Ci mancherai Pierre Cardin, addio al gigante della moda e artista visionario dai modi gentili

Di Monica Monnis
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Photo credit: Reg Lancaster - Getty Images
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From Cosmopolitan

Quando pensavamo che questo infausto 2020 ormai agli sgoccioli non potesse più provocare ulteriori ferite, ecco che è arrivata la notizia della morte di Pierre Cardin, uno dei più grandi couturier della storia della moda del '900. Un gigante, un maestro, un genio, un pigmalione, un esempio, grande non solo per i magnifici abiti visti in passerella ma anche e soprattutto per l'eleganza e il savoir faire nei modi da gentleman d'antan che lo hanno fatto arrivare al cuore di molti. Pierre Cardin è morto oggi 29 dicembre a 98 anni nell'ospedale americano di Neuilly vicino Parigi e il fashion biz perde uno dei suoi tasselli più preziosi ma con la promessa di conservrne per sempre l'heritage e le intenzioni.

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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Pietro Costante Cardin nasce il 2 luglio 1922 a Sant'Andrea di Barbarana, frazione del comune di San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, in Veneto da una famiglia di agricoltori, ma cresce in Francia, paese dove muove i primi passi nella moda fino a diventare uno tra i più importanti couturier della seconda metà del Novecento. A 14 anni, l'apprendistato da un sarto a Saint- Étienne, poi una breve esperienza da Manby a Vichy: la svolta nel 1945 con il trasferimento a Parigi prima chez Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Dopo essere stato scartato da Cristobal Balenciaga, Pierre diventa il primo sarto della maison Christian Dior durante la sua apertura nel 1947 e il resto è storia. Nel 1950 nasce la sua casa di moda che tre anni dopo si apre al mondo bellissimo dell'haute couture. Nel 1951 si fa conoscere al grande pubblico grazie alla creazione di numerosi e spettacolari costumi per il ballo in maschera organizzato a Venezia da Carlos de Beistegui.

Photo credit: Bertrand Rindoff Petroff - Getty Images
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I suoi punti di forza? Lo stile unisex, la sperimentazione sia nelle forme sia nei materiali (nel 1954 nasce il famoso bubble dress, l'abito a bolle che rimane uno dei più rappresentativi della sua arte), la commistione tra made in Italy e l'estetica parigina, la visione imprenditoriale (nel 1959 fu il primo stilista ad aprire in Giappone un negozio d'alta moda e a firmare una licenza con i grandi magazzini Printemps).

Photo credit: STAFF - Getty Images
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Ma non solo moda: negli anni '80 acquista i celebri ristoranti parigini Maxim's per poi aprirne filiali a New York, Londra e a Pechino nel 1983 e una catena di hotel, ma anche un castello a Lacoste abitato nel passato dal Marchese de Sade, palazzo Ca' Bragadin a Venezia e Palais Bulles (Il palazzo delle bolle) progettato dall'eccentrico architetto Lovag Antti. Alla mostra del cinema di Venezia 2019 la celebrazione del suo estro con il docu-film House of Cardin di P. David Ebersole, Todd Hughes, pochi mesi dopo l'apertura di una mostra monografica dedicata al "gigante della moda" negli Usa, nel Brooklyn Museum.

Photo credit: Foc Kan - Getty Images
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La sua ultima apparizione ufficiale risale allo scorso 22 settembre al Teatro Chatelet di Parigi dove nel pieno della fashion week parigina, il designer ha festeggiato i 70 anni di carriera con un grande evento al Theatre du Chatelet, accompagnato dai nipoti e insieme ad amici e colleghi, tra i quali lo stilista Jean Paul Gaultier, Christian Louboutin e Ines de la Fressange. "I vestiti che preferisco sono quelli che io invento per una vita che non esiste ancora, il mondo di domani", diceva, e questo suo insegnamento rimarrà per sempre.