A Chicago, una residenza opera d'arte

Di Emanuela Mastropietro
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Richard Powers
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From Marie Claire

Nel living, sofà Villa, Holly Hunt, come il side table Portia Drinks; tavolo centrale di Anees; consolle Tivoli, Chai Ming Studios; due lampade da terra di Holtkoetter; chandelier Nimbus, CTO Lighting. Sopra il camino, Cosmic Wanderlust, di Michiko Itatani; sul fondo, scultura in bronzo Rorschach, di Lionel Smit.

Un interno caldo e avvolgente, votato alla convivialità, in dialogo virtuoso tra easy living e spirito sartoriale. Siamo a Chicago, terza metropoli degli Stati Uniti dopo New York e Los Angeles, in un grattacielo di quaranta piani di recente costruzione sulla Gold Coast. Questo è il quartiere dell'élite, dove edifici svettanti tra le nuvole convivono con case vittoriane dallo charme d'antan.

Photo credit: Richard Powers
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Qui, in un appartamento di settecentocinquanta metri quadrati affacciato sull'azzurra immensità del lago Michigan, una coppia appassionata d'arte ha deciso di trasferirsi quando i tre figli ventenni sono andati a vivere da soli. «Antidoto alla "sindrome del nido vuoto", il ritorno in città dopo la parentesi in un sobborgo residenziale ha permesso ai padroni di casa di ritrovare un'eccitante vitalità urbana», racconta l'interior designer Tom Riker, che ha firmato il progetto con il partner di vita e lavoro James Dolenc.

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I due soci, fondatori dello studio JamesThomas, hanno lavorato a stretto contatto con i proprietari, loro clienti da quindici anni. «Amanti dei ricevimenti e delle riunioni familiari, ci hanno chiesto di declinare parole chiave come calore, relax e ospitalità in un contesto abitativo ritmato da un'importante collezione di opere d'arte». In collaborazione con Thomas Shafer Architects, i decoratori hanno concepito ex novo una planimetria in cui gli ambienti – dalle dimensioni generose e stilisticamente coerenti – si aprono uno sull'altro, per una libera circolazione di aria e luce.

Un'impeccabile eleganza senza tempo, sensibile ai contrasti materici, scandisce il linguaggio della residenza sin dall'ingresso, con un'onirica wallpaper e sospensioni dalle geometrie orientali a dare il benvenuto, ammorbidendo la solennità del marmo e il classicismo dei rivestimenti in legno massello. Attraverso il filtro di sobri pannelli in noce (una sorta di "pentagramma verticale") il living si svela gradualmente in fluida continuità con la zona pranzo, che sfoggia una scenografica cantina high-tech e un mobile bar. «Nell'angolo conversazione un'intera parete è allestita come una galleria. Il sistema per appendere e illuminare le tele duetta magistralmente con gli elementi circostanti».

Privilegiando le icone del design contemporaneo, gli arredi sono rivestiti di nobili tessuti; a enfatizzare il feeling di festosa accoglienza concorrono i tappeti in velluto, che accarezzano i pavimenti, e rilassanti cromie cerulee dal sofisticato impatto estetico. «Il blu accentua la comunicazione con l'esterno evocando il cielo e l'acqua, la cui visione è garantita dalla terrazza panoramica e dalle maxivetrate. Abbiamo scelto tonalità delicate, per non entrare in competizione con l'incommensurabile bellezza del paesaggio». Anche solo immaginare la sfida sarebbe stato presuntuoso.

Photo credit: Richard Powers
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