Christian De Sica: “Mi vergognavo a fare l’attore, andai in Venezuela”

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Christian De Sica, impegnato in teatro dopo il successo con il film Sono solo fantasmi, ha rilasciato un’intervista molto intima al Corriere della Sera. L’attore, che a breve salirà sul palco dell’Ariston come ospite dell’ultima serata del 70esimo Festival di Sanremo, ha confessato che prima di buttarsi nel mondo dello spettacolo è ‘fuggito’ in Venezuela.

Christian De Sica: la ‘fuga’ in Venezuela

Christian De Sica, dopo il successo dello spettacolo teatrale ‘Christian racconta Christian de Sica’, è tornato subito ad immergersi in un nuovo progetto. In attesa di salire sul palco dell’Ariston, come super ospite della serata finale del Festival di Sanremo, ha rilasciato un’intervista molto intima al Corriere della Sera. Figlio d’arte, Christian non avrebbe voluto lavorare nel mondo dello spettacolo. Per paura di non essere all’altezza di papà Vittorio e di mamma Maria Mercader, giovanissimo ha deciso di lasciare l’Italia e volare in Venezuela. Ha raccontato: Mi vergognavo a fare l’attore, con padre attore e grande regista, e madre attrice. Mi sentivo un cane, non volevo fare brutte figure e, siccome avevo una fidanzatina venezuelana, me ne andai dall’altra parte del mondo: conoscevo lo spagnolo grazie a mamma e volevo provare a cimentarmi nelle prime esperienze artistiche lontano da casa per non dover subire ingombranti paragoni. All’inizio, non trovando lavoro, mi adattai a fare il cameriere in un albergo lussuoso, il Tamanaco Hotel di Caracas (…). Fu la conoscenza di un ricchissimo che mi cambiò le prospettive. Renny Ottolina, un produttore radio-televisivo, soprattutto un personaggio molto conosciuto e amato dal pubblico, una specie di Mike Bongiorno. Mi prese in simpatia e mi offrì un contratto da cantante-attore, intrattenitore”. Soltanto dopo questo primo periodo di confusione, De Sica ha deciso di lanciarsi nel mondo della recitazione e mai scelta fu più azzeccata.

La scelta di diventare attore

Tornato in Italia, Christian ha comunicato a papà Vittorio di aver deciso di diventare attore. De Sica ha raccontato: “Mi ero iscritto alla facoltà di Lettere, papà voleva che mi laureassi. Quando gli avevo espresso il desiderio di fare l’attore, mi aveva risposto a brutto muso: ‘Sei matto?’ Per accontentarlo, frequentavo le lezioni di giorno, però di sera di nascosto cominciavo a esibirmi in qualche locale. Ho dato solo 7 esami: due 30 e lode e cinque 30. Per fortuna non ho continuato, sarei stato un laureato fallito”. Fin da subito, l’attore ha dimostrato di avere la stoffa giusta e quando suo papà è morto lui aveva solo 23 anni ma era già un nome importante dell’ambiente. Christian ha raccontato anche un aneddoto della sua infanzia molto divertente: “Per esempio quella volta che venne a casa Charlie Chaplin e, assieme a mamma, aspettavamo papà. Avrò avuto 5-6 anni e il grande Charlot, già anziano, per intrattenermi nell’attesa, giocava con la sua bombetta. Io non sapevo chi fosse e, quando arrivò mio padre, gli dissi ‘c’è un vecchio scemo che gioca col cappello!’”. Un’infanzia felice, seppure i genitori siano stati molto severi, ma anche un’esistenza completamente appagante. De Sica è felice del bambino che è stato e dell’adulto che è diventato. Tra l’altro, tra qualche giorno sarà ospite di Sanremo 2020 e non può che esserne onorato.