CIRCULATION(S) 2021 sfida anche la pandemia, con disobbedienza, donne e poesia

Di Simona Marani
·5 minuto per la lettura
Photo credit: «Don’t look at me» (2016-2020) © Karolina Ćwik / festival circulation(s) 2021
Photo credit: «Don’t look at me» (2016-2020) © Karolina Ćwik / festival circulation(s) 2021

Circolare liberamente è una delle cose che non possiamo ancora fare, mentre il Festival CIRCULATION(S) si reinventa, affidando alle immagini il compito di fluire insieme alle idee. Usando la stessa energia che esplora pratiche, forme e visioni da oltre un decennio, per sfidare consuetudine e limiti di questi tempi incerti, l’11 edizione del Festival della giovane fotografia europea, continua a mappare il territorio del presente che pratica disobbedienza, bootyshake, rituali ancestrali e turismo intersiderale, senza dimenticare quello più intimo e conflittuale che segna il corpo insieme al resto. Il corpo e l’opera della giovane fotografa polacca Karolina Ćwik, costantemente toccati e messi a dura prova dalla mancanza di confini tra femminilità e maternità. Sopraffatti dall’amore sconfinato per il figli (più indelebile del pennarello), ma incapaci di placare la stanchezza del sacrificio che richiede alla donna, dando voce a Don’t look at me.

Conflitti implacabili, affrontati giocando a "E se fossi in te?" per la russa Varya Kozhevnikova e sua figlia Lera, quando iniziano a indossare vestiti e scarpe della stessa taglia. Scambiandosi abiti e ruoli per sperimentare nuove coordinate della relazione madre-adolescente-figlia, Varya a 32 anni e Lera a 13, giocano con l'ambigua relazione tra il bisogno di separazione e il desiderio di riavvicinamento, alla base di ogni relazione profonda. Il loro 13.31 indossa anche la mascher(in)a perfetta, per mantenere le distanze che avvicinano i 29 progetti dei 33 artisti di 12 differenti nazionalità di questa edizione del festival fotografico, nei 39000m² del Centquatre (104) nel 19° arrondissement di Parigi, osservando le limitazioni imposte dalla pandemia, al punto fa ospitare anche una postazione vaccinale.

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Focalizzato sulle tematiche più sentite, vissute e visualizzate dai giovani sguardi europei puntati sul contemporaneo, l’edizione 2021 del festival che riparte dal centro culturale parigino e i siti satellite, in Francia e all’estero, offre nuove prospettive a viaggio e politiche migratorie, identità e memoria storica, speculazione urbana e spettacolarizzazione della cultura, insieme alle dinamiche che stanno cambiando le relazioni dell’universo femminile con il potere e la violenza. Anche quando toccano la nostra dipendenza dalla tecnologia, con il progetto senza nome ma immagini molto eloquenti dell'ucraina Hanne (Hanna) Zaruma, o la controversa prospettiva di un figlio come il francese Mathias De Lattre, con la ricerca sulla psilocibina per il disturbo bipolare della sua Mother’s therapy.

Il progetto autobiografico Be a Woman dell’italiana Chiara Cordeschi non trascura nessuna fase o stereotipo di genere della vita di una donna, dalla nascita e il matrimonio, al ciclo mestruale e la vecchiaia. L'installazione fotografica Sober(viver) dell’artista e attivista anglo-brasiliana Nina Franco, arriva a usare anche chiodi di ferro, fili e veli rossi, per palesare il ciclo di violenza dei legami che continuano a uccidere le donne, insieme alla mancanza di accesso ad aborti sicuri.

Photo credit: © Hanne (Hanna) Zaruma, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Hanne (Hanna) Zaruma, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Mathias De Lattre, festival circulation(s) 2021(1)
Photo credit: © Mathias De Lattre, festival circulation(s) 2021(1)
Photo credit: © Chiara Cordecchi, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Chiara Cordecchi, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Nina Franco, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Nina Franco, festival circulation(s) 2021

La Special Gyal della franco-senegalese Aida Bruyère, stampata su fanzine, poster, carta da parati, t-shirt e mutandine, esplora questioni di appropriazione culturale e femminismo, con l’inventario di movimenti, posture, energia e potere, emanati dai corpi femminili che praticano il bootyshake che arriva da diversi paesi del Sud e dell’Africa, scuotendo il cuore di una battaglia di dancehall di origine giamaicana. Balli di strada nati per riappropriarsi di stereotipi e stigmatizzazioni della cultura popolare, usati in questo caso dalle donne, anche contro quelli perpetrati dai testi sessisti e violenti della musica che l'accompagna.

