Ciro Esposito, attore dai mille volti: la sua carriera da "Io speriamo che me la cavo" a "Gomorra"

Di Lucia Resta
·7 minuto per la lettura
Photo credit: Ernesto Ruscio - Getty Images
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Quando, a soli 10 anni d'età, Ciro Esposito si ritrova a interpretare l'intensissimo ruolo di Raffaele Aiello nell'iconico film Io speriamo che me la cavo, è già un attore "navigato". Sì perché lui sul palco ci è praticamente nato. Anche se quella pellicola diretta dalla mitica Lina Wertmüller segna il suo esordio al cinema, Ciro ha già alle spalle molti spettacoli teatrali.

La sua carriera da bambino prodigio inizia a 6 anni grazie alla compagnia teatrale amatoriale dei suoi genitori. Viene notato subito e ingaggiato per commedie impegnative come quelle di Eduardo Scarpetta ed Eduardo De Filippo. Per questo Lina Wertmüller non ha dubbi nello sceglierlo per uno dei ruoli più difficili del suo film, tratto dal romanzo di Marcello d'Orta. E poi lo richiama, molti anni dopo, per il film tv Mannaggia alla miseria (nel 2010).

Nel frattempo Esposito ricopre moltissimi altri ruoli, perché di fatto non si ferma mai: tra teatro, cinema e tv lavora sempre, da bambino, da adolescente, da ventenne e anche ora, che ha quasi 40 anni (li compie il 26 ottobre 2021), non abbandona mai le scene. Ha pure trovato il modo di ovviare allo stop imposto dalla pandemia al mondo dello spettacolo creando una web serie (fatta benissimo) con alcuni suoi amici attori napoletani.

Ciro Esposito, il Raffaele Aiello di Io speriamo che me la cavo

Quando in Io speriamo che me la cavo Ciro Esposito compare sulla porta dell'aula del maestro Marco Tullio Sperelli (Paolo Villaggio) e si presenta come Aiello Raffaele ed è semplicemente insopportabile, una vera faccia da schiaffi, tanto da riuscire a strappare subito uno schiaffone dalle mani del maestro, che immediatamente se ne pente e ne trae una lezione di vita per gli altri alunni. All'inizio del film è un vero e proprio bulletto che a soli 10 anni ha gli orecchini e il gel tra i capelli, ordina al maestro di mettergli "presente" sul registro e chiama un altro alunno "uno dei suoi uomini", di cui ha bisogno per qualcuna delle sue malefatte.

Ma proprio la trasformazione di Raffaele Aiello è una delle linee narrative che regala più emozioni in quel capolavoro cinematografico che, tra una lacrima e una risata, racconta una realtà difficile come quella dei bambini che rischiano di ritrovarsi subito nelle grinfie della camorra. Ciro Esposito già da piccolo riesce a interpretare un ruolo intenso, difficile, con picchi incredibilmente emozionanti come la sua corsa in motorino dietro al treno su cui è salito il maestro Sperelli e a cui lui consegna il suo tema che si chiude proprio con la frase sgrammaticata che dà il titolo al film.

Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Ciro Esposito tra cinema e televisione

Una performance come quella in Io speriamo che me la cavo non può passare inosservata e infatti Ciro diventa subito uno dei bambini attori più richiesti per il grande e il piccolo schermo. Al cinema lo vediamo nel film Fiorile di Paolo e Vittorio Taviani nel 1993, l'anno dopo è in Sarahsarà di Renzo Martinelli, stesso regista che lo richiama nel 1997 per un piccolo ruolo in Porzûs.

Esposito ottiene dei ruoli anche nei film di Carlo Vanzina Vacanze di Natale 2000, del 1999, ed E adesso sesso, del 2001. Per qualche anno è troppo impegnato in tv, ma nel 2013 torna al cinema in Sodoma - L'altra faccia di Gomorra di Vincenzo Pirozzi nel 2013, poi Una diecimila libera di Luciano Luminelli nel 2015 e Un nemico che ti vuole bene di Denis Rabagna del 2018. Nello stesso anno è anche in Fabrizio De André - Principe libero, diretto da Luca Facchini, film che viene poi trasformato in una miniserie tv.

