Cia: nel senese raccolta grano -30%, a rischio produzione olio

Image from askanews web site
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Roma, 30 giu. (askanews) - Campagne senesi a secco: a causa della siccità il raccolto di grano è in calo del 30%, ma è a rischio anche la produzione di olio extravergine di oliva. Il presidente Cia Siena Federico Taddei spiega che la situazione è critica ormai su tutto il territorio provinciale. "Il settore cerealicolo è in questo momento quello più colpito - dice - anche perché ormai per alcune colture come il grano la situazione è compromessa in maniera irreversibile, perché siamo in periodo di mietitura e i dati che gli agricoltori ci stanno inviando sono veramente preoccupanti, forti diminuzioni delle rese e qualità del prodotto non eccellente per colpa della mancanza di acqua. Siamo ad un meno 30% del raccolto potenziale".

Oltre al grano, si attendono comunque raccolti con forti diminuzioni di rese anche su colture come girasole e mais, visto che quest'ultimo in particolare necessita di grandi quantità di acqua per crescere.

"Per gli oliveti si prevede un'altra annata complicata - aggiunge Taddei -.Nonostante una fioritura eccezionale, l'allegagione è stata scarsa per colpa delle alte temperature avute proprio nel periodo di fioritura e qualora questa situazione di forte siccità dovesse persistere ancora qualche settimana, avremo probabilmente uno stress idrico tale da provocare la cascola dei frutti presenti".

Anche nei vigneti si vedono le prime avvisaglie di stress idrico. "L'andamento stagionale ha favorito una crescita accelerata dei germogli - spiega il presidente Cia Siena - e in questo momento siamo ad una - due settimane in anticipo rispetto al normale andamento; crescita ormai bloccata per colpa del caldo eccessivo. E' ancora presto per fare stime, ma in annate come questa possiamo prevedere una diminuzione inferiore del 30%".

"Dobbiamo iniziare a pianificare il futuro se vogliamo continuare a produrre sui nostri territori - avverte Taddei - Anche perché una gestione della risorsa idrica porterebbe sicuramente anche ad una diminuzione degli sprechi che oggi sono molto rilevanti". Serve quindi "un piano straordinario di ripulitura di tutti quegli invasi che sono già presenti, una progettazione coordinata con tutti gli enti competenti per arrivare in pochi anni a mettere in sicurezza il territorio da queste situazioni che, ormai, non sono più eccezionali".

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