Chiara Ferragni rompe il silenzio e dice la sua sui vaccini

Di Redazione Digital
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Photo credit: Claudio Lavenia - Getty Images
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From ELLE

Tutto è iniziato ieri con un semplice sondaggio pubblicato da Chiara Ferragni sulle proprie storie di Instagram, in cui l’influencer chiedeva ai suoi follower un’opinione sul nuovo piano vaccinale della Lombardia, ricalcolato per fasce d’età. Nel post si legge: “A metà maggio, verosimilmente il 14 maggio, la Lombardia sarà in grado di aprire le prenotazioni agli under 49 (4.073.278 persone): iniziando la somministrazione l’8 giugno si concluderà con le prime dosi entro il 18 luglio”. La domanda è: “Ci crediamo?”; le risposte: “sì” e “figurati”. La storia successiva rivela i risultati del sondaggio: solo il 7% ha fiducia, mentre il 93% crede che la regione che non ce la farà. “Io faccio parte di quel 93% – scrive Chiara. Assurdo come sia stata gestita male la situazione vaccini in Italia e soprattutto in Lombardia. La nonna di Fede di 90 anni ancora non è stata sottoposta alla prima dose. Spero veramente che le cose cambino”. Segue la condivisione di una serie di post della pagina @factanza dove si ricordano le difficoltà organizzative riscontrate, di cui gli anziani, avvisati la sera prima della vaccinazione e mandati in hub sbagliati, sovraffollati o vuoti, hanno pagato il prezzo più alto.

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Il tema sta molto a cuore a Chiara Ferragni e a Fedez, la cui nonna fino a stamattina non aveva ancora ricevuto la prima dose di vaccino, nonostante la veneranda età di 90 anni compiuti proprio 4 giorni fa. Fino a stamattina perché dopo lo sfogo dell’influencer la regione è corsa ai ripari e oggi – come racconta in un lunghissimo post l’imprenditrice digitale – “un addetto alla vaccinazione ha chiamato nonna Luciana chiedendo ‘Lei è la nonna di Fedez? Alle 12 può venire a fare il vaccino’”. “Se ieri ero arrabbiata oggi lo sono ancora di più pensando che nonna Luciana, che aveva diritto di essere vaccinata da mesi, riesce a far rispettare un suo diritto solo perché qualcuno ha paura che io possa smuovere l’opinione pubblica. E invece le altre nonne che hanno lo stesso diritto e non hanno chi può farsi sentire mediaticamente come faranno?” si chiede Chiara, facendosi paladina di tutte le persone fragili, “i cui diritti fino ad oggi sono stati calpestati”: “chiedo il vaccino per tutte loro”.

Photo credit: Edward Berthelot - Getty Images
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Nelle parole che seguono Chiara, che si dice “delusa, dispiaciuta, amareggiata e anche un po’ incazzata” perché “da più di un anno la gente muore” di Covid, amplia lo sguardo e riflette sul senso di precarietà e insicurezza avvertito da amici, conoscenti e anche gente comune, che hanno perso un parente, hanno dovuto chiudere l’attività, non hanno più un lavoro o sono in cassa integrazione, hanno le scuole chiuse e i figli a casa tutto il giorno in dad, ma a cui viene chiesto “di avere pazienza e tenere duro”. “E tutto questo perché? Perché da un anno gli errori di chi dovrebbe prendersi cura di tutti noi si susseguono”. Dalle mascherine che prima mancano e poi si acquistano a prezzi maggiorati ai tamponi che all’inizio non si trovano e poi quando ci sono non si possono effettuare perché mancano i reagenti. Dagli errori nel tracciamento dei contagi alla penuria delle terapie intensive fino alla disorganizzazione del piano vaccinale. “Vedere l’Europa a corto di vaccini perché non è riuscita a fare a fare un accordo decente con le case farmaceutiche è desolante. Vedere la Lombardia che fa un casino dietro l’altro è scoraggiante”.

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L’imprenditrice digitale si dice arrabbiata nel vedere “i responsabili che continuano a sbagliare” e ne ha davvero per tutti. “Sia quelli che c’erano e sono andati via che quelli che ci sono sempre stati e sono ancora sulle loro poltrone senza vergogna. Fino ai nuovi responsabili, quelli che sono arrivati e non si prendono le colpe di quello che continua a succedere”. In questo lungo sfogo Chiara Ferragni dà voce a un disagio e a un rancore collettivo verso una classe politica italiana ed europea che a suo parere non si è dimostrata all’altezza del compito e non usa mezzi termini quando chiede: “vogliamo che vi diate una mossa, che se sbagliate chiediate scusa e poi lasciate le vostre poltrone a chi ne ha la capacità”.

Chiara ammette di sentirsi in dovere di fare qualcosa per il proprio Paese in quanto “persona privilegiata”, proprio come fece lo scorso anno con la raccolta fondi a favore del reparto di terapia intensiva del San Raffaele (che valse a lei e a Fedez l’Ambrogino d’Oro), ma riconosce di non aver trovato “una soluzione” e di aver scelto di fare questo importante appello sui social, rivolto anche al presidente del Consiglio Mario Draghi, “persona che stimo e per la quale va il mio supporto e comprensione perché non posso nemmeno immaginare quanto è incasinata la situazione che ha ereditato”. E conclude “Questo appello lo faccio ancora di più ad ogni singolo politico, ministro, parlamentare, presidente di regione, ecc. A loro dico basta: basta chiacchierare! Basta! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare perché la gente è stanca! Vogliamo tornare ad essere orgogliosi di essere lombardi, italiani, europei! Perché oggi non siamo più certi di poterlo essere!”. Grazie Chiara.