E a proposito di tv, Esposito diventa subito un attore molto richiesto per le fiction, fin da bambino. Infatti nel 1993 è già in Amico mio, telefilm ambientato in un ospedale e con Massimo Dapporto nel ruolo del protagonista Paolo Magri. Lo vediamo anche in Uno di noi del 1996, Don Milani - Il priore di Barbiana nel 1997, Lui e lei nel 1998-1999, Un prete tra noi 2 nel 1999. Ormai ventenne ritroviamo Esposito in Casa famiglia di Riccardo Donna, La guerra è finita, Orgoglio, Don Matteo 4 (nell'episodio Comma 23).

Dal Grande Torino a Gomorra, i ruoli più importanti di Ciro Esposito in tv

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Tra i lavori più importanti di Ciro Esposito c'è Il Grande Torino del 2005, miniserie di cui è protagonista nei panni di Angelo Di Girolamo da giovane (mentre da anziano lo stesso ruolo è interpretato da Michele Placido). Il 2006-2007 è una stagione molto intensa, perché lo vediamo nel film tv I colori della gioventù, nella miniserie L'inchiesta di Giulio Base, nella famosissima soap di Raitre Un posto al sole, versione "estiva", nel ruolo di Luca, inoltre è nella miniserie Liberi di giocare di Francesco Miccichè.

Nel 2008 Esposito è l'agente scelto Federico Coppola nella serie La nuova squadra e il protagonista del film Le ali nei panni di Gianfranco Paglia, il paracadutista dell'Esercito Italiano che scampa a un'imboscata in Somalia, ma resta tetraplegico. Ciro ha raccontato di essere diventato amico del vero Gianfranco durante la preparazione del film e di aver mantenuto un legame speciale con lui anche in seguito.

Tra le altre serie in cui lo abbiamo visto ci sono Un'altra vita del 2014, Rosy Abate nel 2017 e Gomorra, in cui nella quarta e quinta stagione Esposito ricopre il ruolo di Raffaele, il luogotenente del boss "O' maestrale". C'è ovviamente molta attesa sulla quinta e ultima stagione della serie tv Sky e Ciro, in una recente intervista sul sito del quotidiano Il Roma, ha promesso che sarà come al solito entusiasmante, sottolineando di essere orgoglioso di aver fatto parte della grande famiglia di Gomorra.

Il progetto Atomi Bros in attesa del ritorno a teatro

Fin dalla sua infanzia, nonostante il successo in tv e al cinema, Esposito non ha mai abbandonato il suo primo amore, ossia il teatro. Anche in questo periodo sta lavorando a un progetto teatrale che si intitola Tutti giù per terra, che ora, per ovvi motivi legati alla pandemia, è fermo in cantiere, ma lui spera di poterlo portare presto sul palcoscenico.

Nel frattempo ha trovato il modo di tenersi occupato e di dare sfogo alla sua creatività con una web serie di cui è uno dei protagonisti con altri attori napoletani con cui forma il gruppo Atomi Bros. La serie si chiama Kuofn ("cofano" in napoletano) e accanto a lui ci sono Salvatore Catanese, Rosario Minervini e Cristiano Di Maio, ma vediamo anche delle guest star come per esempio il duo comico Gigi e Ross nei panni di due improbabili "cattivi" con le t-shirt di Topolino. È una serie tutta da ridere, confezionata benissimo nonostante i pochi mezzi a disposizione. Sulla pagina Facebook di Atomi Bros e sul loro canale YouTube sono stati postati tutti gli episodi da luglio 2020 ad aprile 2021 e, tra un episodio e l'altro anche video con le papere sul set e dei riepiloghi.

La vita privata di Ciro Esposito su Instagram con moglie e figli

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Ciro Esposito è un uomo molto legato alla famiglia, sia quella d'origine, sia quella che lui stesso ha creato con la sua bellissima compagna Luana Bisaccia, nipote di Gigi D'Alessio. La coppia ha due figli piccoli, Ian e Noah, ovviamente già tifosissimi del Napoli. Sul suo profilo Instagram l'attore napoletano condivide spesso foto della sua vita privata, ricordi di quando era bambino sul set di Io speriamo che me la cavo, foto con i genitori e la sorella, ma anche con gli amici e scherza sulla sua incredibile somiglianza con il calciatore Vincenzo Montella. I suoi bambini sono sempre ripresi di spalle e ovviamente non mancano dediche alla sua Luana.