla Family, "Elisabetta non era convinta che Carlo, i Sussex e i Cambridge fossero in grado di risolvere da soli le loro divergenze: era arrivato il momento di un aiuto professionale". Ma c'è di più. Secondo il libro The Governess di Marion Crawford, la stessa Queen avrebbe sofferto di disturbi ossessivo - compulsivi da bambina. E voi direte: e che ne sa, questa Marion, dell'infanzia di Elisabetta nostra? Parecchio, miei cari, visto che Crawford è stata la maestra dell'allora principessa Lilibet...

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Ma andiamo avanti e scaviamo più a fondo sui trascorsi terapeutici degli altri membri reali.

Il Principe Harry ci ha messo un po' prima di andare dall'analista. Il lutto della madre lo aveva travolto quando lui aveva 12 anni e, da allora, cercava solo di non pensarci. "Probabilmente sono stato vicino a un esaurimento nervoso molte volte, perché da ogni angolo mi piovevano addosso bugie, dolori, pregiudizi", ha dichiarato Harry in una intervista al Telegraph rilasciata nel 2017, "Il mio modo di affrontare la morte di mamma era mettere la testa sotto la sabbia". Poi a 28 anni, grazie anche allo sprone del fratello Williams, si è deciso e ha iniziato la terapia. Fin dalla prima chiacchierata ha capito che quella era la strada giusta: non si sentiva più solo, molte persone avevano purtroppo fatto la sua stessa esperienza e c'era un modo per guardarla, leggerla e forse anche accettarla. Ora Harry invita tutti a intraprendere un percorso psicologico: "resterete esterrefatti da quanto aiuto potrete ricevere anche solo dalla prima chiacchierata!", assicura.

Photo credit: Shaun Botterill - Getty Images
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Quanto a Williams, ha capito di aver bisogno di un supporto quando iniziò a lavorare al Armed Forced, come pilota del elisoccorso della Raf. Per capirci, ha visto quello che vedono gli operatori delle nostre ambulanze, ma moltiplicato per centomila. In quel frangente, Williams non ha retto. Qualcosa si è rotto dentro di lui ma la frattura è stata, per certi versi, preziosa visto che gli ha permesso di capire "quanto tendiamo a nascondere le nostre emozioni: soprattutto noi inglesi, siamo imbarazzati a parlarne", come ha ammesso lui stesso nel 2019, in occasione dell'evento Heads Together.

E poi ci sono loro: Kate e James Middleton. Lui ha sofferto di depressione, che ha affrontato attraverso un percorso di analisi cognitiva comportamentalista, mentre la sorella Kate ha fatto fatica ad affrontare il suo ruolo di madre e, da allora, è in prima linea per sensibilizzare sui problemi di salute mentale.

Last but not least, Meghan Markle. La nostra deve far fronte a tutti i gossip, cattiverie e fake news che, ogni giorno, travolgono lei e il marito. No: non è facile. Se poi in mezzo a questa tempesta social di troll ti succede anche di perdere il figlio... Ha avuto un aborto spontaneo a luglio. Lo ha raccontato lei stessa al The New York Times e con l'intervista a Oprah ha vuotato completamente il sacco, raccontando della sua depressione e dei suoi pensieri suicidi e di non aver ricevuto nessun aiuto dalla Royal Family. "Perdere un figlio significa portare un dolore quasi insopportabile, vissuto da molti ma di cui parlano pochi", aveva dichiarato al NYT. "Alcuni hanno coraggiosamente condiviso le loro storie; hanno aperto la porta, sapendo che quando una persona dice la verità, dà la licenza a tutti noi di fare lo stesso".