Photo credit: © Aida Bruyère festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Aida Bruyère festival circulation(s) 2021
Photo credit: © INKA & NICLAS, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © INKA & NICLAS, festival circulation(s) 2021
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Gli obiettivi puntati alle dinamiche e identità del familiare, con la sfera domestica di A Blurry Aftertaste dell’italiana Eleonora Agostini. Un progetto a lungo termine, interessato alle relazioni di potere in gioco nelle immagini, quanto il rituale di viaggiare e fotografare realizzato per i Family portraits anonimi e abbaglianti dalla coppia Inka e Niclas Lindergård. Viaggi che parlano del rapporto con la città, il sesso, la famiglia, se stessi e gli altri, con le Tokyo Stories della francese Elodie Grethen. Di migrazione, identità e realtà transatlantiche con Playing with Visual Fragments della portoghese Sofia Yala Rodrigues, di migrazione polacca verso i paesi del Sud America dalla fine del XIX secolo e della fragile materiale della memoria, con foto, documenti d’archivio, album di famiglia e parecchia poesia del Waiting for the snow di Marianne & Katarzyna Wasowska. Poesia che si interroga sul potere della cultura e sul ruolo che esercita come strumento di protesta e di denuncia delle disuguaglianze politiche, con 'Le Spleen de Casablanca' di Abdellatif Laâbi e il Naufrage elaborato dal francese Mathias Ponard, lasciando il porto francese di Sète per quello marocchino di Tangeri.

Photo credit: © Elliott Verdier, festival circulation(s) 2021(1)
Photo credit: © Elliott Verdier, festival circulation(s) 2021(1)
Photo credit: © Eleonora Strano, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Eleonora Strano, festival circulation(s) 2021

Il festival gonfio di rabbia e poesia, indagini approfondite e finzioni ideali, estende il suo sguardo acuto e la ricerca dell’immagine, fino all'immaginario spaziale e la nostra percezione di credenze, finte concezioni e scenari costruiti, con l’installazione multimediale The Universe Makers, dell’artista italiana Bianca Salvo che vive e lavora a Bogotá. Esplora gli abissi del trauma più impalpabile e silenzioso della guerra e di quella sanguinaria della Liberia con Reaching for Dawn del francese Elliott Verdier. La catastrofe nucleare e la ricerca di modi per guarire dalle sue ferite, con lo strano equilibrio del mondo a cavallo tra passato e futuro di Ex Materia dell’italiana Eleonora Strano. Fotografa l'inquinamento che cambia il paesaggio del piccolo villaggio di Pego Negro (letteralmente "scarico scuro"), con le acque del Rio Tinto che lo attraversa, usate dal portoghese Bruno Silva per le sue stampe in bianco e nero e le inquietanti solarizzazioni dovute agli alti livelli di candeggina gettati nel fiume.

Photo credit: © Bruno Silva, festival circulation(s) 2021(2)
Photo credit: © Bruno Silva, festival circulation(s) 2021(2)
Photo credit: © Bobby Beasley,  festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Bobby Beasley, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Benjamin Schmuck, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Benjamin Schmuck, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Anne Sophie Auclerc, festival circulation(s) 2021
Photo credit: © Anne Sophie Auclerc, festival circulation(s) 2021

Nel mare di progetti realizzati durante i mesi d’isolamento della pandemia, la direzione artistica del collettivo Fetart, ha selezionato anche la quotidianità dell’universo Suspenso (sospeso) nella casa dei nonni della portoghese Beatriz Banha, insieme alle immagini dei piaceri più semplici e divertenti, realizzate dall’inglese Bobby Beasley con Roughly 1,000 Miles Per Hour. I progetti, la fotografia e le idee che circolano con il festival francese, sono molti di più e filtrano anche con la morte. O meglio, con la rappresentazione della morte di Raise the Wise Men del francese Benjamin Schmuck, con la tensione che ci spinge a flirtare con la morte per sentirci vivi, con la quale la francese Anne-Sophie Auclerc ricorda che è 'Non è consigliabile nuotare in un lago durante un temporale'.

How to: CIRCULATION(S) / 11th edition Festival of Young European Photography, Le CENTQUATRE-PARIS (6 marzo - 2 maggio 2021) www.104.fr.